Amminoacidi

Amminoacidi non essenziali

Gli amminoacidi non essenziali hanno importanti funzioni e sono sintetizzati a partire dagli amminoacidi essenziali. Essi sono fondamentali per il benessere dell’organismo.

di Redazione

01 ottobre 2013

Cosa sono

Ogni giorno ci viene raccomandato di seguire uno stile di vita sano e equilibrato caratterizzato da un’alimentazione corretto e da attività fisica. Si tratta di consigli estremamente importanti anche se, in maniera superficiale non ce ne rendiamo conto. Eppure è vero. Mangiare in maniera corretta è fondamentale per il nostro benessere psicofisico, basti pensare che la maggior parte dei nutrienti di cui il nostro corpo ha bisogno provengono proprio dagli alimenti che fanno parte della nostra dieta quotidiana. Seguire delle diete particolari o sbagliate, ovvero carenti di alcuni alimenti, come una dieta particolarmente abbondante di grassi e zuccheri o i reggimi vegetariani e vegani, può procurare dei danni, a volte anche gravi all’organismo. Il nostro organismo, infatti, è una macchina perfetta che da una parte ha già in sé tutto ciò di cui ha bisogno, dall’altra provvede, attraverso i propri “strumenti” ad auto produrseli, o ancora li ottiene dall’esterno, attraverso l’alimentazione. Oggi giorno, molte persone hanno difficoltà a condurre una vita regolare, caratterizzata da un’alimentazione sana e equilibrata e dalla giusta quantità di attività fisica quotidiana. Proprio per questo, numerose persone presentano carenze vitaminiche, di Sali minerali o di amminoacidi. Quando si verificano queste circostanze, è bene provvedere a reintegrare le sostanze di cui si ha bisogno per evitare che, a lungo andare, possano verificarsi conseguenze non proprio positive per l’organismo.

Caratteristiche

Tra le sostanze più importanti per l’organismo, come non ricordare gli amminoacidi. Si tratta di particelle minuscole ma estremamente importanti. Gli amminoacidi sono delle piccolissime molecole organiche che possono essere descritte come i mattoncini che formano le macromolecole note come proteine. Gli amminoacidi, dunque, attraverso dei legami molto forti, detti legami peptidici, compongono le proteine. Oltre a questa funzione basilare, gli amminoacidi è quella di fornire azoto all’organismo. L’azoto è una sostanza fondamentale per il corpo in quanto deve essere continuamente reintegrato dato che viene impiegato in diverse funzioni quali la crescita scheletrica e muscolare, i processi di cicatrizzazione e le emorragie. Esistono numerosi tipi di amminoacidi. Quelli che formano le proteine sono circa venti. Le venti particelle fondamentali per la sintesi proteica possono essere classificate a loro volta in tre gruppi: gli amminoacidi essenziali, quelli non essenziali e quelli ramificati.

Quali sono

La differenza fondamentale tra i diversi amminoacidi che fanno parte delle categorie citate sta in diversi fattori. I primi, ovvero gli amminoacidi essenziali non sono sintetizzati dall’organismo, se non in minima parte e devono essere assunti attraverso gli alimenti. Gli amminoacidi non essenziali vengono, invece, sintetizzati dall’organismo grazie agli amminoacidi essenziali, qualora siano presenti nel corpo in quantità superiore rispetto al proprio fabbisogno. Gli amminoacidi ramificati, sono amminoacidi essenziali che però, per la loro caratteristica struttura a ramo, sono definiti per l’appunto “ramificati”. Sebbene gli amminoacidi costituiscono le proteine, non tutte le macromolecole presentano la stessa quantità di particelle minime, né la stessa tipologia. Le fonti alimentari, di conseguenza, non apportano tutte lo stesso quantitativo di amminoacidi. Vi sono delle riserve maggiori e soprattutto delle fonti di particolari tipi di amminoacidi.

Funzioni

Gli amminoacidi, una volta ingeriti, attraverso l’alimentazione vengono subito assorbiti dall’intestino tenue che li distribuisce, poi, per le varie funzioni in diversi siti. Gli amminoacidi non essenziali sono otto e ognuno di essi presenta uno specifico compito. Come già detto, questi particolari tipi di amminoacidi vengono generati da quelli essenziali e dunque, a differenza di questi ultimi non vengono assorbiti attraverso l’alimentazione. Essi sono l’alanina che provvede al rinforzamento delle pareti cellulari. L’arginina che compone gran parte del liquido seminale dell’uomo. L’acido aspartico interviene nel processo di metabolizzazione dei carboidrati. La Cistina ha diverse funzioni tra cui quella di aiutare a metabolizzare i carboidrati, riequilibra il livello di zuccheri nel sangue e interviene ad agevolare il lavoro del pancreas. L’istidina è fondamentale per le donne in gravidanza e per i bambini ma lo è di meno per l’adulto sano in quanto durante la crescita viene immagazzinata e conservata. Uno degli amminoacidi non essenziali più importanti è la prolina che in caso di stress mentale o fisico deve essere prodotto in quantità superiore per rendere possibile le funzioni cellulari. Il fabbisogno di questa particella, dunque, aumenta in casi particolari. La serina ricopre i nervi con un involucro protettivo simile a una guaina. La Tirosina, infine, è fondamentale ai fine della prevenzione e il ritardo dell’invecchiamento cellulare, riveste un ruolo fondamentale nella colorazione dei capelli e della pelle e viene sintetizzato dall’amminoacido fenilanina.

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Domande frequenti

  • Cosa distingue esattamente gli amminoacidi non essenziali da quelli essenziali?
    La differenza principale risiede nella capacità dell'organismo di produrli. Gli amminoacidi essenziali non possono essere sintetizzati dal corpo umano e devono obbligatoriamente essere introdotti tramite l'alimentazione. Al contrario, gli amminoacidi non essenziali vengono prodotti internamente dall'organismo, spesso utilizzando come materia prima gli stessi amminoacidi essenziali quando questi sono presenti in quantità superiori al fabbisogno immediato. Questo meccanismo permette al corpo di mantenere un equilibrio proteico autonomo, riducendo la dipendenza esclusiva dall'apporto dietetico per queste specifiche molecole.
  • Quali sono le principali funzioni biologiche degli amminoacidi non essenziali?
    Oltre alla costruzione delle proteine, questi amminoacidi svolgono ruoli metabolici cruciali. Ad esempio, l'acido aspartico e la cistina partecipano attivamente alla metabolizzazione dei carboidrati e al controllo della glicemia. La serina protegge i nervi formando una guaina isolante, mentre la tirosina è vitale per la pigmentazione di pelle e capelli e contrasta l'invecchiamento cellulare. Inoltre, l'arginina è componente chiave del liquido seminale e la prolina supporta le funzioni cellulari durante stati di stress fisico o mentale, dimostrando come siano indispensabili per l'omeostasi corporea.
  • In quali situazioni fisiologiche aumenta il fabbisogno di amminoacidi non essenziali?
    Il bisogno di specifici amminoacidi non essenziali varia in base allo stato di salute e alle condizioni ambientali. Un esempio emblematico è la prolina, il cui fabbisogno aumenta significativamente in presenza di stress mentale o fisico intenso, poiché necessario per sostenere le funzioni cellulari sotto pressione. Analogamente, l'istidina è cruciale durante la gravidanza e l'infanzia per la crescita, venendo poi immagazzinata nell'adulto sano. Anche in caso di ferite o emorragie, il corpo richiede un continuo reintegro di azoto, elemento centrale negli amminoacidi, per favorire la cicatrizzazione e la ricostruzione dei tessuti.
  • È possibile integrare gli amminoacidi non essenziali attraverso la dieta?
    Sebbene il corpo sia in grado di sintetizzarli autonomamente, è possibile assumerne tramite l'alimentazione, dato che le fonti proteiche contengono miscele variabili di amminoacidi. Tuttavia, la definizione di 'non essenziali' indica che non sono vitali per la sopravvivenza immediata perché il corpo li produce. L'integrazione diretta diventa utile solo in casi specifici di carenza accertata o aumentato turnover cellulare. Una dieta equilibrata fornisce comunque i precursori necessari affinché il fegato e altri organi possano effettuare la sintesi endogena senza sforzo aggiuntivo.
  • Come influisce l'alimentazione squilibrata sulla produzione di amminoacidi?
    Un'alimentazione scorretta, ricca di grassi e zuccheri o carente di nutrienti specifici, può compromettere l'equilibrio metabolico necessario per la sintesi degli amminoacidi. Poiché gli amminoacidi non essenziali derivano spesso da quelli essenziali, una carenza di questi ultimi potrebbe teoricamente limitare la produzione dei primi. Inoltre, uno stile di vita sedentario e lo stress cronico aumentano il consumo di risorse energetiche e strutturali, richiedendo un apporto nutrizionale più mirato per evitare deficit che potrebbero manifestarsi con affaticamento, problemi cutanei o ridotta capacità di recupero tissutale.

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