La piante dell'Altea officinalis

Piante aromatiche

Altea

Erbacea perenne, alta fino 1,5 metri, che fa parte della Famiglia delle Malvaceae, la stessa della Malva, di cui si utilizza tutta la pianta.

di Redazione

25 settembre 2012

Generalità e caratteristiche della pianta

Althea officinalis fa parte dell’ Ordine delle Malvales Famiglia: Malvaceae (la stessa della Malva) genere: Althaea, Specie: Althaea officinalis. È un’erbacea perenne, alta fino 1,5 metri. Le foglie sono vellutate con breve picciolo, alterne, palminervie. Possono essere intere oppure tripentalobate. I fiori sono grandi 3-5 cm e presentano una corolla con 5 petali di colore rosa . I frutti sono costituiti da numerosi acheni disposti circolarmente uno vicino all’altro: 10-20 con la forma a fagiolo “reniforme”. Conosciuta anche con alcuni nomi comuni quali: Bismalva, Malvasischio, Malvavisca, Bonavischio, Rosa di Spagna o Narbònia. In alcune zone anche con il nome Anatra selvatica. Cresce spontanea in tutta Europa; presente in tutta la penisola italiana ad esclusione della Valle d'Aosta.

Tecniche di coltivazione e raccolta

Predilige luoghi freschi; si trova vicino ai laghi, lungo le sponde dei fiumi anche in presenza di acqua salmastra e vegeta sino ai 1200 metri s.l.m. Se si vuole coltivare l’Altea, bisogna che non vi siano delle malerbe e suoli in cui non vi sia ristagno d’acqua. La coltivazione può essere annuale o biennale; nel ciclo annuale il trapianto va fatto in autunno, nel ciclo biennale la raccolta delle radici si esegue l’anno successivo al trapianto o alla semina. Si propaga per seme in primavera. Può essere utile far ruotare la coltivazione dell’Altea con cereali o con altre erbe officinali Sono possibili attacchi di ruggine (Puccinia malvacearum). Le foglie si raccolgono a giugno/luglio; i fiori all’inizio della fioritura che avviene tra luglio e settembre; le radici prima del periodo freddo invernale e soprattutto delle gelate. Una volta raccolte si fanno seccare in un luogo asciutto e areato dopo esser state lavate.

Utilizzo nella storia

Si utilizza tutta la pianta: fusto, radici , foglie, fiori e anche i frutti, ma le loro proprietà diaforetiche e diuretica non sono state ancora confermate. Il nome del genere deriva dal greco “althaín”, ossia “curare”, in riferimento alle proprietà medicinali di queste pianta , già usata nel medioevo come alimento, soprattutto durante i periodi di carestia. Risalgono al 400 a.C. i primi utilizzi a scopo medicinale come decotti da utilizzare per ferite, emorragie; i romani gli attribuirono una funzione di rimedio per tutti mali. Usata in tutta Europa, ma anche dagli arabi per le sue proprietà calmanti e lenitive nei confronti delle infiammazioni. Nel 1600 l’erborista inglese Culpeper la utilizzo per curare il proprio figlio (da un male, incurabile con la medicina di allora) e ne esaltò l’utilizzo rendendone note tutte le eccezionali proprietà guaritive della pianta. Da allora iniziò ad esser usata per qualsiasi malattia: tubercolosi, malaria, infezioni di vario genere, tanto che fu esportata dai coloni nelle Americhe. Nel XIX secolo l’Altea fu inclusa nella farmacopea degli Stati Uniti.

Proprietà e prodotti in commercio

Nelle foglie e nei fiori dell'altea si trovano basse concentrazioni di acidi organici e olio essenziale. Nel suo complesso la pianta presenta: amido, aminoacidi come asparagina e betaina, acidi organici, tra i quali il butirrico, oleico, palmitico e malico, glucidi, gomma, lecitina, fitosteroli, pectine, zuccheri, sali minerali, tannini. La presenza nella radice di alte concentrazioni di mucillagini, la rendono un ottimo rimedio per proteggere la mucosa gastrica dall’eccessiva erosione dell’acido cloridrico. Broncospamolitico - mucolitico Usata contro la tosse in quanto ha potere lenitivo, calmante, per i bronchi favorendo l’espettorazione del muco, anticatarrale, decongestionanti. L’uso delle radici è indicato per il tratto gastro-intestinale (esofagiti, gastriti, ulcere, coliti), contro la stitichezza. contro la diarrea. Sedativa Utile per il trattamento dell’insonnia in quanto presenta un effetto calmante, è una pianta quasi sempre presente nelle tisane usate per la notte in quanto entra in sinergia con gli altri composti e quindi tende a potenziare l’effetto benefico del fitocomplesso. Emolliente - disinfettante Le proprietà emollienti la rendono adatta per vari usi , come collirio, o nei collutori per le infiammazioni della bocca quali afte, mal di gola, gengiviti, ascessi. La posologia consigliata per il trattamento della tosse e delle irritazioni del cavo orale, prevede l'uso di 0,5-3 grammi di Altea (radice) lasciata a macerare in 150 ml di acqua fredda più volte al giorno, fino ad un massimo di 15 grammi. Gli estratti secchi vanno assunti alla dose di 500 mg. per 3 volte al giorno. Cosmetica Si sfrutta l’azione delle mucillagini presente in grande quantità in questa pianta, utilizzata soprattutto per la preparazione delle creme , è un importante ingrediente di molti latti detergenti emollienti, tonici, doposole idratanti e lenitivi. Indicata per pelli irritate, sensibili, secche, arrossate, disidratate, facili a screpolarsi, e contro piaghe e scottature, come linimenti per mani screpolate e per geloni. Culinaria I semi, le foglie giovani e i fiori si utilizzano per condire insalate. Impiegata anche per la preparazione di bevande alcoliche ed analcoliche, in dolci, canditi e prodotti da forno. Prodotti in commercio: le parti della pianta richiesta dall’industria e dal mercato sono le radici, (Althaeae Radix) e le foglie Althaeae folium), per la fabbricazione di tintura madre, grado alcolico di 17-22 gradi. Si trovano poi estratto secco, capsule, e preparati per infusi o tisane.

Avvertenze e controindicazioni

L'uso dell’Altea è controindicato nei soggetti affetti da diabete e in trattamento con insulina o ipoglicemizzanti orali poiché può ridurre ulteriormente i livelli glicemici. Consultare il medico prima di iniziare a prendere qualsivoglia preparato a base di Altea poiché la sua assunzione può alterare l'assorbimento di altre sostanze e/o farmaci. L'assunzione di posologie elevate o prolungate nel tempo può causare nausea, vomito e disturbi gastrointestinali. Poiché non sono noti dati sull'uso di Altea durante la gravidanza e l'allattamento, l'uso in queste condizioni è sconsigliato. Per quanto concerne l’utilizzo dei frutti da sfruttare per l'attività diuretica e diaforetica, non è supportato da studi scientifici sufficienti tali che ne garantiscano una comprovata efficacia e sicurezza.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali dell'Altea e come agisce sull'apparato respiratorio?
    L'Altea (Althaea officinalis) è celebre per l'elevata concentrazione di mucillaggini presenti nelle radici, sostanze che formano un film protettivo sulle mucose. Questa caratteristica le conferisce spiccate proprietà emollienti, lenitive e antinfiammatorie. Nell'apparato respiratorio, l'erba agisce come broncodilatatore e mucolitico: calma la tosse secca e irritativa, riduce l'infiammazione delle vie aeree e favorisce l'espettorazione del muco grazie al suo effetto fluidificante. Inoltre, possiede azioni decongestionanti utili per alleviare il fastidio da raffreddore e influenza.
  • Come si prepara correttamente l'infuso di radice di Altea per evitare di distruggere le mucillaggini?
    Per preservare le preziose mucillaggine, che sono termolabili e potrebbero degradarsi con l'ebollizione diretta, è fondamentale preparare l'infuso a freddo o a temperatura controllata. La tecnica corretta prevede di lasciare macerare 0,5-3 grammi di radice di Altea tritata in 150 ml di acqua fredda per diverse ore (spesso tutta la notte). Successivamente, si filtra il liquido e lo si beve. Questo metodo estrime efficacemente le sostanze attivi senza alterarne la struttura viscosa, garantendo così la massima efficacia lenitiva sulla gola e sullo stomaco rispetto a un semplice infuso bollente.
  • L'uso dell'Altea interferisce con l'assorbimento di altri farmaci? Quali precauzioni adottare?
    Sì, l'assunzione di preparati a base di Altea richiede cautela perché le mucillaggini possono formare una barriera fisica nell'intestino, riducendo l'assorbimento di altri principi attivi assunti contemporaneamente. Si consiglia pertanto di distanziare l'assunzione di Altea da quella di altri farmaci di almeno due ore. Inoltre, è controindicata nei soggetti diabetici in cura con insulina o ipoglicemizzanti orali, poiché potrebbe amplificare la riduzione della glicemia. Prima di iniziare qualsiasi cicli terapeutici, specialmente se si assumono terapie croniche, è indispensabile consultare il proprio medico.
  • In quali ambiti cosmetici viene utilizzata l'Altea e per quali tipi di pelle è indicata?
    Grazie alle sue potenti proprietà emollienti e idratanti, l'Altea è un ingrediente pregiato in cosmesi, specialmente per pelli secche, sensibili, irritate o disidratate. Le mucillaggini aiutano a ripristinare il film idrolipidico cutaneo, lenendo rossori, screpolature e irritazioni. Viene spesso impiegata in creme, latte detergente, tonici e doposole. È inoltre efficace come trattamento locale per guaine screpolate, geloni, piccole piaghe e scottature solari, offrendo un sollievo immediato grazie alla sua azione calmante e protettiva sulla cute danneggiata.
  • È sicuro consumare l'Altea durante la gravidanza e l'allattamento?
    No, l'utilizzo di preparati a base di Altea durante la gravidanza e l'allattamento è generalmente sconsigliato. Attualmente mancano dati clinici sufficienti che ne garantiscano la completa sicurezza in queste fasi fisiologiche delicate. Inoltre, poiché la pianta può influenzare l'assorbimento di nutrienti e farmaci, e potenzialmente abbassare la glicemia, l'approccio prudenziale raccomanda di evitare l'auto-prescrizione. In caso di necessità terapeutica specifica, è obbligatorio rivolgersi al medico curante o allo specialista ostetrico per valutare alternative sicure.

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