Piante aromatiche

Agnocasto

La Vitex agnus castus è il nome botanico attribuito all’agnocasto, pianta prescritta in maniera quasi automatica dai medici erboristi alle donne in menopausa o con problematiche legate al ciclo mestruale.

di Redazione

10 dicembre 2012

Caratteristiche della pianta

La Vitex agnus castus è il nome botanico attribuito all’agnocasto, pianta prescritta in maniera quasi automatica dai medici erboristi alle donne in menopausa o con problematiche legate al ciclo mestruale. Il suo nome deriva dalla particolare flessibilità dei suoi rami con i quali si era soliti legare i tronchi tra di loro per la realizzazione di palizzate o per la fabbricazione di panieri e cestini in generale. Un altro famoso nome con cui è conosciuto è pepe dei monaci o pepe falso. Altri sono legno casto, vitica, albero del pepe, tremexie, malvavisco, peverar veteca, legani sbringhio marino, canapazzo, tramalice, ligara, laniu,lacanu, sammucu de arriu. In inglese lo chiamano chaste tree, in francese gattilier, in tedesco mullen, in spagnolo agnocasto. È una pianta arbustiva, della famiglia delle Verbanacee, che difficilmente arriva ai tre metri di altezza. Può essere spontanea, ma anche coltivata, sia per ornamento che per la fabbricazione di prodotti erboristici. I fusti e i rami sono molto flessibili, quadrangolari e cotonosi in gioventù ma non nello stato adulto. Le foglie sono opposte e caduche, lungamente picciolate e fortemente palmate, tanto da risultare dalle 3 alle 7 sezioni-foglioline, unite tutte in un unico punto centrale. Queste sezioni sono lanceolate e a margine intero. I fori sono di un blu particolarmente vivace, raccolti in lunghe spighe terminali interrotte. Il frutto è una drupa globosa e carnosa, di colore nero a maturità. Il seme è un nocciolo quadriloculare.

Coltivazione e origine

L’agnocasto quando è spontaneo predilige zone come sterpeti o dune, ai margini delle strade, ma in special modo lungo i corsi d’acqua o dove il terreno rimane per la maggior parte del tempo fresco e umido. È diffuso in tutta l’Europa, senza distinzione, dalla pianura alla montagna. La propagazione per seme è possibile, ma si hanno dei risultati solamente se si pratica in semenzaio. La semina diretta in campo è da sconsigliarsi; in tal senso è meglio utilizzare delle tale legnose, da prelevarsi in estate e trapiantare sul finire della stagione. La concimazione ideale per l’agnocasto è quella organica, stallatico maturo, da distribuire una volta all’anno prima della ripresa vegetativa. Parti utilizzate Si utilizzano i frutti maturi essiccati. tecniche di raccolta La raccolta delle drupe può avvenire tagliando grossolanamente le parti a cui sono attaccate, per poi fare un’operazione di pulizia e cernita in un secondo momento, oppure tagliando di precisione solamente i frutti, passando poi direttamente all’essiccazione dei frutti.

Proprietà e uso nella storia

Al tempo di Dioscoride, l’agnocasto era dato contro i morsi di animali selvatici, contro l’ingrossamento del fegato e l’idropsia. Sempre in questo periodo era la pianta delle sacerdotesse consacrate a Cerere, dea della fertilità. Per questo le donne del tempo era solite adornare la propria camera matrimoniale con i suoi frutti o fiori per propiziare una eventuale concepimento. Nel Medioevo, invece, erano i monaci a fare uso dell’agnocasto, attribuendogli proprietà calmanti per gli impulsi libidinosi. Oltre che usare portare alcuni fiori legati al saio, erano anche soliti cibarsene come condimento delle insalate, tanto che da qui è nato il sopranome di pepe dei monaci. E invece dagli anni ’30 che, grazie agli studi scientifici moderni, si è scoperto che ha solamente effetti sulle donne, mentre non si riscontra alcuna azione specifica negli individui di sesso maschile. proprietà dei principi attivi Dai fiori di agnocasto può essere estratto dell’olio essenziale, in concentrazione pari al 1,5 – 1,6%, contenente cineolo, pinene, borneolo, canfora e limonene. Sono presenti anche flavonoidi glicosidati come la casticina, vitexina e vitexinina; un principio amaro chiamato castina, gli iridoidi agnuside e aucubina, che funge anche da parametro di controllo per la qualità dei prodotti di agnocasto. Tracce di acidi grassi, in modo particolare di acido palmitico, un alcaloide, la viticina, vitamina C e carotenoidi.

Benefici e avvertenze

Disordini mestruali L’agnocasto è una pianta che effettivamente riesce ad alleviare molti problemi legati alle irregolarità delle mestruazioni. La capacità di regolare gli equilibri degli ormoni quali estrogeni e progesterone, fa si che vadano a regolarizzarsi anche i cicli mestruali mensili, sia che la donna sia affetta da amenorrea che da dismenorrea. Sindrome premestruale e Menopausa Per il fatto che riesca ad equilibrare gli ormoni “femminili”, fa si che l’agnocasto possa essere visto come un concreto aiuto alle donne che entrate in menopausa, i cui ormoni sono fortemente fuori scala, o che soffrono della sindrome premestruale. Vengono cosi ad attenuarsi e in alcuni casi a scomparire, o non comparire, stati tipici come ansia, irritabilità, tristezza, mal di testa, ritenzione idrica e aumento dell’appetito. Prodotti in commercio Le forme farmaceutiche più convenienti nell’assunzione dell’agnocasto sono quelle degli estratti, in modo particolare quello fluido, che non ha bisogno di essere diluito, e le sue gocce possono essere assunte direttamente. Anche l’estratto secco è in commercio, ma per lo più questo viene usato per riempire le capsule, nelle quali raramente si trova la polvere dei frutti. Controindicazioni Data l’azione ormonale che sprigiona, la sua assunzione è vivamente sconsigliata se si è in stato di gravidanza e durante l’allattamento. Un assumere in concomitanza con farmaci anti dopaminergici (antagoniste della dopamina) in quanto verrebbero accentuati eventuali effetti secondari. Avvertenze Possono comparire esentemi pruriginosi ed episodi di orticaria durante la sua assunzione. Potrebbe interferire con i contraccettivi orali.

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Domande frequenti

  • Come funziona l'agnocasto per regolare il ciclo mestruale e alleviare la sindrome premestruale?
    L'agnocasto (Vitex agnus-castus) agisce principalmente modulando l'equilibrio ormonale femminile, in particolare interagendo con i livelli di estrogeni e progesterone. Questa azione regolatrice aiuta a normalizzare i cicli mestruali irregolari, riducendo sintomi comuni della sindrome premestruale come ansia, irritabilità, mal di testa, ritenzione idrica e sbalzi d'umore. Non si tratta di un ormone in sé, ma di una pianta adattogena che supporta l'organismo nel ritrovare la propria armonia fisiologica, risultando efficace sia per l'amenorrea che per la dismenorrea.
  • È sicuro assumere agnocasto durante la menopausa?
    Sì, l'agnocasto è spesso consigliato come supporto naturale durante la menopausa. Grazie alla sua capacità di riequilibrare gli ormoni femminili, può contribuire ad attenuare i fastidi tipici di questa fase, come vampate di calore, instabilità emotiva e disturbi del sonno. Tuttavia, poiché ogni organismo risponde diversamente ai fitoterapici, è fondamentale consultare un medico o un erborista qualificato prima dell'inizio della terapia, specialmente se si assumono altri farmaci ormonali o se si presentano condizioni di salute specifiche che richiedono monitoraggio.
  • Quali sono le principali controindicazioni e chi non dovrebbe assumere agnocasto?
    L'assunzione di agnocasto è fortemente sconsigliata durante la gravidanza e l'allattamento a causa della sua potente azione ormonale. Inoltre, va evitato in caso di assunzione contemporanea di farmaci antagonisti della dopamina, poiché potrebbe accentuarne gli effetti collaterali. Chi utilizza contraccettivi orali deve prestare attenzione, in quanto l'agnocasto potrebbe interferire con il loro meccanismo d'azione. Infine, alcune persone potrebbero manifestare reazioni cutanee come orticaria o eruzioni pruriginose; in tal caso, l'interruzione immediata del trattamento è raccomandata.
  • In quale forma è meglio assumere l'agnocasto per ottenere migliori risultati?
    Le forme farmaceutiche più efficaci e convenienti sono gli estratti fluidi e le gocce, che permettono un dosaggio preciso e un assorbimento rapido senza necessità di diluizione. Esistono anche estratti secchi utilizzati prevalentemente per la produzione di capsule, sebbene la semplice polvere di frutti sia meno comune. Per garantire l'efficacia terapeutica, è preferibile scegliere prodotti standardizzati nei principi attivi, come le viticine e gli iridoidi, e seguire sempre le indicazioni del professionista sanitario riguardo al dosaggio giornaliero appropriato.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà benefiche dell'agnocasto?
    I principali composti bioattivi dell'agnocasto includono flavonoidi glicosilati come la casticina, la vitexina e la vitexinina, nonché iridoidi quali agnuside e aucubina, quest'ultimo utilizzato anche come marker di qualità. Dall'olio essenziale estratto dai fiori si ottengono sostanze come cineolo, pinene, borneolo e limonene. Sono inoltre presenti tracce di acidi grassi (come l'acido palmitico), vitamina C e carotenoidi. Questo complesso mix di molecole contribuisce all'attività antiossidante, antinfiammatoria e, soprattutto, all'effetto modulatore sull'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi.

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