Albero si Boswellia serrata

Piante aromatiche

Boswellia

Pianta poco nota con questo nome, è più conosciuta come "Pianta dell'incenso", perché dall’incisione sulla corteccia essuda una resina dal profumo molto intenso, che una volta essiccata prende il nome di incenso.

di Redazione

03 ottobre 2012

Caratteristiche della pianta

Con il termine Boswellia si indicano in modo generale tutte le specie appartenenti al genere omonimo, tra le quali la B. sacra, la più usata nei cerimoniali rituali, e la B.serrata, quella con il maggior poter medicinale. Pianta poco nota con questo nome, è più conosciuta come "Pianta dell'incenso", perché dall’incisione sulla corteccia essuda una resina dal profumo molto intenso, che una volta essiccata prende il nome di incenso. La Boswellia, famiglia delle Burseraceae, è un albero piuttosto autorevole, con un’altezza compresa tra i 9 e i 15 metri e una circonferenza del tronco che può arrivare quasi a due metri. Le foglie sono caduche, alterne, composte ed imparipennate, ovvero sembrano essere 9 foglioline, con una posta all’apice mentre le restanti sono laterali una di fronte all’altra. I fiori rosati o bianchi sono inseriti con dei corti pedicelli in dei racemi che si sviluppano all’ascella delle foglie. Il frutto è una capsula triloculare, dura e setticida, ovvero con apertura a maturità. Questo fa si che i semi siano liberati e trasportati dal vento. Per facilitare la loro dispersione, i semi sono provvisti di un’ampia ala membranacea.

Origine e coltivazione

È originaria dell’India, Pakistan e della Cina. Durante gli scambi tra Occidente ed Oriente è stata importata in Arabia e in Africa, dove si è acclimatata alla perfezione, in modo particolare in Oman, Yemen, e Corno d’Africa (Somalia e Etiopia). È una pianta che non viene coltivata, ma si utilizzano quelle spontanee data la loro ampia diffusione. La resina raccolta per incisione del tronco. tecniche di raccolta Sul tronco dell’albero vengono praticate delle incisioni in modo tale che la resina fuoriesca e venga a contatto con l’aria. La sua raccolta non è immediata, ma bisogna attendere circa tre mesi in modo tale che raggiunga la giusta consistenza per la raccolta ed avere cosi il massimo profitto. Ovviamente alcune gocce di resina possono cadere a terra, ma non vengono perse. Sono raccolte a parte e verranno vendute come prodotto di qualità inferiore date le impurità dovute al contatto con il terreno. La raccolta delle gocce giallo-ambra, si effettua per tutta la stagione estiva prima dell’inizio delle piogge, che costringono ad un’interruzione forzata.

Proprietà e uso nella storia

L’incenso è conosciuto da sempre. Se ne hanno notizie da Erodoto, che ci informa che a Babilonia veniva bruciato ogni anno sugli altari per ringraziarsi gli dei. L'uso religioso dell'incenso non era esclusivo dei babilonesi, ma anche i persiani e gli assiri lo offrivano ai propri dei. I romani invece furono tra i primi che lo bruciarono anche in occasioni laiche, per incontri importanti di stato o per visite private di rilievo. E in questo periodo come non citare i tre re magi, che tramite il vangelo di Matteo sappiamo aver offerto anche dell’incenso come dono al Bambino Gesù. L’essudato deve il suo aspetto per la presenza di resine e gomme, mentre il profumo è originato dagli oli essenziali. Nella frazione resinosa troviamo molti terpeni (mono e triterpeni). L’altra frazione, quella gommosa, è formata da polisaccaridi. Infine si evidenziano sostanze importanti come gli acidi pentaciclici, detti acidi boswellici, perché isolati per la prima volta in questa famiglia. La loro azione è quella antinfiammatoria, tanto efficace da essere studiata nei dettagli ed è stato riscontrato un meccanismo simile a quello dei farmaci antinfiammatori non steroidei, i Fans. Gli acidi boswellici bloccano la sintesi dei leucotrieni, responsabili del processo antinfiammatorio, sia acuto che cronico, ma non quella delle prostaglandine, che sono coinvolte sia nel processo antiinfiammatorio che nella protezione della mucosa gastrica. Ecco perché sono “migliori” dei Fans, che bloccano anche le prostaglandine e quindi possono portare a bruciori di stomaco.

Benefici e prodotti

Antinfiammatorio Agli acidi boswellici, come detto, vengono utilizzati come potenti antinfiammatori. Per questo vengono somministrati contro i reumatismi, l’artrosi e perfino l’artrite reumatoide iniziale. La loro potenza è paragonabile quella dei Fans (farmaci antinfiammatori non steroidei, come per esempio l’aspirina o il diclofenac), ma non bloccano la produzione delle prostaglandine, che oltre nel processo di controllo dell’infiammazione, sono coinvolte anche nella diminuzione del rilascio dell’acido cloridrico nello stomaco e nel contemporaneo aumento del muco protettore della mucosa gastrica. Effetto finale: gli acidi boswellici non hanno bisogno di gastroprotettori perché non danno problemi di acidità o ulcere gastriche. La loro capacità di interagire con i processi infiammatori cronici, fa si che vengano usati anche nell’asma bronchiale e nella colite ulcerosa. Antibiotico – antibatterico Alcuni recenti studi in vitro su 112 batteri patogeni hanno dimostrato che i principi attivi della boswelliana hanno un interessante e apprezzabile effetto antibatterico contro i batteri Gram positivi. Gli esperimenti eseguiti hanno mostrato la loro capacità di ridurre il proliferarsi dei batteri e abbattere e inibire la formazione del biofilm da essi prodotto. Attualmente si studi come applicare questa scoperta per la produzione di nuovi farmaci antibatterici. Cosmetica In cosmetica è utilizzata per il trattamento della seborrea e della pelle grassa e arrossabili. Infatti questi due processi sono spesso accompagnati o causati da delle infiammazioni locali. Ovviamente il suo caratteristico odore, viene sfruttato nella creazione e produzione di candele profumate e diffusori di aromi, utilizzati nell’aromaterapia come rilassanti. In commercio si può trovare l’estratto secco nebulizzato e titolato in acidi boswellici con un minimo del 4%. Un altro prodotto reperibile sono le confezioni di compresse. Controindicazioni Non sembra avere alcuna interazione con i farmaci. Ma se si fosse intenzionati ad utilizzarla come antinfiammatorio, allora è bene consultare il propro medico Avvertenze Raramente si potrebbero verificare nausee e diarrea La loro capacità di interagire con i processi infiammatori cronici, fa si che vengano usati anche nell’asma bronchiale e nella colite ulcerosa. Antibiotico – antibatterico Alcuni recenti studi in vitro su 112 batteri patogeni hanno dimostrato che i principi attivi della boswelliana hanno un interessante e apprezzabile effetto antibatterico contro i batteri Gram positivi. Gli esperimenti eseguiti hanno mostrato la loro capacità di ridurre il proliferarsi dei batteri e abbattere e inibire la formazione del biofilm da essi prodotto. Attualmente si studi come applicare questa scoperta per la produzione di nuovi farmaci antibatterici. Cosmetica In cosmetica è utilizzata per il trattamento della seborrea e della pelle grassa e arrossabili. Infatti questi due processi sono spesso accompagnati o causati da delle infiammazioni locali. Ovviamente il suo caratteristico odore, viene sfruttato nella creazione e produzione di candele profumate e diffusori di aromi, utilizzati nell’aromaterapia come rilassanti.

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Domande frequenti

  • Qual è il principale vantaggio degli acidi boswellici rispetto ai comuni antinfiammatori farmacologici?
    Gli acidi boswellici, principi attivi estratti dalla resina di Boswellia, offrono un potente effetto antinfiammatorio paragonabile a quello dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), ma con un profilo di sicurezza superiore per l'apparato digerente. A differenza dei FANS, che inibiscono la sintesi delle prostaglandine proteggendo la mucosa gastrica causando spesso irritazione, bruciore di stomaco o ulcere, gli acidi boswellici agiscono bloccando specificamente la sintesi dei leucotrieni. Questa selettività permette di contrastare efficacemente l'infiammazione senza compromettere la protezione dello stomaco, rendendoli ideali per chi soffre di problemi gastrointestinali o cerca un'alternativa naturale agli antinfiammatori tradizionali.
  • Per quali condizioni cliniche specifiche è consigliata l'integrazione di Boswellia?
    La Boswellia è principalmente indicata per la gestione di patologie infiammatorie croniche. Viene comunemente utilizzata come supporto terapeutico per reumatismi, artrosi e nelle fasi iniziali dell'artrite reumatoide, grazie alla sua capacità di ridurre il gonfiore e il dolore articolare. Oltre alle problematiche osteo-articolari, trova applicazione nel trattamento dell'asma bronchiale e della colite ulcerosa, poiché modula positivamente i processi infiammatori sistemici e intestinali. Inoltre, studi recenti ne evidenziano il potenziale ruolo come agente antibatterico contro i batteri Gram positivi, interferendo con la formazione di biofilm, sebbene questo ambito richieda ancora conferme cliniche più ampie.
  • Come si raccoglie e si trasforma la resina di Boswellia in incenso?
    La raccolta della resina avviene mediante incisioni superficiali praticate manualmente sulla corteccia degli alberi spontanei, prevalentemente in regioni come India, Oman e Corno d'Africa. Dopo il taglio, la linfa biancastra fuoriesce e, a contatto con l'aria, inizia a polimerizzare. Il processo richiede circa tre mesi affinché la resina raggiunga la consistenza desiderata e perda umidità, trasformandosi nelle classiche lacrime di incenso giallo-ambra. La raccolta si effettua durante la stagione estiva, prima dell'inizio delle piogge monsoniche. Le gocce che cadono direttamente a terra vengono separate da quelle di qualità superiore perché contaminate da impurità del suolo, venendo commercializzate come prodotti di grado inferiore.
  • Esistono effetti collaterali o controindicazioni nell'assunzione di integratori a base di Boswellia?
    In generale, la Boswellia è ben tollerata e non presenta interazioni note con altri farmaci, risultando sicura per la maggior parte degli adulti. Tuttavia, alcuni utenti possono sperimentare lievi disturbi gastrointestinali, come nausea o diarrea, specialmente se assunta a stomaco vuoto o in dosaggi elevati. Nonostante l'assenza di interazioni farmacologiche documentate, è fondamentale consultare il proprio medico prima di iniziare l'assunzione, soprattutto se si intende utilizzare la pianta come sostituto o integrazione per terapie antinfiammatorie in corso. La prudenza è raccomandata anche in caso di gravidanza o allattamento, dato che mancano sufficienti dati clinici sulla sicurezza in queste fasce di popolazione.
  • Come viene utilizzata la Boswellia in ambito cosmetico e per la cura della pelle?
    In campo cosmetico, l'estratto di Boswellia è valorizzato per le sue proprietà antinfiammatorie e sebo-regolatrici. È particolarmente indicato per il trattamento della pelle grassa, soggetta a seborrea e rossori frequenti, poiché aiuta a calmare le irritazioni cutanee e a regolare la produzione di sebo. L'azione antinfiammatoria locale contribuisce a ridurre l'eritema e a migliorare l'aspetto generale della pelle infiammata. Oltre all'uso topico negli skin care, il suo aroma caratteristico è ampiamente sfruttato nell'aromaterapia attraverso candele e diffusori, dove agisce come rilassante mentale, favorendo uno stato di calma e bilanciamento emotivo.

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