Piante aromatiche

Anice verde

La Pimpinella anisum L. è meglio conosciuto come anice verde, il comune anice che si usa in cucina. Comunemente usato per insaporire affettati e per la creazione di miscele aromatiche per speziare le carni, l’anice è ben noto anche per le sue proprietà digestive ed eupeptiche, che stimolano l’appetito.

di Redazione

26 febbraio 2013

Caratteristiche della pianta

La Pimpinella anisum L. è meglio conosciuto come anice verde, il comune anice che si usa in cucina. Comunemente usato per insaporire affettati e per la creazione di miscele aromatiche per speziare le carni, l’anice è ben noto anche per le sue proprietà digestive ed eupeptiche, che stimolano l’appetito. Non ha particolari nomi volgari; ritorna spesso il nome di anice, nelle forme dialettali: annes, aniss, anexi, ansein, anese. Termini che esulano da questa radici sono zammu, matafalica e cimino duci. Anche nelle principali lingue straniere europee si utilizza un solo ed unico termine: anis. L’anice è una pianta erbacea che fa parte della Famiglia delle Umbrellifere. È annuale, glabra con una altezza di circa 50-60 centimetri. La radice si presenta fittonante, ovvero perpendicolare al terreno, fisiforme e di colore biancastro. Il fusto è eretto e cilindrico; appare striato e pubescente. Porta diverse ramificazioni che per la maggior parte sono site nella parte alta. Le foglie crescono alterne e presentano un picciolo allargato alla base. Quelle basali sono a forma di cuore – rotondeggianti; il margine è inciso dentato. Mentre quelle superiori sono pennato composte, con i lobi dentati nella parte mediana e trifidi. I piccoli e delicati sono composti da 5 petali bianchi, ovali e smarginati. Ovviamente disposti in ombrelle terminali, tipica infiorescenza di questa omonima Famiglia. Il frutto è un doppio achenio che presenta numerose sacche oleifere e dei peli protettori sulla superficie dorsale. Ben conosciuti per il loro sapore dolciastro, colore verdognolo e intenso odore aromatico. All’interno del frutto si trovano due semi convessi e con un dorso curvo.

Coltivazione e origine

È una pianta di origine africana, tant’è che in tutto il Medio Oriente, e in Egitto in modo particolare, è facilmente trovabile allo stato spontaneo. Ora è pressoché diffusa in tutta l’Europa meridionale, dove difficilmente si trova allo stato spontaneo e se ciò accade è perché quasi certamente è “scappata” da qualche coltivazione. Esistono anche grandi coltivazione nell’Europa dell’est, Russia e Bulgaria in particolare. La coltivazione sebbene richieda una certa cura non risulta essere troppo difficile. I migliori risultati si hanno con la semina diretta in campo, mentre i trapianti delle piantine non sempre vanno a buon fine. Il periodo migliore per la semina è aprile-maggio, dopo la fine delle gelate invernali. Il terreno, ideale se calcareo ed organico, con pH tra 6 e 7, deve essere finemente lavorato in quando il seme è delicato; quindi non bisogna nemmeno interrarlo eccessivamente. Una volta che la piantina spunterà, ci vorrà poco tempo perché cresca. Bisogna innaffiarle abbondantemente, senza ristagni, fintanto che la pianta non fiorirà. Un’esposizione al riparo dai venti, ma soleggiata è preferibile per far sviluppare un ottimo aroma. Per evitare che soffochino, è consigliabile passare tra le file estirpando le infestanti. Parti utilizzate Si utilizzano i frutti, ricchi di olio essenziale, che però erroneamente vengono chiamati semi. tecniche di raccolta Essendo i frutti molto piccoli e a maturazione a scalare, la raccolta si baserà sul grado di maturazione dell’ombrello principale e quindi sul prelievo dell’intera pianta. I frutti dell’infiorescenza principale devono essere grigio-verdi, con le piante non completamente secche. Questo avviene grosso modo a cavallo tra agosto e settembre. La raccolta delle piante può avvenire in modo meccanico con una mietitrebbia oppure a mano con un falcetto. Una volta terminato, le si mettono ad essiccare e quindi vengono passate in una trebbiatrice per separare i frutti dal resto della pianta.

Proprietà e uso nella storia

Plinio la consigliava contro le punture degli scorpioni. Savonarola aveva notato che aggiungendolo al vino, aumentava la produzione di latte, agevolare le mestruazioni e far aumentare la diuresi. Nell’800 Campana scoprì che era un’ottima cura per far sparire le flatulenze e aiutare lo stomaco nella digestione. descrizione dei principi attivi Il componente attivo della droga dell’anice, sebbene rappresenti solamente il 3%, è l’olio essenziale contenuto nelle sacche oleifere. Questo a sua volta è un concentrato di anetolo, che arriva a conquistare ben 80 - 90% di tutto l’olio essenziale. A completare la miscela, ci sono estrapolo, terpeni, aldeidi e chetoni , entrembi derivati dall’anetolo. A completare il fitocomplesso dell’anice, ci sono zuccheri, mucillagini, acido stearico e clorofilla.

Benefici e avvertenze

Stomachico digestivo La più conosciuta, nonché basilare, azione che l’anice svolge sul nostro organismo è quella di attivare lo stomaco. E lo fa in due maniere. Una è quella di stimolare un leggero senso di appetito, l’altra, se viene assunto in dosi maggiori, è quella di agevolare la digestione. Carminativo I frutti dell’anice hanno la straordinaria capacità di ridurre la presenza di gas nell’intestino, e quindi evitare le flatulenze dovute al meteorismo. Spasmolitico La presenza di anitolo agisce a livello muscolare, allentando la tensione sulla muscolatura liscia. In questa maniera riesce a intervenire limitando, a volte anche facendo passare, i dolori alla pancia, che vengono chiamate genericamente coliche. Galattoforo Insieme a fieno greco e finocchio formano un ottima miscela naturale da infuso per aumentare la produzione di latte nelle puerpere che ne difettano. Aromatico Il potente sapore che si ottiene dai frutti polverizzati o dal distillato è spesso e volentieri usato dall’industria, sia dolciaria sia farmaceutica, per mascherare o alterare il sapore di preparazioni che altrimenti risulterebbero non ben bilanciate o addirittura amare come gli infusi di frangula o senna. Liquoristica Nel campo dei liquori, l’anice da vita a molti preparati, basati sul suo aroma o anche esclusivamente formulati sulla di esso. Ad esempio in Italia viene usato per il Sambuca, in Francia per l’Anisette e il Pastis, Raki in Turchia, Arak in Siria e Libano, Ouzo e Mastik in Grecia. Prodotti in commercio Indistintamente nel commercio alimentare che in quello erboristico sono presenti i frutti essiccati. In erboristeria viene proposto l’anice sia come singolo componente, mono droga, ma più spesso in associazione con altre erbe. In questo caso può essere la droga principale dalla quale si vuole trarre il beneficio, come ad esempio digestivo o galattoforo, oppure come complementare, che aiuti in qualche modo l’effetto che si vuole dalla miscela, ma che non è proprio dell’anice. Infine anche come droga ausiliaria o di abbellimento, che serve per modificare l’aroma della tisana. Controindicazioni Nessuna in particolare. Avvertenze Non esagerare nel consumo per evitare probabili intossicazioni da anetolo, data la sua grande concentrazione.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici dell'anice verde per la salute digestiva?
    L'anice verde è renowned principalmente per le sue spiccate proprietà stomachiche e digestive. Stimola lievemente l'appetito e, se assunto in dosi appropriate, agevola i processi digestivi dello stomaco. Inoltre, possiede un'efficace azione carminativa, capace di ridurre la formazione di gas intestinali e prevenire il meteorismo e le fastidiose flatulenze. Grazie alla presenza di anetolo, esercita anche un effetto spasmolitico sulla muscolatura liscia intestinale, aiutando ad alleviare i dolori addominali tipici delle coliche. Questi fattori lo rendono un alleato naturale per chi soffre di pesantezza post-prandiale.
  • L'anice verde è utile per aumentare la produzione di latte materno?
    Sì, l'anice verde è tradizionalmente riconosciuto come galattoforo, ovvero una sostanza in grado di favorire la lattazione. Viene spesso consigliato alle madri che allattano e che lamentano una carenza di latte materno. Per ottenere risultati ottimali, si consiglia di preparare un infuso combinando l'anice con altre erbe galatte come il finocchio e il fieno greco. Questa sinergia naturale potenzia l'effetto stimolante sulla produzione di latte. Tuttavia, è sempre prudente consultare un medico prima di iniziare qualsiasi integrazione durante l'allattamento per garantire la sicurezza propria e del bambino.
  • Come si coltiva correttamente l'anice verde in orto o giardino?
    L'anice verde predilige terreni calcarei e organici, con un pH compreso tra 6 e 7, e richiede una lavorazione fine del suolo poiché i semi sono delicati. La semina va effettuata direttamente in campo tra aprile e maggio, evitando i trapianti che spesso falliscono. È fondamentale proteggere la pianta dai venti forti e garantirle un'esposizione soleggiata per sviluppare il massimo aroma. Le irrigazioni devono essere abbondanti ma mai creare ristagni idrici fino alla fioritura. Durante la crescita, è necessario eliminare regolarmente le infestanti per evitare che soffochino le giovani piantine, garantendo così uno sviluppo sano e vigoroso.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nel consumo di anice?
    Generalmente, l'anice verde è sicuro e privo di gravi controindicazioni se consumato nelle quantità culinarie o terapeutiche standard. L'avvertenza principale riguarda il rispetto delle dosi: un consumo eccessivo potrebbe portare a intossicazioni dovute all'elevata concentrazione di anetolo presente nell'olio essenziale. L'anetolo, pur essendo il principio attivo benefico, diventa tossico se assunto in quantità spropositate. Pertanto, si raccomanda di non eccedere nel dosaggio di infusi o integratori a base di anice. Come per qualsiasi rimedio erboristico, donne in gravidanza o soggetti con condizioni mediche specifiche dovrebbero consultare un professionista prima dell'uso.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà medicinali dell'anice?
    Il componente farmacologicamente più rilevante dell'anice è l'olio essenziale, che costituisce circa il 3% del frutto. Al suo interno, l'anetolo rappresenta la frazione predominante, arrivando a costituire l'80-90% dell'olio essenziale totale. Completano il fitocomplesso sostanze come estrapolo, vari terpeni, aldeidi e chetoni derivati dall'anetolo, oltre a zuccheri, mucillagini, acido stearico e clorofilla. È importante notare che, nonostante il nome comune, si utilizzano commercialmente i frutti (acheni), non i veri semi, poiché è nelle sacche oleifere del frutto che si concentra l'olio essenziale responsabile degli effetti digestivi e antispastici.

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