Pelle

Eritema solare

Una esposizione al sole troppo prolungata e una inadeguata protezione contro i raggi solari UV possono provocare degli eritemi, definiti solari proprio perché provocati dal sole.

di Redazione

11 luglio 2013

L'eritema solare

Dopo una lunga e nuvolosa stagione invernale si diventa impazienti che arrivi la bella stagione e in modo particolare le calde giornate estive per potersi finalmente liberare dei pesanti maglioni e pantaloni lunghi ed indossare le T-shirt e i bermuda. Con l’estate non solo si fanno i bagni al mare o nei laghi, a seconda che si preferisca la costa o la montagna, ma in entrambi i casi si fanno i bagni di sole. Esporre ogni centimetro possibile di pelle al sole per abbronzarsi è un must. Più ci si abbronza, si “diventa neri”, e più sembra di essere belli e di essere in vacanza. Il buon umore ne guadagna cosi come la salute, ma… c’è un ma, sole se si prendono le corrette precauzioni contro i raggi del sole, non solo quelli dannosi, i famosi raggi UV, ma da tutti quanti. Una troppo prolungata esposizione al sole e una inadeguata protezione contro i raggi solare possono provocare degli eritemi, definiti solari perché provocati dal sole, soprattutto nei primi periodi di esposizione quando il corpo non ha ancora prodotto una quantità necessaria di melanina, sostanza capace di contrastarne l’effetto.

Cosa è l’eritema solare

L’eritema solare è il nome comune che viene dato quella che i medici definiscono lucite estiva benigna, una patologia di tipo fotoallergico, che scatena una reazione contro delle sostanze o molecole estranee a livello della pelle. Purtroppo questo o questi agente fotosensibilizzante sono ancora sconosciuto, per cui non vi è la possibilità di prevenire al 100% la loro comparsi. Si sa però che la causa scatenante è la lunga esposizione al sole senza una adeguata protezione contro i raggi UV. Dunque l’uso di creme solari con un alto fattore di protezione limitano molto la loro comporsa. L’eritema solare si manifesta come una irritazione della pelle e può essere colpita qualsiasi parte del corpo, anche se i punti maggiormente a rischio sono le mani e piedi, il viso e gli arti sia superiori che inferiori. Queste parti sono quelle più esposte perché, alla comparsa dei primi caldi, sono quelle che vengono scoperte immediatamente e senza protezione ai raggi solari per sia del cambio di indumenti (mogliettine, bermuda e sandali). A seconda dell’entità della gravità, l’eritema solare da semplice irritazione può trasformarsi in una leggera ustione, fino anche ad arrivare ad una forma grave con la presenza di bolle e in casi rari con placche eritematose lievemente infiltrate. Quando si tratta di un eritema solare di prima fase, la pelle arrossata prude enormemente e diviene molto sensibile. Nonostante il fastidio e le noie che esso comporta, non c’è da allarmarsi in quanto si può curare facilmente e nel giro di cinque o sette giorni dovrebbe passare, sempre se non si continua a prendere sole, cosa che invece potrebbe aggravare il problema. Quando invece si riscontrano una febbre e un malessere generale, sintomi che il corpo cerca di reagire, ma che non tendono a scomparire, allora è bene rivolgersi al medico, che potrà indicarci un metodo migliore per curarci. Inutile dire che se l’eritema mostra bollicine, magari purulente, e traduzione di siero, non bisogna nemmeno pensare di potersi curare da soli in casa, ma bisogna andare dritti alla guardia medica o al pronto soccorso. L’eritemi può essere causato anche da altre patologie, quali rosacea e eritrosi, o da sensibilità al sole come lupus e porfiria, che qui però non tratteremo poiché malattie molto serie e particolari che necessitano l’esclusivo trattamento medico.

Protezione e prevenzione

Mai come in questo caso la prevenzione è il modo migliore per evitare gli eritemi. Dato che non vi sono soggetti esclusi dalla comparsi di eritemi, sebbene le persone con la carnagione chiara siano i più soggetti, tutti quanti dovrebbero utilizzare delle creme protettive con filtri solari ad alto fattore di protezione, da usarsi anche quando ormai si è già abbronzati o la stagione estiva sta per terminare, poiché i raggi UV, sia gli A che i B, sono sempre presenti. Inoltre non basta spalmarla solamente una volta, appena si arriva al mare, ma è sarebbe opportuno ripetere l’applicazione un paio di volte nell’arco della mattinata. Inutile dire che evitare il sole nelle ore più calde, tra le 12 e le 16 (in alcune zone anche tra le 11 e le 17), è il metodo più efficace per evitare un’abbondante esposizione ai raggi UV, ma dato che sono anche le ore della pausa pranzo, solitamente vengono sfruttate, soprattutto al sud, per recarsi a crogiolarsi al sole per un paio d’ore. Bisogna anche stare attenti alla falsa credenza che stando sotto l’ombrellone si sia al riparo. I teli degli ombrelloni fanno ombra, abbassano leggermente la temperatura rispetto a quella diretta del sole, ma non trattengono affatto i raggi UV, che passano indisturbati. Ecco che quindi anche stando sotto l’ombrellone bisogna sempre avere la crema protettiva.

Rimedi erboristici

Nel caso in cui tutte le precauzioni prese non sia servite e sia comunque comparso l’eritema solare, allora si deve evitare il sole per circa una settima o dieci giorni. Per accelerare la guarigione e quindi diminuire anche i giorni lontano dal sole, si può ricorrere ad alcune piante medicinali ed officinali. Essendo una irritazione – bruciatura, l’applicazione di crema idratante con una alta concentrazione di aloe ha effetti benefici e lenitivi. Ancora meglio se si possiede una pianta, da cui si può staccare una foglia, lavarla e pulirla bene. Quindi tagliarla di lungo in sottili foglioline da applicare sull’eritema, lasciando a contatto la parte interna mucillaginosa per un paio di minuti. Effettuando l’operazione dalle 3-4 volte al giorno, la pelle si risanerà molto più velocemente. Se non si ha a disposizione dell’aloe, allora si può utilizzare dell’olio di oliva al quale va aggiunto dell’amido di grano, per formare una pasta da applicare sulla pelle. Un olio migliore per questa operazione è quello di Iperico: disinfettante, cicatrizzante, ottimo usato anche da solo. Attenzione però che è un olio fotosensibilizzante, per cui è obbligatorio non esporre la parte trattata al sole, altrimenti si potrebbe avere un effetto contrario. Chi invece preferisce preparasi “intruglio” a più piante, potrà interessare il decotto fatto con radice di fragola, il frutto di alchechengi (se si riesce a reperirlo), foglie di piantaggine e di acetosella. Bollire per 10 minuti e quindi assumerne 2 tazze al giorno, anche servite fredde con ghiaccio.

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Domande frequenti

  • Quali sono i rimedi naturali immediati per alleviare il rossore e il dolore dell'eritema solare?
    Il rimedio più efficace e immediato è l'applicazione locale di Aloe Vera. Se hai accesso alla pianta fresca, lava accuratamente una foglia, aprila longitudinalmente e applica la polpa mucillaginosa direttamente sulla zona arrossata per alcuni minuti, ripetendo l'operazione 3-4 volte al giorno. Questa pratica lenisce l'infiammazione e accelera la rigenerazione cutanea. In alternativa, puoi preparare una pasta mescolando olio d'oliva con amido di grano e applicarla sulla pelle irritata. Entrambi i metodi aiutano a idratare e calmare la sensazione di bruciore tipica della prima fase dell'eritema.
  • È sicuro usare l'olio di Iperico per curare l'eritema solare?
    Sì, l'olio di Iperico è eccellente per le sue proprietà disinfettanti e cicatrizzanti, spesso superiore all'olio d'olida per la guarigione delle ustioni leggere. Tuttavia, richiede una cautela estrema: è una sostanza fotosensibilizzante. Questo significa che se esponi la pelle trattata alla luce solare, potresti ottenere l'effetto opposto, peggiorando l'irritazione o causando nuove macchie. Utilizza l'olio esclusivamente di notte o assicurandoti che la zona trattata sia completamente coperta e protetta dai raggi UV per almeno una settimana dopo l'applicazione.
  • Quando devo preoccuparmi e consultare un medico invece di affidarmi ai rimedi casalinghi?
    Non tutti gli eritemi si curano da soli. È fondamentale rivolgersi a un medico o al pronto soccorso se compaiono vesciche piene di liquido sieroso o purulento, segno di una ustione di secondo grado. Inoltre, se l'eritema è accompagnato da sintomi sistemici come febbre alta, brividi o malessere generale che non tendono a migliorare, indica una reazione corporea più seria. Infine, se il rossore e il dolore persistono oltre i 5-7 giorni nonostante il riposo al buio, una valutazione professionale è necessaria per escludere complicazioni infettive o altre patologie dermatologiche sottostanti.
  • Esistono rimedi fitoterapici da assumere per via orale per accelerare la guarigione?
    Sì, è possibile preparare un decotto lenitivo e antinfiammatorio da bere. La ricetta prevede di far bollire per 10 minuti radice di fragola, frutti di Alchechengi (se reperibili), foglie di piantaggine e foglie di acetosella. Dopo aver filtrato il liquido, bevane due tazze al giorno. Puoi consumarlo tiepido o freddo, eventualmente aggiungendo cubetti di ghiaccio per un effetto rinfrescante aggiuntivo. Questa combinazione di piante agisce dall'interno supportando la riduzione dell'infiammazione cutanea e favorendo un recupero più rapido della pelle danneggiata dai raggi UV.
  • Perché l'ombrellone non protegge sufficientemente dai raggi UV?
    Molta gente crede erroneamente che stare sotto l'ombrellone garantisca una protezione totale dal sole. In realtà, i tessuti degli ombrelloni riducono la percezione termica e creano ombra visibile, ma non bloccano i raggi ultravioletti (sia UVA che UVB). Questi raggi penetrano indisturbati attraverso il tessuto e riflettono anche dalle superfici circostanti come sabbia, acqua o cemento. Di conseguenza, la pelle rimane esposta a dosi significative di radiazioni nocive. È quindi indispensabile applicare e riapplicare regolarmente la crema solare ad alto fattore protettivo, anche durante le ore di riposo all'ombra.

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