Bulimia

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Bulimia

La bulimia è un disturbo che colpisce il corpo e la mente: per curarlo, è necessario intervenire in modo completo su tutti i fronti.

di Redazione

09 giugno 2015

Cos'è la bulimia?

La bulimia è una malattia estremamente complessa, a partire dalla sua definizione: si tratta di un disturbo di natura psichica, che coinvolge però tutto il corpo e ha pesantissime conseguenze su di esso. Se non curata, può portare a danni permanenti e alla morte del paziente. Si parla di bulimia in presenza di alcuni comportamenti alimentari molto precisi e prolungati nel tempo: possiamo distinguere due fasi. Una prima fase consiste nell'ingerire, in poco tempo, grandissime quantità di cibo. Il paziente mangia in modo incontrollato, mischiando cibi e sapori, con quantità di calore elevatissime. Gli episodi di questo tipo possono durare diverse ore, portando all'acquisto compulsivo di qualsiasi tipo di alimento. Il paziente sente di non avere il controllo su ciò che mangia e sulle quantità, senza riuscire a smettere. Tuttavia, a tale fase fa seguito un secondo step indotto da un pensiero ossessivo per il controllo del peso, che porta al vomito autoindotto. Il senso di colpa e di frustrazione spinge così il paziente ad eliminare quanto ingerito. Anche in questo caso, vi è una sensazione di mancanza di controllo e di volontà. Affinché la malattia venga diagnosticata, gli episodi di abbuffata e vomito autoindotto devono verificarsi una o più volte la settimana, per un periodo di almeno tre mesi.

Conseguenze della bulimia

Purtroppo, la bulimia non ha un grave impatto solo sulla componente psicologica: a questo già grave ambito si aggiunge quello fisico. Nel corso del tempo, molte sono le conseguenze negative. Occorre considerare che gli episodi di bulimia nervosa sono spesso alternati a giorni nei quali non viene seguito un regime alimentare equilibrato, ma ci si nutre seguendo diete molto rigide e insufficienti a garantire le risorse necessarie per un organismo sano. Il corpo, dunque, è sempre più debilitato e possono presentarsi carenze nutrizionali di vario tipo. Anche il vomito frequente comporta gravi danni: i succhi gastrici che vengono prodotti durante la digestione risultano molto aggressivi nel loro passaggio lungo l'esofago e nella bocca. Ecco perché il reflusso gastrico è uno dei problemi più comuni in caso di bulimia. Anche i denti ne risentono: lo smalto viene progressivamente consumato e si tratta di in processo irreversibile. L'indebolimento delle pareti dell'esofago può avere conseguenze anche più gravi del reflusso: si può arrivare ad emorragie interne, vero e proprio pericolo per la sopravvivenza del paziente. Nelle donne, le carenze alimentari possono portare all'amenorrea e all'impossibilità di avere figli.

Cause della bulimia

Come per molti disturbi di origine psichica, è difficile stabilire delle cause univoche per la bulimia. Molti studi, tuttavia, hanno dimostrato che è possibile riconoscere delle concause diffuse, che contribuiscono ad aggravare il problema o rendono il soggetto maggiormente a rischio. Sicuramente è importante il contesto sociale e familiare: a rendere un soggetto maggiormente a rischio, ad esempio, vi è la presenza di casi di bulimia in famiglia o di ossessiva attenzione al peso e all'aspetto fisico. La bulimia è fortemente legata a scarsa autostima e all'insorgenza di stati ansiosi, con incapacità di gestire lo stress. A volte è legata ad un forte trauma subito, come una violenza fisica o psicologica, oppure, per i soggetti particolarmente sensibili a stress e ansia, può legarsi a un cambiamento delle abitudini e della routine quotidiana, come un nuovo lavoro. I singoli fattori scatenanti, insomma, possono essere molteplici, mentre alla base vi sono problemi di natura psicologica sui quali è necessario lavorare per poter risolvere il problema della bulimia. La bulimia, inoltre, può anche origine parzialmente fisica: ormoni, neurotrasmettitori e patrimonio genetico possono rendere un soggetto maggiormente a rischio di sviluppare questo disturbo.

Cura della bulimmia

La terapia per contrastare la bulimia deve essere prescritta da uno specialista e deve essere completa, ovvero deve poter integrare tutti gli ambiti nei quali è necessario intervenire. Da una parte, infatti, si punterà alla risoluzione del problema attraverso la cura delle cause scatenanti e la messa in atto di una terapia di controllo degli episodi di abbuffate e di vomito. Dall'altra, invece, si dovrà intervenire per risolvere i problemi collaterali dal punto di vista fisico, assolutamente da non sottovalutare. Per la cura della bulimia è necessario intraprendere una terapia psicologica, alla quale viene affiancata una terapia farmacologica volta a contrastare i disturbi di ansia, stress e depressione che spesso sono alla base del problema. Questo significa che nella terapia vengono comunemente utilizzati psicofarmaci specifici per il disturbo del paziente, il quale dovrà anche avere cura di sottoporsi a visite specialistiche per quanto riguarda i disturbi legati al tratto gastrointestinale. Fondamentale l'intervento di un nutrizionista e dell'individuazione di un regime alimentare da mantenere per poter rispondere a tutte le esigenze del fisico del paziente.

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Domande frequenti

  • Quali sono i segnali fisici immediati e a lungo termine della bulimia?
    I segni fisici immediati includono il gonfiore alle guance dovuto all'ingrossamento delle ghiandole salivari e la sensazione di pienezza estrema dopo le abbuffate. A lungo termine, il vomito autoindotto erode lo smalto dei denti rendendoli sensibili e gialli, causa reflusso acido e infiammazione dell'esofago. Possono comparire calli sulle nocche (segno di Russell) per le abrasioni causate dalle dita durante il vomito. Inoltre, le carenze nutrizionali portano a stanchezza cronica, vertigini, perdita di capelli e, nelle donne, alla sospensione del ciclo mestruale (amenorrea).
  • È possibile guarire completamente dalla bulimia senza farmaci?
    La guarigione è possibile, ma raramente avviene esclusivamente tramite la forza di volontà. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT) è considerata il gold standard psicologico per modificare i pensieri distorti legati al cibo e al corpo. Sebbene i farmaci antidepressivi (come gli SSRI) siano spesso prescritti per gestire ansia e depressione associate, la base del trattamento rimane il supporto psicologico specializzato. In alcuni casi gravi, i farmaci sono indispensabili per stabilizzare l'umore e permettere al paziente di affrontare la terapia comportamentale, riducendo l'impulsività delle abbuffate.
  • Come si differenzia la bulimia dall'anoressia?
    La differenza principale risiede nel peso corporeo e nella visibilità dei sintomi. Le persone con anoressia tendono a un peso significativamente basso e rifiutano il cibo, mentre chi soffre di bulimia mantiene solitamente un peso normale o leggermente superiore. La bulimia si caratterizza per cicli di abbuffate seguite da comportamenti compensatori (vomito, lassativi, esercizio eccessivo), spesso vissuti in segreto. Entrambe le condizioni condividono una paura intensa dell'aumento di peso e una distorsione dell'immagine corporea, ma la bulimia nasconde meglio il disagio agli occhi esterni grazie al mantenimento del peso.
  • Qual è il ruolo del nutrizionista nel recupero alimentare?
    Il nutrizionista specializzato in disturbi del comportamento alimentare è fondamentale per rompere il circolo vizioso tra digiuno e abbuffata. Aiuta a strutturare pasti regolari ed equilibrati, eliminando le restrizioni rigide che innescano la fame fisiologica e psicologica. Il suo obiettivo è normalizzare le abitudini alimentari, insegnando a riconoscere i segnali di fame e sazietà del corpo. Non si limita a dare diete, ma lavora per ridurre l'ansia associata al mangiare, promuovendo un rapporto sano e non giudicante con il cibo, essenziale per prevenire le ricadute post-terapia.
  • Cosa fare se si sospetta che un caro amico abbia la bulimia?
    Approccia l'argomento con delicatezza, senza giudizi o accuse dirette. Scegli un momento tranquillo e privato per esprimere la tua preoccupazione basandoti su osservazioni oggettive (es. 'Ho notato che sembri stressato/a dopo i pasti') piuttosto che su commenti estetici. Incoraggialo gentilmente a cercare aiuto professionale, offrendoti di accompagnarlo alla prima visita se necessario. Evita di monitorare il suo comportamento o di fare commenti sul cibo e sul peso. Sottolinea che la bulimia è una malattia curabile e che il tuo sostegno è incondizionato, indipendentemente dai tempi del suo percorso di guarigione.

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