Ginkgo biloba

Piante aromatiche

Ginkgo biloba

Il ginkgo biloba è la più antica specie vegetale ad oggi esistente ed è ricco di proprietà benefiche, ma occorre usarlo con attenzione per evitare effetti tossici

di Redazione

27 agosto 2014

Ginkgo biloba

Il ginkgo biloba è una pianta nota da moltissimo tempo in campo erboristico e fitoterapico, ma le sue origini sono ancora più antiche: con duecento milioni di anni alle spalle, questa specie vegetale è un vero e proprio fossile vivente, che ha saputo resistere a cambiamenti climatici di ogni tipo arrivando a prosperare anche ai giorni nostri. Il ginkgo biloba è un albero vecchio non solo dal punto di vista della specie, ma anche dei singoli esemplari, che possono raggiungere anche i mille anni di vita. La pianta è particolarmente diffusa nelle zone orientali del mondo, nelle quali è radicato l'utilizzo del ginkgo in diverse occasioni nel campo della fitoterapia e della medicina naturale. In secoli recenti, il ginkgo è stato introdotto anche in Europa e non è raro poterlo ammirare a decorazione dei viali e dei giardini europei: si tratta di una pianta resistente, il cui clima più indicato è quello delle zone temperate del mondo. Le proprietà benefiche di questa pianta sono state oggetto di riscoperta da parte della medicina soprattutto nel corso degli ultimi anni, nei quali il suo utilizzo ha visto una rapida e crescente diffusione grazie agli estratti standardizzati, ovvero con una quantità definita di principio attivo.

Proprietà benefiche

Le proprietà benefiche del ginkgo biloba sono variegate e note già da molti secoli: i principi attivi di questa pianta sono utilizzati per curare diversi tipi di disturbi in modo efficace e del tutto naturale. Il ginkgo biloba è ricco di flavonoidi, dalle proprietà antiossidanti, che aiutano a contrastare l'invecchiamento cellulare combattendo i radicali liberi. Non meno importante, il ginkgo biloba è efficace nel contrastare il PAF, o fattore delle piastrine, favorendo la corretta coagulazione del sangue e risultando pertanto efficace in molti casi contro disturbi circolatori di diverso tipo. Contrastando anche la broncocostrizione, il ginkgo risulta un valido alleato contro reazioni allergiche e forme asmatiche. Al ginkgo biloba va anche il merito di intervenire positivamente sugli scambi di ossigeno e glucosio con i tessuti, per un generale miglioramento della salute del corpo. Nei mercati orientali, è ancora possibile trovarlo venduto come rimedio contro funghi e parassiti del tratto gastrointestinale, anche se il consumo delle parti non trattate della pianta deve avvenire con la massima attenzione: alcune parti, infatti, sono altamente tossiche e possono portare a gravi controindicazioni.

Utilizzo

Nella medicina e nella fitoterapia, il ginkgo biloba viene utilizzato sotto forma di estratti standardizzati, che permettono il controllo della quantità di principi attivi ingeriti e permettono anche di evitare rischiose intossicazioni o effetti collaterali. Il ginkgo biloba viene utilizzato per contrastare l'aterosclerosi e disturbi legati alla microcircolazione, alla circolazione venosa e le cardiopatie ischemiche. Il ginkgo risulta, inoltre, efficace nella prevenzione dell'invecchiamento cellulare e contro i sintomi del deterioramento mentale, così come nella lotta alle arteriopatie degli arti inferiori, nell'ipertensione, nelle retinopatie, nei danni da fumo e nelle trombosi, così come nelle sindromi vertiginose di vario genere. La scelta dei prodotti deve essere accurata: per avere la garanzia della sicurezza del prodotto, esso deve venire ricavato da estratti purificati da acidi ginkgolici, standardizzati al 6% in derivati terpenici e al 24% in flavonoidi. Anche le dosi devono essere rispettate: non bisogna mai superare i 240 mg al giorno, mentre le dosi medie consigliate sono comprese tra tale limite e i 120 mg al giorno, al di sotto dei quali potrebbe venire meno l'efficacia. L'assunzione deve comunque essere concordata insieme al proprio medico, soprattutto in caso di assunzione di altri prodotti farmaceutici o erboristici di simile azione o interferenti.

Controindicazioni

Nonostante le molte proprietà benefiche, il ginkgo biloba è potenzialmente tossico e per questa ragione occorre assumere soltanto prodotti sicuri e non entrare in contatto con alcune parti della pianta, come i semi e i frutti, che possono provocare anche reazioni allergiche. Diversi problemi possono insorgere anche qualora si vada incontro ad un sovradosaggio: le conseguente possono essere nausea, vomito, diarrea, cefalea e sindromi emorragiche, anche se quest'ultime sono estremamente rare. In caso di assunzione in concomitanza con simili farmaci, è bene informare il proprio medico e concordare con esso il dosaggio: in questo modo si potrà evitare di andare incontro ad effetti indesiderati e di invalidare la terapia in corso. Infine, il ginkgo biloba può rivelare delle interazioni con diversi tipi di farmaci, non per forza di simile azione: anche per questa ulteriore ragione occorre contattare il proprio medico anche in caso di assunzione di farmaci per motivi diversi e di effetto differente rispetto a quello dell'estratto di ginkgo biloba, poiché anche in questi casi potrebbero insorgere problemi.

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Domande frequenti

  • Quali sono i benefici principali del Ginkgo Biloba per la salute?
    Il Ginkgo Biloba è noto principalmente per le sue proprietà vasodilatatorie e antiossidanti. Grazie ai flavonoidi e ai terpeni, migliora la circolazione sanguigna, sia quella cerebrale che periferica, aiutando contro la stanchezza fisica e mentale, la memoria ridotta e i problemi di microcircolazione. Inoltre, contrasta l'aggregazione piastrinica (fattore PAF), riducendo il rischio di trombosi, e agisce come antinfiammatorio sulle vie respiratorie, offrendo sollievo in casi di asma lieve. È spesso utilizzato come supporto nell'aterosclerosi e per proteggere le cellule dallo stress ossidativo.
  • È sicuro assumere Ginkgo Biloba durante la gravidanza o l'allattamento?
    No, l'assunzione di Ginkgo Biloba non è generalmente raccomandata durante la gravidanza e l'allattamento. Sebbene il testo non lo specifichi esplicitamente per queste fasi, evidenzia la potenziale tossicità della pianta e il rischio di effetti collaterali come sanguinamenti. Poiché il Ginkgo fluidifica il sangue, potrebbe aumentare il rischio di complicanze emorragiche. Inoltre, gli effetti sulla salute del feto o del neonato non sono sufficientemente studiati. Per queste categorie di utenti, è fondamentale consultare un medico prima di considerare qualsiasi integratore a base di piante officinali, optando per alternative sicure e validate clinicamente.
  • Come devo dosare correttamente l'integratore di Ginkgo Biloba?
    La dose giornaliera raccomandata varia solitamente tra 120 mg e 240 mg, suddivisi in più somministrazioni durante il giorno per mantenere livelli stabili nel sangue. È cruciale rispettare il limite massimo di 240 mg, poiché superarlo aumenta il rischio di effetti avversi senza necessariamente potenziare i benefici. Gli estratti devono essere standardizzati, tipicamente al 24% in flavonoidi glicosidi e al 6% in terpeni lattoni. Non prendere dosi inferiori a 120 mg potrebbe rendere l'integrazione inefficace. Seguire sempre le indicazioni del produttore e del medico per calcolare il dosaggio corretto in base alle proprie esigenze specifiche.
  • Quali interazioni farmacologiche devo conoscere prima di prenderlo?
    Il Ginkgo Biloba interagisce significativamente con farmaci anticoagulanti e antiaggreganti piastrinici (come warfarin, aspirina o clopidogrel), aumentando il rischio di sanguinamenti e lividi. Può anche interferire con alcuni antidepressivi (SSRI), antiepilettici e farmaci per il diabete, alterandone l'efficacia o gli effetti collaterali. Data la sua capacità di influenzare il metabolismo epatico, è essenziale informare il proprio medico curante di tutte le terapie in corso. Non sospendere mai farmaci prescritti senza consulto medico, poiché il Ginkgo potrebbe richiedere aggiustamenti posologici per evitare interazioni pericolose.
  • Posso usare i semi freschi del Ginkgo come rimedio naturale?
    Assolutamente no. I semi freschi e i frutti del Ginkgo Biloba contengono sostanze tossiche, come l'acido ginkgolitico, che possono causare gravi reazioni allergiche, convulsioni, nausea, vomito e persino insufficienza renale se ingeriti crudi. Solo gli estratti standardizzati e purificati, disponibili in commercio, garantiscono la rimozione di queste componenti nocive. L'uso tradizionale di semi cotti esiste in alcune culture asiatiche, ma richiede procedure di preparazione complesse e controllate. Per uso terapeutico occidentale, affidarsi esclusivamente a preparati farmaceutici o erboristici certificati evita rischi di intossicazione acuta.

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