Fermenti lattici

Fermenti lattici stitichezza

La stitichezza non è una malattia ma la manifestazione di altre patologie. Si tratta di un sintomo fastidioso che è bene controllare e eliminare attraverso l’assunzione di fermenti lattici.

di Redazione

28 settembre 2013

Cos’è

Molte persone soffrono di un fastidioso problema, la stitichezza. Sia donne, uomini , bambini o anziani, per ragioni diverse devono convivere con questo disturbo tentando di trovare delle soluzioni che possano risolvere il problema in maniera temporanea o meglio definitiva. In fondo, la stitichezza è un disturbo che ha diverse cause e per questo soluzioni molto diverse, per cui non si può dare una ricetta che sia universale, ma è possibile donare dei consigli di buon comportamento che valgono in ogni caso per mantenersi sani e belli, pur non agendo direttamente sul problema in questione. La stitichezza non è una vera e propria malattia, ma piuttosto il sintomo di qualche altra patologia che si manifesta appunto in questa e in altre forme. La stitichezza o stipsi si manifesta in un periodo di scarsità di feci, le quali risultano difficili da espellere. Non è un fenomeno grave, a parte in casi estremi, ma non bisogna neanche sottovalutare la cosa. Non defecare per più di 24 ore, infatti, può portare l’intero organismo a intossicarsi in quanto tutte le sostanze da espellere, appunto attraverso le feci, finiscono per essere assorbite dall’organismo. Le cause che portano alla stitichezza sono molteplici e dipendono di persona in persona. I più noti sono la sindrome del colon irritabile, l’uso di alcuni farmaci, una dieta in cui vi è una scarsità di fibre, una flora intestinale non adeguata, malattie gastrointestinale o lunghi periodi di permanenza a letto. Anche semplici eventi come i cambiamenti di stagione, i periodi di stress fisico e emotivo, la vita frenetica, una dieta povera di acqua e Sali minerali possono essere portatori di stipsi.

Come agire

Insomma, queste e tante altre cause possono portare a dei periodi di stipsi di lunghezza variabile. In linea generale, per curare la stitichezza bisogna intervenire sulle cause che l’hanno prodotta. Tuttavia è possibile intervenire anche riequilibrando il proprio stile di vita che incide molto su questo tipo di problema. La prima cosa da fare, infatti, per evitare di andare incontro a stitichezza o per ridurre il problema nel caso si presentasse o fosse già in corso, è bere molta acqua. Anche l’alimentazione, però è fondamentale, anzi, si potrebbe dire che riveste un ruolo primario. La dieta, infatti, è uno dei punti di partenza principali quando si deve intervenire su alcune patologie o disturbi. La prima cosa da verificare, in ogni caso, è se la propria dieta sia consona al proprio stile di vita e quanto essa possa incidere negativamente sulla salute dell’organismo. Nel momento in cui si comprende che il proprio stato di salute può migliorare modificando il proprio regime alimentare è bene farlo. La stitichezza, dunque, può essere debellata già a partire da un buono stile di vita alimentare. Per regolarizzare l’attività del proprio intestino e non avere problemi di stipsi, è bene mangiare molta frutta e verdura, fibre, e alimenti ricchi di fermenti lattici vivi o probiotici. È risaputo, infatti, che batteri come L.Acidophilus e L. Bulgaricus, come tanti altri possono contribuire molto a regolarizzare la flora batterica e intervenire a stabilizzare il processo digestivo.

Stipsi primaria e secondaria

Nello specifico, la stitichezza è dovuto a una certa lentezza dell’attività digestiva nel colon. Il materiale che dovrebbe essere di scarto ed essere trasformato in feci produce una quantità di acqua troppo elevata, tutta assorbita dall’intestino. È possibile classificare diversi tipi di stipsi. La primaria è dovuta alla cosiddetta sindrome dell’intestino pigro causata da un’assente o ridotta peristalsi, ovvero la contrazione dell’intestino che determina l’evacuazione delle feci. La stipsi secondaria, invece, dipende dall’insorgere di patologie quali diverticolite, radioterapia, lesioni muscolari o alle mucose, nei casi più gravi, ma anche dall’assunzione di alcuni farmaci o ancora una dieta carente di acqua, Sali minerali, periodi particolari come gravidanza o stati di disidratazione. Un’altra causa da non sottovalutare che può provocare stitichezza è la possibilità di non poter utilizzare i propri servizi igienici. Quando si è in vacanza o in viaggio e si condivide il bagno con altre persone, ad esempio, si hanno delle difficoltà a rilassarsi in bagno e ad andare di corpo come di consueto. In questo caso, la causa è soprattutto psicologica.

Fermenti lattici e stipsi

I fermenti lattici, dunque, risultano fondamentali per la cura e la prevenzione della stipsi. Quando non si va di corpo è preferibile assumere fermenti lattici vivi o probiotici attraverso alimenti quali gli yogurt, oppure acquistando dei preparati già pronti acquistabili generalmente in farmacia. Assumendo questi batteri in maniera costante e ripetuta si può alleviare di gran lunga il problema e arrivare, a distanza di tempo, a risolverlo anche in maniera definitiva. È importante consumare i fermenti lattici lontano dai pasti e almeno due volte al giorno per vedere a mano a mano dei miglioramenti per il proprio intestino pigro o irritabile.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Come agiscono i fermenti lattici contro la stitichezza?
    I fermenti lattici, o probiotici, intervengono riequilibrando la flora batterica intestinale, spesso compromessa dalla stipsi. Batteri come Lactobacillus Acidophilus e Lactobacillus Bulgaricus aiutano a stabilizzare il processo digestivo e a contrastare la lentezza dell'attività del colon. Una flora equilibrata favorisce una corretta peristalsi, rendendo le feci più morbide e facilitandone l'espulsione. L'assunzione costante di questi microrganismi vive non solo allevia il sintomo immediato, ma contribuisce a prevenire il ritorno del disturbo, agendo sulla causa principale legata allo squilibrio microbico.
  • Qual è il modo migliore di assumere i fermenti lattici per la stitichezza?
    Per ottenere risultati efficaci nella lotta alla stipsi, è fondamentale assumere i fermenti lattici in modo corretto. Si consiglia di prenderli lontano dai pasti principali, solitamente a stomaco vuoto, per garantire una migliore sopravvivenza dei batteri fino all'intestino. L'assunzione dovrebbe avvenire almeno due volte al giorno, mantenendo la costanza nel tempo. Possono essere assunti tramite integratori specifici disponibili in farmacia o naturalmente attraverso alimenti fermentati come lo yogurt, purché contenenti colture attive vive. La continuità nell'assunzione è la chiave per ripristinare gradualmente l'equilibrio intestinale.
  • La stitichezza è solo un problema intestinale o ci sono cause psicologiche?
    No, la stitichezza non è esclusivamente fisica. Esiste una componente psicologica significativa, definita stipsi secondaria di origine nervosa. Situazioni come viaggi, vacanze o la mancanza di privacy nei bagni pubblici possono impedire il rilassamento necessario per l'evacuazione, bloccando involontariamente il riflesso fisiologico. Inoltre, stress fisico ed emotivo, nonché la vita frenetica quotidiana, alterano il sistema nervoso enterico, rallentando la motilità intestinale. Riconoscere l'aspetto psicologico è cruciale per adottare strategie di gestione dello stress insieme a quelle alimentari e farmacologiche.
  • Quali abitudini di vita sono essenziali per prevenire la stitichezza?
    Oltre ai fermenti lattici, lo stile di vita gioca un ruolo primario nella prevenzione. Innanzitutto, è indispensabile bere molta acqua durante la giornata per idratare le feci e facilitarne il transito. Una dieta ricca di fibre, derivanti da abbondante frutta e verdura, è altrettanto vitale poiché stimola meccanicamente la peristalsi. Evitare lunghi periodi di immobilità o permanenza a letto aiuta a mantenere attiva la muscolatura addominale. Infine, ascoltare i segnali del corpo e recarsi in bagno appena si avverte lo stimolo, senza rimandare, previene l'eccessiva riassorbimento di acqua da parte dell'intestino e la conseguente indurimento delle feci.
  • Cosa succede se si soffre di stitichezza per oltre 24 ore?
    Non defecare per più di 24 ore non è di per sé un'emergenza medica immediata, ma indica un rallentamento significativo dell'intestino. Se protratta, le feci ristagnano nel colon, dove viene assorbita ulteriore acqua, diventando dure e difficili da espellere. Questo ristagno può portare a un accumulo di tossine e sostanze di scarto che l'organismo tende a riassorbire, potenzialmente causando malessere generale, gonfiore e sensazione di intossicazione. Sebbene non sia sempre grave, ignorarlo cronicamente può aggravare la situazione, portando a complicazioni come emorroidi o ragadi anali, rendendo necessaria un'azione correttiva tempestiva.

Potrebbe interessarti anche