Piante aromatiche

Epilobio

di Redazione

07 gennaio 2013

Caratteristiche della pianta

Con il nome Epilobio, ci si riferisce ad un genere che raccoglie diverse specie, caratterizzate da avere l’inserzione epigina della corolla; che tradotto al greco porta al nome prima citato. Tra i nomi più conosciuti dell’Epilobium angustifolium L. scopriamo esserci quelli come gambi rossi, garofanino di bosco, sfènice, behen rosso e camedrio. In inglese è chiamato rosebay, mentre in francese epilobe a epis; wald – weidenroschen in tedesco. È una pianta erbacea perenne, della famiglia delle Oenotheraceae, che arriva all’altezza massima di un metro mezzo. Il fusto è glabro, eretto e ramoso, solitamente è rossastro. Le foglie sparse sono oblunghe lanceolate o ellittiche e mancano del picciolo (ovvero sono sessili). Il margine è dentellato o ondulato e la nervatura è reticolata. I fiori, sessili e a portamento sciolto, vanno dal rosa porpora al violaceo e sono riuniti in delle infiorescenze a grappolo racemoso o a spiga. I sepali acuminati e porporini sono quattro. Quattro sono anche i petali obovati e interi. Gli otto stami formano un arco o una cupola sopra l'ovario, verde e carnoso, sulla cui superficie superiore è secreto del nettare. Un ovario a quattro logge darà origine a una capsula lineare a quattro valve, che si aprono a maturità, liberando numerosi semi di colore marrone o nero, spesso con un ciuffo di peli (pappo piumoso).

Coltivazione e origine

È un genere molto diffusa in Europa, anche se solo in maniera sparsa e non estesa. La coltivazione è scarsa e il prodotto utilizzato arriva quasi esclusivamente dallo spontaneo dei paesi dell’ex Jugoslavia e dalla Romania e Ungheria. Crescono lunghe le rive dei fiumi; dove l’ambiente risulta umido come nelle boscaglie. Alle volte sono stati ritrovate crescite spontanee in città, in terreni appena puliti dai rifiuti di edifici demoliti. In America si è notato che è una delle prima piante a crescere sui terreni ripuliti dai fuochi; per questo motivo, negli USA è più conosciuta con il nome di Fireweed, ovvero erba del fuoco. Il terreno prediletto è quello pesante che non dreni e rimanga umido. Caso mai si avesse a disposizione un terreno più leggero, allora c’è bisogno di abbondanti annaffiature, soprattutto nei mesi estivi, per evitare che la pianta si secchi. La sua propagazione avviene per seme o per divisione dei rizomi. Per la semina è preferibile usare semi freschi, mentre per i rizomi bisogna accertarsi che ogni sezione abbia almeno una piccola pianta già formata, in modo da poterli metterli subito a dimora. Parti utilizzate La droga di questa pianta è costituita da pezzetti di fusto, frammenti di foglie verdi intenso e raggrinzite e poche parti di fiori e frutti. In pratica da tutta la pianta con l’esclusione della radice. Le foglie sono quella con la maggior attività, che si concentra subito prima e dopo la fioritura, che avviene in luglio e agosto. Tecniche di raccolta La raccolta avviene dallo spontaneo con il taglio con un paio di forbici o una lama.

Proprietà e uso nella storia

Impiego nella storia Le foglie dell'epilopio sono state spesso utilizzate come succedaneo del the, ma per lo più il loro utilizzo è stato fatto come adulterante, per aumentare la massa del fogliame di the e quindi guadagnare di più nelal vendita della bevanda dorata. In Russia venivano usati, ed lo sono ancora tutt’ora, l’Epilopium hirsutum e angustifolium per preparare una tisana dal nome Kaporie Tea. I giovani germogli erano bolliti e mangiati come gli asparagi. Principi attivi (descrizione dei componenti) Tutte le specie di epilobio contengono flavonoidi, soprattutto derivati di kampferolo (con potere antinfiammatorio), della quercitina e della mircetina. Sono presenti anche fitosteroli (β-sitostirolo) e derivati dell’acido gallico e dell’acido tannico; sono state rilevate anche mucillagini, pectine, sali organici e un olio etereo.

Benefici e avvertenze

Antiprostatico È una delle piante con un effetto antiprostatico più forte. In particolare l’Epilobium parviflorum Schreb. Viene impiegato in modo soddisfacente nel trattamento dell’iperplasia benigna prostatica, sotto stretto controllo medico, ovviamente. Nonostante sia cosi attiva ancora è poco sfruttata e soprattutto non si è ancora isolata la vera molecola responsabile dell’azione. Usato anche nei disturbi della minzione associata ai problemi da infiammazione prostatica. Antinfiammatoria La specie angustifolium, ha sorprendentemente dimostrato una forte azione antinfiammatoria contro gli edemi, riuscendo a ridurre la liberazione delle prostaglandine, responsabili dell’azione infiammatoria. Antibatterico L’estratto totale della pianta ha dimostrato di avere proprietà antibatterica su una grande varietà di batteri sia gram positivi che gram negativi, su test effettuati in vitro. Si aspettano dei risultati positivi anche in vivo e soprattutto il modo per poter sfruttare questa sua attività. Antiossidante Strettamente correlato all’azione antiprostatica è quella antiossidante. Gli studi effettuati sugli estratti di radici, foglie e fiori, hanno dimostrato che tutti e tre posseggono la capacità di catturare i radicali liberi (azione scavanger) che può essere sfruttata sia internamente che esternamente (come creme e lozioni). Antidiarroica – astringente Prescritta nelle medicina popolare come antidiarroico contro le enteriti croniche e persino contro il colera. Attività che si è dimostrata efficace. Prodotti in commercio In commercio praticamente non vi sono preparati, forse anche per il fatto che in Italia è praticamente sconosciuto il suo utilizzo. Anche in Germania, il paese con la più cultura fitoterapica, risulta essere usata empiricamente senza dar luogo a preparati specifici. Si avesse a disposizione la pianta, si potrebbero preparare infusi con 1,5 – 2 grammi di droga finemente tagliata e filtrando il tutto dopo 10 minuti di immersione. Si potrebbe preparare anche i decotti, da utilizzare come cataplasmi contro gli edemi. Controindicazioni Usare con cautela dato che non sono note interazioni con i farmaci per i pochi studi scientifici. Avvertenze In caso di prostate è indispensabile il consulto con il medico.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici terapeutici dell'epilobio?
    L'epilobio è rinomato principalmente per le sue forti proprietà antiprostatiche, risultando efficace nel trattamento dell'iperplasia benigna della prostata e dei relativi disturbi urinari. Grazie alla presenza di flavonoidi come la quercetina e la miricetina, esercita inoltre un'importante azione antinfiammatoria, riducendo gli edemi e la liberazione di prostaglandine. Possiede anche spiccate virtù antibatteriche, antiossidanti (capaci di catturare i radicali liberi) e astringenti, quest'ultima utile per contrastare diarree e enteriti croniche.
  • Come si prepara un infuso di epilobio per uso interno?
    Per preparare un infuso terapeutico, utilizza circa 1,5-2 grammi di droga finemente tagliata (foglie e fusti, esclusa la radice). Immergi la pianta in acqua calda per 10 minuti, assicurandoti poi di filtrare bene il preparato per rimuovere eventuali residui vegetali. Questo metodo estrae efficacemente i principi attivi, tra cui flavonoidi e tannini, consentendone un consumo sicuro e graduale. Si consiglia di consultare un medico prima dell'uso, specialmente in caso di patologie pregresse.
  • In quali casi specifici viene consigliato l'epilobio?
    L'impiego principale dell'epilobio è supportato nella gestione dell'iperplasia benigna prostatica (IPB) e nei disturbi della minzione ad essa associati. Inoltre, grazie alle sue proprietà antinfiammatorie e antiedematose, può essere utile per ridurre gonfiori locali. La sua azione astringente lo rende adatto come coadiuvante in caso di diarrea o enteriti croniche. Infine, la potente attività antiossidante ne suggerisce l'uso esterno, sotto forma di creme o lozioni, per proteggere la pelle dai danni ossidativi.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali noti?
    Attualmente non sono documentate interazioni specifiche con farmaci comuni, poiché gli studi clinici sull'epilobio sono ancora limitati. Tuttavia, data la sua potenza antiprostatica, l'uso deve avvenire sotto stretto controllo medico, specialmente se si assumono già terapie farmacologiche per la prostata. Non ci sono segnalazioni gravi di tossicità, ma la prudenza è d'obbligo: sconsigliamo l'automedicazione prolungata e raccomandiamo sempre il parere di uno specialista prima di iniziare qualsiasi fitoterapia.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà dell'epilobio?
    I principali costituenti bioattivi dell'epilobio sono i flavonoidi, in particolare derivati del kampferolo, della quercetina e della miricetina, che conferiscono l'azione antinfiammatoria. Sono inoltre presenti fitosteroli (come il beta-sitostirolo), derivati dell'acido gallico e tannico, mucillagini, pectine e sali organici. Questa combinazione sinergica spiega l'efficacia multifunzionale della pianta, agendo contemporaneamente come antiossidante, antibatterico e regolatore del tono muscolare liscio prostatico.

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