elicriso

Piante medicinali

Elicriso

L’Elicriso è una pianta delle Asteraceae (ex Compositae) molto ......

di Redazione

19 maggio 2012

caratteristiche della pianta

L’Elicriso è una pianta delle Asteraceae (ex Compositae) molto conosciuta dagli appassionati di erboristeria, ma forse non tutti sanno che ci sono diverse specie di Elicriso, molto simili tra di loro sia esteticamente che chimicamente. Per esempio, l’Helichrysum italicum e Helichrysum stoechas, tra i più diffusi, sono quasi identici. Si differenziano perché il primo ha capolini conici con solo 12-23 fiori, mentre il secondo ha capolini emisferici con 16-30 fiori: ma nessuno va mai a contare i fiori o controllare la forma dei capolini. A meno che non voglia specificatamente una determinata specie. Il suo nome significa oro che gira intorno al sole, infatti deriva dal greco helisso (girare intorno) e chrysos (oro). L’elicriso è una pianta suffrutice perenne, fortemente aromatica, presenta i fusti legnosi, con diverse ramificazioni ricoperte da un sottile strato di peli. Le foglie lineari e strette sono sessili e alterne. Il loro margine è revoluto, mentreil colore grigio-verde o grigio-cenerino. Le infiorescenze sono costituite da dei capolini gialli riuniti in corimbi peduncolati e lanosi, per via dei peli che li avvolgono. Le brattee dei capolini sono caratteristiche, assomigliano a delle pagliuzze di color oro, lucide e sporgenti, che racchiudono solo fiori tubulari, anche essi di colore giallo, che si allargano verso l’alto. Il frutto è un achenio di forma ovato-oblunga. La droga dell’Elicriso sono le sommità fiorite, quindi si raccoglie tutto il capolino, se non il corimbo intero.

Origine e coltivazione

La sua origine è Europea, ma non ha limiti di crescita. È diffusa, come diverse specie, in tutto il mondo, dall’Asia all’Australia, dall’America latina al nord America. È comune nelle zone pietrose e aride, sulle colline calcaree. Sebbene la droga utilizzata proviene quasi esclusivamente da piante raccolte allo stato spontaneo, non è detto che non si possa tentare una coltivazione estensiva di questo genere. Sarebbe opportuno iniziare con una semina primaverile su un substrato terroso a prevalenza di sabbia. Solo quando le piantine sono ben formate, allora si può mettere a dimora un terreno posto al sole. Durante la crescita sono necessari alcuni interventi di potatura per evitare la crescita dissennata e proteggere la pianta dal freddo primaverile con delle coperture del terreno. Un tempo veniva bruciato negli interni per purificare l'aria. Gli antichi romani la utilizzavano per adornare le statue degli dei, in modo particolare ad Apollo, dio del Sole, al quale questi fiori guardano tutto il giorno. Le sue proprietà contro le affezioni bronchiali è nota da tempo, tanto che si facevano dei suffumigi a base di elicriso. La colorazione gialla attirava spesso l’attenzione, cosi è provato, con successo, a fissarla nella stoffa. Infatti sia nelle brattee che nei fiori sono presenti delle sostanze coloranti di giallo. Alcuni pastori, specie in Sardegna dove è molto diffusa nelle campagne, lo utilizzavano per coprire il formaggio e per bruciare le setole del maiale, e al contempo dare un sapore particolare.

Tecniche di raccolta e Principi attivi

La tecnica di raccolta è quella tipica della pianta che hanno come droga i capolini o sommità fiorite. Ovvero si recidono con delle forbici, oppure si passano dei pettini a denti stretti tra le sommità, in modo da staccare la droga senza rovinarla. Tra i costituenti caratteristici di questo genere troviamo l’elicrisina e l’elicrisene. I componenti dell’Elicriso sono un olio essenziale (lo 0,05%) contenente nerolo, acetato di nerile, α e β pinene. Poi troviamo flavonoidi, che determinano il colore giallo delle brattee dell’involucro, arenolo e omoarenolo, che danno il colore giallo del fiore, fitosteroli; una serie di acidi organici quali l’acido ursolico, l’acido oleanolico e l’acido caffeico. Infine un complesso di sostanze non ancora identificate, che prende il nome di arenaria, la quale ha potere antibiotico.

proprietà e controindicazioni

Bechico – mucolitico Indicato nelle affezione delle vie respiratorie, come i raffreddori, in quanto esplica una azione mucolitica, che fluidifica le abbondanti secrezioni che si producono in queste condizioni, permettendo la loro eliminazione. Di riflesso risulta essere anche anti tossivo, in quanto l’organismo non sente più il bisogno di spingere forzatamente il catarro verso l’esterno con i colpi di tosse. Antinfiammatorio Sotto forma di oleolita o pomata, viene spesso sfruttato per la sua azione antinfiammatoria negli eritemi solari e nelle ustioni. Proprietà che si utilizza anche contro gli eczemi e la psoriasi. In oftalmologia si usa per la preparazione di colliri per numerose forme congiuntivali. Antisettico – battericida Il complesso non identificato chimicamente, chiamato arenaria, è il responsabile dell’azione antibatterica – setticida dell’elicriso. Una tintura fluida, meglio ancora alcolica, può essere usata come disinfettante. Non a caso estratti della pianta vengono addizionati ai saponi detergenti, non solo per conferirgli un particolare odore. Tonico – coleretico Non del tutto dimostrato, ma fortemente indiziato di veridicità, è l’aspetto tonico e coleretico di questa pianta. Pare sia in grado di stimolare l’appetito in caso di inappetenza leggera, aumentando l’attività gastrica. Ed anche di indurre ad un rilascio maggiore di bile. Tutto questo forse per l’effetto di alcuni lattoni sesquiterpenici amari. Prodotti in commercio In commercio troviamo le sommità fiorite, per lo più raccolte dallo spontaneo, per la preparazione di tisane e infusi, dove basta solamente un grammo di droga finemente triturata la lasciare in ammollo in acqua calda per dieci minuti. Dopodichè si deve filtrare e zuccherare. Controindicazioni Non usare in caso di occlusione delle vie biliari (calcoli biliari per esempio). In tal caso consultare prima il medico. Avvertenze Nessuna interazione nota con farmaci.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà benefiche dell'elicriso per la salute?
    L'elicriso è noto principalmente per le sue proprietà bechiche e mucolitiche, ideali per lenire le vie respiratorie durante raffreddori e tosse grassa, fluidificando il catarro senza irritare. Grazie alla presenza di arenolo e omoarenolo, possiede inoltre spiccate azioni antinfiammatorie e antisettiche, utili topicamente per trattare eritemi solari, piccole ustioni, eczemi e psoriasi. Viene impiegato anche come collirio per congiuntiviti e, grazie alle sue note coleretiche, può stimolare lievemente l'appetito e la produzione di bile, favorendo la digestione.
  • Come si prepara correttamente l'infuso di elicriso?
    Per preparare un infuso efficace, utilizzare circa un grammo di sommità fiorite di elicriso finemente triturate. Versare acqua bollente sulla droga e lasciare in infusione per dieci minuti, coprendo il recipiente per preservare i principi volatili. Al termine, filtrare accuratamente il liquido. Poiché il sapore può risultare intenso, è consigliabile dolcificare con miele o zucchero. Questa bevanda è particolarmente indicata per alleviare i sintomi delle affezioni bronchiali e favorire l'eliminazione delle secrezioni respiratorie.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso dell'elicriso?
    L'elicriso è generalmente sicuro e non mostra interazioni note con farmaci comuni. Tuttavia, è assolutamente sconsigliato in caso di ostruzione delle vie biliari, come la presenza di calcoli biliari, poiché la sua azione coleretica potrebbe aggravare la situazione. In tali casi, è fondamentale consultare un medico prima dell'uso. Inoltre, sebbene raro, potrebbero verificarsi reazioni allergiche cutanee o gastrointestinali in soggetti sensibili; si consiglia quindi di prestare attenzione alla tolleranza individuale, specialmente nell'uso topico prolungato.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà dell'elicriso?
    I principi attivi dell'elicriso includono un olio essenziale (circa lo 0,05%) ricco di nerolo, acetato di nerile e pineni, responsabili del profumo e di alcune attività biologiche. Sono presenti flavonoidi come arenolo e omoarenolo, che conferiscono il colore giallo e agiscono come antiossidanti e antinfiammatori. Si trovano inoltre fitosteroli, acidi organici (ursolico, oleanolico, caffeico) e un complesso di sostanze non ancora completamente identificate, chiamate arenaria, dotate di comprovata attività antibiotica e battericida.

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