Piante aromatiche

Luppolo

È ben noto che il luppolo sia uno degli ingredienti indispensabili per la produzione della birra, ma ben pochi sanno che è anche un’ottima pianta erboristica.

di Redazione

14 febbraio 2013

Caratteristiche della pianta

Il Luppolo, con le sue infiorescenze, è una pianta tra le più utilizzate in ambito alimentare, da quanto è stata inventata la birra… È ben noto che il luppolo sia uno degli ingredienti indispensabili per la produzione della birra, ma ben pochi sanno che è anche un’ottima pianta erboristica. Una sua applicazione su tutte, che poi analizzeremo più avanti, è l’eccezionale capacità di far passare qualsiasi tipo di mal di testa, senza però eliminare la causa. Humulus lupulus L. deriva dal fatto che la pianta è strisciante, se non ha la possibilità di arrampicarsi su dei tralici; tra l’altro facendo ciò ha la bizzarra caratteristica avvolgersi sempre da in maniera destrorsa. È chiamata hop, houblon, Gemeiner hopfen, hombrecillo o lupolo rispettivamente in inglese, francese, tedesco e spagnolo. Tra i nomi dialettali e generali che troviamo lungo la nostra penisola troviamo vite nera, orticaccio, votticella, lepone, vuzzodda e lupene, solo per citarne alcuni. Appartiene alla Famiglia delle Cannabinaceae, la stessa a cui appartiene la Cannabis da cui si ottiene la marijuana o l’hashish, ma a differenza di questa non contiene principi attivi allucinogeni. È una grande pianta erbacea dioica, che porta i fiori maschili e femminili in due distinti individui. È perenne e non fatica a crescere allo stato spontaneo. Il fusto è volubile e lungo anche 6 metri, angoloso e peloso. Le foglie crescono in maniera opposta, sorrette da un picciolo. La lamina delle foglie inferiori, le più vecchie, è palmato – lobata, formata da 3 lobi cuoriformi alla base e acuminati al vertice. Il margine è completamente dentato. Le foglie più recenti, che crescono superiormente, si presentano invece semplici, ovali e dentate ai margini; solamente con la crescita verranno a crearsi le profonde incisioni che doneranno l’aspetto cuoriforme. La radice è un rizoma stolonifero. I fiori, divisi in maschili e femminili, sono differenti a seconda del sesso. Quelli maschili sono verdastri e crescono in grappoli ramosi all’ascella delle foglie; quelli femminili crescono in spighe corte denominate coni o strobili, a loro volta raccolti in grappoli all’estremità dei rami. Ogni cono è accompagnato da grandi brattee di origine fogliare, che a maturità contengono dei peli ghiandolari dall’aspetto giallo arancio. Se battuti, questi peli lasciano cadere una polverina, il luppolino, dall’odore speziato e sapore tipicamente amaro. Il frutto è un achenio ovoide, che risulta avvolto interamente dal calice che si è trasformato in sacco membranoso.

Coltivazione e origine

Presso le rive dei fiumi, i margini dei boschi o lungo le siepi ci si può imbattere in specie spontanee, striscianti se non hanno trovato alcun appigli su quale avvolgersi, oppure intrecciata a qualsiasi cosa le permetta di arrampicarsi (come la vite). La sua presenza spontanea oggi è dovuta ad una sua “fuga” dalle coltivazioni, largamente diffuse in tutta l’Europa e in Nord America. Olanda, Germania e Belgio sono i principali produttori di luppolo, e guarda caso anche di birra, ma la sua presenza arriva anche nel Caucaso e fino alla Siberia. Per propagare il luppolo si utilizzano gli stoloni, che presentano il germoglio e la parte radicale. Il periodo più indicato per la messa a dimora è quello subito dopo il gelo invernale, cioè tra marzo e aprile, su di un terreno sciolto, ben drenante e pH tra il 6 e il 7,5. Tenendo presente che la pianta è rampicante, bisogna anche preparare un’impalcatura sulla quale possa salire. Può essere fatta di legno, di plastica o con fili di rafia, ma quale sia il materiale, la costruzione deve essere in grado si sostenere la pianta. Se è assente l’impalcatura, tenderà a strisciare e ad intrecciarsi con quella successiva, creando grovigli intricati e non pratici. Parti utilizzate Del luppolo si usano le infiorescenze femminili, gli strobili o coni. Vanno a caratterizzare la droga del luppolo, i peli ghiandolari presenti nei coni, assieme alla polverina gialla da loro prodotta, il lupolino. tecniche di raccolta La tecnica di raccolta del luppolo è alquanto lunga e delicata, innanzitutto si può o meno tagliare la pianta dalla base. Questo dipende dalla quantità di terreno che si deve passare in rassegna. Se è vasto si tagliano le piante e si raccolgono i coni tutti in una volta, qualunque sia il grado di maturazione; se invece il terreno è di piccole dimensioni e si può passare più tempo tra le piante, allora si raccolgono solamente i coni maturi e lasciando gli altri sulla pianta e raccogliendoli quando saranno pronti. In questo secondo caso è necessario l’utilizzo di scale per arrivare fino alle parti più alte. Una volta che i tralci sono a terra, si passano in rassegna raccogliendo tutti gli strobili a mano, facendo attenzione che non vengano raccolti anche i piccioli o parti di foglie. Se richiesto si possono separare i coni maturi, che si presentano membranosi, giallognoli e emanano un intenso odore se vengono schiacciati (altrimenti non si avverte), da quelli non idonei, in modo tale da avere una omogeneità di prodotto.

Proprietà e uso nella storia

Il suo impiego è iniziato con l’invenzione della birra. Le dona un sapore più o meno intensamente amaro e caratterizzante. Del suo impiego medico, si hanno notizie nel ‘500, quando veniva somministrata per purificare il sangue dagli avvelenamenti e per guarire dalla lebbra e dal “mal francese”, la sifilide, due malattie che in quel secolo imperversarono in tutta l’Europa. Nei secoli successivi gli vennero ascritte proprietà diuretiche, ma già nel ‘800 questa attività fu screditata, nonostante si continuasse a vantarne tale capacità. descrizione dei principi attivi Gli stobili femminili contengono flavonoidi “generali” come il rutoside e il quercitroside, ma anche alcuni specifici di questa pianta come il xantoumolo e l’isoxantoumolo. Il caratteristico sapore amaro è invece dato da due acidi, il lupulone e l’umulone, e dai loro derivati, presenti dal 15% al 30% a seconda della cultivar. Inoltre sono presenti zuccheri, catecoline e un discreto quantitativo di tannini, presenti come proantocianidine. Dalla distillazione in correnti di vapore, invece, si ricava circa l’1% di olio essenziale, ricco di monoterpeni e sesquiterpeni, oltre a componenti comuni a molti alti oli essenziali come mircene, farnesene, acido valerianico e linalolo.

Benefici ed avvertenze

Aperitivo stomachico L'infuso di coni di luppolo è dotato di proprietà aperitive e stomachiche. Riesce a stimolare la fame nei casi di inappetenza, magari dovuta a stati debilitativi, ma anche di aiutare l’organismo a smaltire meglio un pranzo luculliano che rende la digestione impegnativa. Sedativo La presenza dell’acido valerianico e degli acidi specifici amari, agiscono a livello del sistema nervoso centrale esplicando un leggero stato sedativo, che nei casi stress adrenalinico risulta essere efficace nel riportare uno stato di relax nervoso senza però far perdere la concentrazione necessaria. Mal di testa Nonostante il sapore estremamente amaro, l’estratto secco di luppolo, disciolto in un bicchiere di acqua, risulta essere miracoloso per alleviare qualsiasi attacco di emicrania. Agisce sul sintomo ma non sulla causa che lo ha scatenato. Prodotti in commercio In erboristeria si trovano boccette estratto secco o fluido, prodotti con estrazione idroalcoolica oppure solamente acquosa. Solitamente aggiungono all’acqua e zucchero. Le più fornite e preparate erboristerie dispongono anche del solo luppolino nella forma di capsule o in quella meno diffusa di cachet, che vengono preparati sul momento. Controindicazioni Evitare l’uso in presenza di stati depressivi Avvertenze Atossico e non irritante, in forti dosi può causare epigastralgia, nausea, stordimento.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del luppolo?
    Il luppolo è noto principalmente per le sue proprietà sedative e digestive. Grazie alla presenza di acido valerianico e composti amari come il lupulone, esercita un effetto calmante sul sistema nervoso, aiutando a ridurre lo stress e l'ansia senza compromettere la concentrazione. Inoltre, l'infuso di coni femminili agisce come stomachico e aperitivo, stimolando l'appetito in caso di inappetenza e facilitando la digestione di pasti pesanti. Un altro beneficio significativo è la sua capacità di alleviare rapidamente i sintomi dell'emicrania, agendo sul dolore anche se non ne elimina la causa sottostante.
  • Come si prepara e si utilizza il luppolo per scopi terapeutici?
    Per uso interno, il metodo tradizionale prevede la preparazione di un infuso utilizzando i coni femminili secchi del luppolo. Si consiglia di versare acqua bollente sulle infiorescenze, lasciare in infusione per qualche minuto e filtrare prima del consumo. In alternativa, è possibile assumere estratti secchi o fluidi disponibili in erboristeria, spesso diluiti in acqua e zuccherati per mascherare il forte sapore amaro. Per chi preferisce forme più pratiche, esistono capsule contenenti luppolino, la polvere gialla ricca di principi attivi raccolta dai peli ghiandolari dei coni. L'uso topico non è comune, mentre l'inalazione di vapori o l'uso di sacchetti profumati possono contribuire al rilassamento notturno.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso del luppolo?
    Il luppolo è generalmente considerato atossico e non irritante, ma richiede cautela in alcune condizioni. È fortemente sconsigliato l'uso in pazienti affetti da depressione, poiché i suoi effetti sedativi potrebbero aggravare il quadro clinico. In dosi elevate, l'assunzione può provocare disturbi gastrointestinali come epigastralgia (dolore epigastrico), nausea e senso di stordimento. Non vi sono segnalazioni di interazioni gravi con farmaci comuni, ma data la sua azione sul sistema nervoso centrale, è prudente consultare un medico prima di combinarlo con ansiolitici, ipnotici o antidepressivi. Durante gravidanza e allattamento, l'uso dovrebbe essere limitato e sempre sotto supervisione medica.
  • Quali sono i principi attivi responsabili dei benefici del luppolo?
    I principali principi attivi del luppolo risiedono negli strobili femminili e nei peli ghiandolari che producono il luppolino. Il caratteristico sapore amaro è dovuto agli acidi resinosi lupulone e umulone, insieme ai loro derivati, che costituiscono dal 15% al 30% della droga. Sono inoltre presenti flavonoidi come il rutoside e il quercitroside, tannini sotto forma di proantocianidine e zuccheri. L'olio essenziale, ottenuto per distillazione, contiene monoterpeni e sesquiterpeni come mircene, farnesene e linalolo, oltre all'acido valerianico, quest'ultimo chiave per l'effetto sedativo sul sistema nervoso centrale.
  • C'è differenza tra luppolo usato in birrificazione e quello erboristico?
    Sebbene la pianta sia la stessa (Humulus lupulus), le finalità di utilizzo differiscono leggermente. In birrificazione si selezionano varietà specifiche per il contenuto di acidi amari e oli essenziali che conferiscono aroma e conservabilità alla birra. In erboristeria, si privilegiano i coni femminili maturi, ricchi di flavonoidi e acido valerianico, per le proprietà medicinali. La qualità della droga erboristica richiede una raccolta accurata: si selezionano solo i coni membranosi, giallognoli e profumati, eliminando peduncoli e foglie per garantire omogeneità e potenza terapeutica. Entrambi gli usi sfruttano gli stessi principi chimici, ma le cultivar e i processi di essiccazione possono variare per ottimizzare il risultato finale desiderato.

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