Piante aromatiche

Naturzio

Il nasturzio officinale è anche noto con il nome di crescione d’acqua; pianta conosciuta sin dagli antichi romani, ma il suo sfruttamento maggiore si ebbe con le lunghe attraversate oceaniche durante la scoperta dell’America, come antiscorbuto.

di Redazione

20 febbraio 2013

Caratteristiche della pianta

Il nasturzio officinale è anche noto con il nome di crescione d’acqua; pianta conosciuta sin dagli antichi romani, ma il suo sfruttamento maggiore si ebbe con le lunghe attraversate oceaniche durante la scoperta dell’America, come antiscorbuto. È una pianta polivalente che ha mille modi di impiego: da pianta erboristica a erba da insalata a semplice pianta da ornamento. Nasturtium officinale R.Br. è il nome botanico attualmente accettato, anche se il primo a classificarlo e a battezzarlo fu Linneo, come Sisymbrium nasturtium. Entrambe le denominazioni hanno mantenuto il nome nasturtium, che deriva dal lationo nasum = naso e torquere = torcere a causa dell’odore e acidità particolarmente intensi del suo succo. Oltre come crescione, è noto anche come sisimbrio, cicimbro, agretto, erba da scorbuto, gressa, grassola, rucule di alghe, scirpole, sanaccione. Anche nelle lingue straniere più diffuse mantiene la stessa radice di crescione: Cresson in francese, Creixeus in spagnolo, watercress in inglese. In tedesco è il brunner kresse. Appartenente alla Famiglia delle Brassicaceae o Cruciferae (per la forma a croce del fiore), la stessa della senape e della coclearia, è una pianta erbacea acquatica, ama le acque stagnanti o lento decorso. È perenne e si presenta di colore verde lucente, glabra e succosa (di consistenza simile ad alcune piante grasse). Cresce con il caule prostrato sul terreno, angoloso e fistoloso, ma che tende verso l’alto. I rami portano foglie alterne con un picciolo amplessicaule, cioè che avvolge il fusto. Portano foglie classificata come imparipennate, ovvero assomigliano a un flessibile ramoscello che ha foglie appaiate a due a due, una opposta all’altra, e una al vertice. Questa foglia erroneamente viene considerata come ramo e i singoli elementi come le foglie. Gli elementi sono ovali - oblunghi e a margine intero. I fiori bianchi sono raccolti in corimbi o grappoli terminali. Sia il calice che la corolla sono formati da quattro elementi, tutti liberi, interi e disposti a croce. I petali sono di metà più lunghi dei sepali. Il frutto è una siliqua cilindrica, leggermente arcuata. A maturità è deiscente, cioè si apre, in due valve lungo una nervatura mediana. All’interno della siliqua i semi sono disposti in due serie. Hanno colorazione bruna e sono alveolati.

Coltivazione e origine

Essendo conosciuta dagli antichi romani, si pensa che la sua origine sia italiana, o quanto meno europea. Comunque oggi è talmente diffusa che la si ritrova un po’ ovunque, anche in Nuova Zelanda; ma il luogo dove è più facilmente si ritrova allo stato selvatico è nel bacino mediterraneo. Anche se è acquatica, predilige luoghi dove l’acqua ristagna o scorre lentamente, come i ruscelletti. Comunemente è la pianta che abbellisce le fontane. Predilige terreni sciolti e molti umidi, se non acqua come nel caso delle fontane. Una posizione all’ombra è indispensabile, altrimenti il sole diretto la farebbe seccare. Viene propagata per seme, piantato su un substrato composto da torba e sabbia. Quando le piantine si sono sviluppate, si trapiantano un substrato composto da uno strato di terriccio, uno di ghiaia e argilla espansa. Innaffiare abbondantemente. Oppure si può propagare per divisione dei cespi. Parti utilizzate Si utilizza la pianta intera allo stato fresco, con l’unica eccezione della radice, che viene eliminata. tecniche di raccolta La modalità di raccolta più adeguata è quella a mano. Con la raccolta con mezzi meccanici, infatti le delicate foglie e fusti potrebbero subire dei danni che ne comprometterebbero l’utilizzo.

Proprietà e uso nella storia

Gli antichi romani la conoscevano e ne facevano ampio uso, ma solo a livello culinario, come riportatoci da Plinio il Vecchio. Veniva tagliata a prezzi e servita come insalata, grazie al sapore piccantino dovuto alla sua Famiglia delle brassicacee. Durante le attraversate oceaniche che i galeoni effettuavano da e per il Nuovo Mondo, veniva imbarcata come alimento anti scorbuto. Nel 1600 invece lo si impiegava come shampoo anti caduta. Si ricavava il succo per spremitura della pianta e lo si miscelava con l’estratto di phyllirea ed il decotto di semi di senape. Mentre l’essenza ottenuta dalla distillazione del Nasturzio aveva un’enorme campo di applicazione: contro l’idropisia, flussioni, rena, coliche nefritiche e per urinare. Alcune altre applicazioni furono meno efficaci, ma altrettanto diffuse: contro l’assenza di mestruazioni, per purificare il sangue e per “stimolare il seme” ovvero rendere più fertile il seme maschile. descrizione dei principi attivi Il componente principale del nasturzio è il gluconasturtoside, un glucoside solforato che per reazione di scissione origine all’isosolfocianato di fenitile, principio attivo usato per il trattamento dell’alopecia. Altri elementi costitutivi della pianta sono diversi carotenoidi, pentosano, vitamina A, C e D, acido nicotico. Presenti anche molti elementi come fosforo, rame, zinco e calcio, sia in forma di sali minerali ma anche fosfati e ossalati.

Benefici e avvertenze

Antiscorbuto La ricchezza di sali minerali e vitamine, soprattutto la C, fa si che possa essere usato contro lo scorbuto. Ovviamente oggi sono rari i casi registrati per questo compenso. Anti calvizia In caso di caduta precoce del capello, il nasturzio può risultare un valido aiuto nel combattere una delle battaglie più ardue che l’uomo maschio deve affrontare per mantenere il bell’aspetto. Sembra che sia anche efficace nel contrastare l’alopecia, malattia che determina appunto la caduta a chiazze dei peli e capelli. Diuretico Il succo di crescione è indicato a chi vuole “purificare” il sistema urinario, dai reni alla vescica. Il leggero potere diuretico in aggiunta alla leggera acidità della pianta, fa si che tutto questo sistema venga a disinfettarsi. Bisogna però non esagerare ne con le dosi né nel periodo d’uso, poiché potrebbe portare a irritazioni. Prodotti in commercio Essendo una pianta che va utilizzata allo stato fresco, è molto difficile reperirla nelle erboristerie. Facilmente trovabili invece le boccette contenti il succo di nasturzio. Shampoo e lozioni anticaduta di capelli, oltre ad altri prodotti per contrastare l’alopecia, lo possono contenere tra i loro componenti. Controindicazioni Se utilizzato cotto, il nasturzio perde la sua efficacia. Moderare il consumo in caso sofferenza da acidità di stomaco. Avvertenze Un consumo elevato può causare irritazione alle vie urinarie.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del nasturzio per la salute?
    Il nasturzio officinale è rinomato principalmente per le sue proprietà antiscorbuto, dovute all'elevato contenuto di vitamina C e sali minerali, utile per rafforzare il sistema immunitario. Inoltre, svolge un'importante azione diuretica che aiuta a purificare il sistema urinario, favorendo l'eliminazione delle tossine da reni e vescica. Un altro beneficio significativo riguarda la salute dei capelli: il suo principio attivo, l'isosolfocianato di fenile, stimola il cuoio capelluto e può aiutare a contrastare la caduta dei capelli e l'alopecia. Infine, possiede proprietà antisettiche leggere grazie alla sua acidità naturale.
  • Come si utilizza il nasturzio in cucina e quali sono le parti commestibili?
    In cucina si utilizzano esclusivamente le foglie fresche e i germogli, evitando rigorosamente la radice che non è commestibile. Le foglie hanno un sapore piccante e pepato, simile alla rucola o alla senape, tipico della famiglia delle Brassicacee. Possono essere consumate crude in insalate miste, come contorno o guarnizione per piatti freddi e zuppe. È fondamentale consumarlo fresco, poiché la cottura distrugge la maggior parte dei suoi principi attivi e ne riduce drasticamente il valore nutrizionale. Le piccole infiorescenze bianche sono anch'esse edibili e possono essere usate come decorazione ornamentale nei piatti.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso del nasturzio?
    Sì, l'uso del nasturzio richiede cautela. Poiché contiene composti solforati e ha un'acidità naturale, un consumo eccessivo può causare irritazioni alle mucose gastriche, rendendolo sconsigliato a chi soffre di acidità di stomaco, gastrite o ulcere. Inoltre, la sua potente azione diuretica, se protratta per periodi prolungati o ad alte dosi, può irritare le vie urinarie. Non vi sono evidenze scientifiche consolidate sull'uso durante gravidanza e allattamento, quindi si consiglia prudenza e consulto medico. L'efficacia terapeutica si ottiene solo con la pianta fresca o estratti specifici, mentre il prodotto cotto perde quasi tutte le proprietà benefiche.
  • Come coltivare il nasturzio in casa o in giardino?
    Il nasturzio è una pianta acquatica perenne che predilige posizioni ombreggiate o parzialmente all'ombra, poiché il sole diretto rischia di far seccare rapidamente le foglie succose. Ama i terreni ricchi di umidità, ideali sono zone vicino a ruscelli, fontane o vasche con acqua stagnante o a lento decorso. Per la moltiplicazione, si può procedere per seme su substrato di torba e sabbia, oppure per divisione dei cespi. Se coltivato in vaso o fontana, è necessario garantire un costante apporto idrico e un substrato misto a terriccio, ghiaia e argilla espansa per mantenere l'umidità necessaria senza creare ristagni dannosi alle radici.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà del nasturzio?
    Il componente farmacologicamente più rilevante del nasturzio è il gluconasturtoside, un glucoside solforato presente nelle foglie. Quando la pianta viene danneggiata (ad esempio durante la masticazione o la spremitura), questo composto si scinde generando l'isosolfocianato di fenile, responsabile del gusto pungente e delle proprietà stimolanti e alopeciche. Oltre ai glucosinolati, la pianta è ricca di vitamine (A, C e D), carotenoidi, acido nicotico e minerali essenziali come fosforo, rame, zinco e calcio. Questi nutrienti contribuiscono insieme all'azione antiossidante e vitaminizzante della pianta, supportando le difese naturali dell'organismo.

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