Piante aromatiche

Camedrio

Il Teucrium chamaedrys L., comunemente detto teucrio o camedrio, deve il suo nome ad un mitico re di Troia, Teucer o Teucro, che per primo ne scoprì le proprietà medicinali.

di Redazione

11 marzo 2013

Caratteristiche della pianta

Il Teucrium chamaedrys L., comunemente detto teucrio o camedrio, deve il suo nome ad un mitico re di Troia, Teucer o Teucro, che per primo ne scoprì le proprietà medicinali, sebbene si pensi che il termine sia una storpiatura che Linneo fece al nome greco Teukrion. Il nome specifico, invece, chamaedrys, significa “quercia a terra” per la rassomiglianza delle sue foglie con quella del ben più alto simile, ma con un portamento erbaceo anziché arboreo. Dal significato chameedrys, deriva anche un altro nomignolo molto diffuso, cioè querciolo. A questo si affiancano nomi volgari quali caledrios, camitrea, calamandrea, cersolla, cersuddra, carruedda de timpa; più tutta una serie di aggettivi associati ad “erba”, come erba calandrina, febrina, biga, sanrocca, china, querzuleina o erba cersulla. Nelle principali lingue europee il camedrio è chiamato Germandree officinale, francese, wall germander, inglese, echter gemander, tedesco, e xamedrios, spagnolo. È una pianta erbacea perenne, dall’aspetto cespuglioso, alta non più di 50 centimetri, appartenente alla famiglia delle Labiate. Il rizoma è serpeggiante e gracile, con degli stoloni giallognoli. Il gusto è sdraiato e legnoso alla base con i fusti quadrangolari. Le foglie sono coriacee e con crescita opposta. Sopra sono lucenti, biancastre nelle pagina inferiore per la presenza di peluria. Sono di forma ovale o lanceolata con un breve picciolo e un margine fortemente crenato. I fiori sono rosa o porpora in gruppo di 2 o 3, raccolti in spighe. La corolla è bilabiata, con il labbro superiore molto breve, mentre quello inferiore e formato da 3 sezioni, delle quali quella centrale risulta più grande di quelle laterali. I frutti sono degli acheni.

Coltivazione e origine

La sua origine è europea sud orientale. È infatti nelle regioni che vanno dalla Grecia alla Siria, e persino a Gerusalemme dove la sua presenza è assai più frequente che negli stati dell’Europa occidentale e nordica. La pianta non ha preferenze di particolari suoli e cresce bene su qualunque tipo di substrato, anche se fiorisci al meglio in quelli calcarei, anche se sassosi. Importanti sono le annaffiature che devono essere regolari abbondanti quel tanto che basta per non far asciugare il terreno, in quanto la siccità è un suo nemico (evitare quindi l’esposizione in pieno sole continuo). Anche i ristagni idrici possono danneggiarla, mentre non soffre il freddo. La sua propagazione avviene per seme, in questo caso è meglio seminare in semenzaio o in serra per permettere una maggior percentuale di germinazione, e poi mettere a dimora in campo quando le piantine saranno ormai ben formate e pronte per l’aria aperta. Oppure si possono fare delle talee da prelevare in primavera, ma anche in estate. Porle a radicare in ambiente protetto e poi interrarle in campo in autunno. Infine si possono utilizzare il metodo della divisione delle radici, da praticarsi in autunno, quando la pianta è ormai in riposo e non subirà traumi fatali. Parti utilizzate Si utilizzano le sommità aeree con le infiorescenze, che sono anche le responsabili dei rischi di epatite acuta. tecniche di raccolta La raccolta si effettua tagliando le parti più alte della pianta, con le forbici da potatura o con macchinari adeguati.

Proprietà e uso nella storia

Galeno le consigliava per sue capacità di abbassare la temperatura corporea e far sudare, due benefici decisamente poco attendibili. Spesso usato al posto dell’artemisia (assenzio) in quanto gli si attribuivano le stesse proprietà. Curiosa la credenza in alcuni paesi del sud Italia, dove si pensava che facesse regredire l’ernia. Si andava in campagna e si sceglieva una pianta di querciolo, la si tagliava in due senza però sradicarla. La persona con l’ernia doveva passarci attraverso per tre volte, dopo di che la pianta veniva riunita. Se dopo un anno, essa si riuniva perfettamente allora l’ernia era passata, altrimenti di doveva ricorrere all’operazione. descrizione dei principi attivi Sono presenti diversi principi amari, olio essenziale, colina, tannino, flavonoidi e acidi fenolici come il caffeico e il clorogenico. Inoltre troviamo particolari molecole come la scutellarina, ad azione antivirale, la teucrioresina, una resina per l’appunto.

Benefici e avvertenze

Eupeptica – stomachica Le sostanze amare presenti, assiem alla presenza dei tannini, rendono questa pianta particolarmente amara, ottima quindi per la funzionalità di produzione di acido gastrico applicabile sia per migliorare la digestione che per stimolare l’appetito. Possiblità anticancro Alcuni studi hanno intravisto un possibile impiego dei suoi estratti come base per lo possibili farmaci anticancro. Infatti è stato riscontrato che alcune molecole, non ancora identificate con precisione, hanno dato ottimi risultati nel bloccare la prolificazione delle cellule anomale e nella loro induzione alla apoptosi (morte cellulare). Prodotti in commercio Non dovrebbero essere acquistabili prodotti contenenti camedrio perché velenoso. In passato, comunque, quando ancora non era possibile venderlo, si trovavano soprattutto parti essiccate pronte per gli infusi, tinture e alcoolati. Controindicazioni Data la non chiara situazione della pianta, in Italia proibita ma non in altre nazioni, è altamente sconsigliato il suo utilizzo in qualunque forma. Avvertenze La pianta è stata inserita nell’elenco di quelle non utilizzabili negli integratori alimentari e non è quindi vendibile nonostante siano reperibili alcuni prodotti che la contengono. È però inserita tra “Gli aromi e gli ingredienti alimentari con proprietà aromatizzanti ottenuti dal materiale di base possono essere utilizzati esclusivamente per la produzione di bevande alcoliche”, regolamento (CE) N. 1334/2008 del parlamento europeo e del consiglio del 16 dicembre 2008, (Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 31.12.2008)

Naviga per:

Domande frequenti

  • Perché il camedrio è considerato pericoloso per la salute?
    Il camedrio (Teucrium chamaedrys) presenta un rischio significativo per la salute umana a causa della sua tossicità epatica. Studi scientifici e casi clinici hanno dimostrato che l'uso interno di questa pianta può causare epatite acuta, talvolta grave, dovuta alla presenza di composti pirrolizidinici e altri principi attivi come la teucrioresina. Per questo motivo, l'Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e molte autorità sanitarie nazionali, inclusa l'Italia, ne hanno vietato l'uso negli integratori alimentari e nei farmaci. L'esposizione cutanea o inalatoria può comunque provocare reazioni allergiche o dermatiti, rendendo l'interazione con la pianta sconsigliabile senza supervisione medica specialistica.
  • È legale acquistare o vendere camedrio in Italia oggi?
    In Italia, la vendita del camedrio per uso umano è severamente vietata. La pianta è inserita nell'elenco negativo degli ingredienti non consentiti negli alimenti e negli integratori alimentari. Tuttavia, esiste una specifica eccezione normativa: secondo il Regolamento (CE) N. 1334/2008, il camedrio può essere utilizzato esclusivamente come aroma o ingrediente aromatizzante nella produzione di bevande alcoliche, a patto che il prodotto finale non rappresenti un rischio per la salute. Pertanto, trovare prodotti commerciali a base di camedrio per tisane, capsule o estratti è illegale e potenzialmente pericoloso; eventuali offerte online devono essere trattate con estrema cautela e scartate per motivi di sicurezza.
  • Quali erano le antiche credenze mediche associate al camedrio?
    Storicamente, il camedrio era utilizzato nella medicina popolare per diverse condizioni. Galeno ne raccomandava l'uso per ridurre la febbre e indurre la sudorazione, sebbene questi effetti fossero poi considerati poco affidabili. Veniva spesso sostituito all'assenzio (Artemisia) attribuendogli le stesse proprietà digestive e vermifughe. Una tradizione curiosa diffusa nel Sud Italia prevedeva un rituale magico-medicinale per l'ernia: si tagliava una pianta di camedrio a metà senza sradicarla, si faceva passare il paziente attraverso la fenditura per tre volte e si ricongiungevano le parti. Se dopo un anno la pianta guariva, si credeva che l'ernia fosse scomparsa. Oggi queste pratiche sono obsolete e prive di validità scientifica.
  • Il camedrio ha davvero proprietà anticancro?
    Alcuni studi preliminari in laboratorio hanno osservato che certi estratti del camedrio potrebbero influenzare le cellule tumorali, inducendo l'apoptosi (morte cellulare programmata) e bloccandone la proliferazione. Tuttavia, questi risultati provengono da ricerche *in vitro* o su modelli animali e non confermano l'efficacia né la sicurezza nell'uomo. Data la nota epatotossicità della pianta, il rapporto rischio-beneficio è estremamente sfavorevole. Non esistono attualmente evidenze cliniche solide che supportino l'uso del camedrio come terapia oncologica. Qualsiasi tentativo di sfruttarne le presunte proprietà anticancro tramite auto-medicazione espone il paziente a gravi danni al fegato senza garanzie terapeutiche.
  • Come si riconosce botanicamente il camedrio?
    Il camedrio (*Teucrium chamaedrys*) è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Lamiaceae (Labiate), alta fino a 50 cm. Presenta un portamento cespuglioso con fusti quadrangolari e legnosi alla base. Le foglie sono coriacee, opposte, di colore verde lucido sulla pagina superiore e biancastre/pelose su quella inferiore, con margine crenato. I fiori, di colore rosa o porpora, sono riuniti in spighe terminali e presentano una tipica corolla bilabiata. Il nome specifico 'chamaedrys' significa 'quercia a terra', per via della somiglianza fogliare con la quercia ma con abitudine erbacea. Cresce spontaneamente in Europa meridionale e Orientale, preferendo terreni calcarei e sassosi.

Potrebbe interessarti anche