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Le origini dell’Alchechengi sembrano risalire a migliaia di anni fa: i primi utilizzatori furono gli Inca: le bacche essiccate venivano usate sia a scopo alimentare che medico.
Dioscoride sosteneva che avrebbero curato l'epilessia.Il medico Arnaldo da Villanova intorno al 1300 consigliava i frutti dell’alkekengi per combattere la ritenzione urinaria.Nel XIX secolo si utilizzava per il trattamento di alcune forme reumatiche, in particolar modo contro la gotta.In cucina le bacche si possono mangiare fresche, ma vengono anche preparate candite o ricoperte di cioccolato, allora così come oggi.La ricchezza di pectina, sostanza che da consistenza gelatinosa, lo presta bene alla preparazione di marmellate e gelatine.Principi attivi: tannini, ferro, niacina e provitamina A, acido citrico, principi amari come la Physalina.Ha proprietà diuretiche e depurative: l’Alchechengi grazie ai tannini viene utilizzato soprattutto contro la ritenzione urinaria.
Agisce anche sulle infiammazioni che interessano l’apparato urinario dovute a di nefriti, gotta, calcoli renali e vescicali.Le proprietà astringenti, invece, gli derivano dai tannini. Questa particolarità fa si che sia usato contro la diarrea. Il grande contenuto di vitamina C che possiede, il doppio di vitamina C rispetto ad un limone, gli permette di essere utilizzato come fitoterapico per la sostituzione degli integratori di vitamina C durante i raffreddori, e essere indicato anche per la somministrazione nei bambini.Anche se non è così pronta nella sua azione, come il solfato di chinino, la polvere di foglie e gambi è un febbrifugo prezioso contro la malaria. In questo caso bisogna che sia il medico a prescriverne il dosaggio sia perché si tratta di una malattia, sia per il fatto che le foglie contengono la solanina, alcaloide velenoso. Proprietà antiossidanti: cattura i radicali liberi, espletando cosi l’azione antitempo.Esternamente, il suo decotto è usato come impacco contro infiammazioni; basta far bollire in un litro d'acqua 100 grammi di frutti, applicare sulla zona interessata.Venduto per uso interno come frutti essiccati sfusi o già inseriti in tisane e infuso pronti all’uso.
Si possono trovare anche tinture ed estratti secchi.Per uso esterno ci sono sempre i frutti essiccati pronti per un decotto da usare in applicazioni topiche su pelli arrossate.In cosmetica lo si usa come ingrediente per creme sempre per lenire le pelli arrossate.Controindicazioni: il rizoma e le foglie sono velenose per il loro contenuto in solanina.Evitare il consumo anche culinario se il soggetto presenta ipersensibilità verso uno o più componenti della piantaAvvertenze: utilizzare i frutti per cicli brevi per prevenire eventuali accumuli di alcaloidi.Porre attenzione se si stanno assumendo farmaci diuretici, per una possibile sommazione di effetti, con conseguenti alterazioni idroelettrolitiche.
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