Piante aromatiche

Capelvenere

La Capelvenere, conosciuta anche come barba di Giove, è una graziosissima piccola felce dall'aspetto assai molto delicato

di Redazione

17 ottobre 2012

Caratteristiche della pianta

L’Adianthum capillus-veneris, o Capelvenere, conosciuta anche come barba di Giove, è una graziosissima piccola felce perenne appartenente alla famiglia delle Polipodiacee, assai simile al capelvenere dei giardinieri (diverse varietà orticole coltivate a scopo ornamentale derivate da alcune specie di origine esotica: Adianthum cuneatum, Adianthum tenerum e simili), ma di taglia più ridotta e molto più rustica. Il suo aspetto è molto delicato e forse il suo nome deriva dal fatto che ricorda una folta e fluente capigliatura femminile; mentre il nome del genere, Adianthum significa “non bagnato” in relazione al fatto che quando piove le sue foglie tendono a far scivolare via l’acqua e a non rimanere umide. L’aspetto di chioma le deriva dalle abbondanti e leggerissime foglioline verdi quasi flabellate, incise e cuoriformi. Sono attaccate ai rami con lunghi piccioli sottili, coriacei, lucidissimi e bruni. Gli sporangi sono posti nella pagina inferiore dei lobi (le foglie) e sporifica in estate. Ha steli esili, neri e lucidi. La sua altezza generalmente varia dai 10 ai 50 cm e ha un modesto rizoma fornito di numerose radichette.

Coltivazione e origine

Originaria della Gran Bretagna e dell’Europa centrale e meridionale, cresce spontaneamente in tutte le località a clima temperato e tropicale, in pianura come in collina, su rocce e terreni gessosi fino ad altitudini di 1.300 m. Come tutte le felci, predilige posti freschi ed ombrosi, ma soprattutto molto umidi o almeno soggetti a continuo gocciolio, come attorno alle sorgenti, in prossimità delle cascate, sulle pareti all’imboccatura di grotte e caverne o al margine dei pozzi. Le varie specie di capelvenere crescono bene in terriccio organico, umifero e fertile (va bene anche a base di torba e foglie); a seconda delle caratteristiche specifiche si possono coltivare sia all’aria aperta sia in appartamento: nel primo caso scegliete posizioni ombrose che siano naturalmente umide; nel secondo, disponete i vasi in modo che ricevano luce ma, allo stesso tempo, non vengano colpiti direttamente dai raggi del sole. In ogni caso richiede atmosfera umida. Annaffiate sistematicamente le piante in modo che conservino sempre umido il terriccio, evitando, però di creare pericolosi ristagni d’acqua, soprattutto per quelle coltivate in vaso; ogni 30-40 giorni, somministrate un fertilizzante completo solubile in acqua. Le specie rustiche, da coltivare all’aperto, si mettono a dimora (cioè trasferite dal vaso di coltivazione al pieno campo) in aprile; la tecnica migliore per la moltiplicazione del capelvenere è la divisione dei rizomi, da effettuarsi in primavera: dividete i rizomi in modo che ciascuna parte abbia almeno due o tre gemme. Può essere colpita dalle cocciniglie e dal ragno rosso, che si eliminano con gli opportuni trattamenti antiparassitari. Parti utilizzate Si può utilizzare tutta la pianta, ma di solito è la sola parte aerea fresca o, più frequentemente essiccata, ad essere impiegata. Dopo l’essiccazione all’ombra, va conservata in contenitore chiuso, opaco e in luogo asciutto. tecniche di raccolta Si possono recidere, tramite l’utilizzo di forbici per potare o lame ben affilate, le piccole fronde o raccogliere tutta la piantina dalla tarda primavera, durante l’estate, fino all’autunno. Sarebbe opportuno servirsi solo di esemplari di coltivazione per non depauperare la già scarsa diffusione attuale della specie selvatica.

Proprietà e uso nella storia

Il capelvenere viene impiegato sin dai tempi assai remoti per la cura delle affezioni delle vie respiratorie; era un tempo il più importante ingrediente erboristico di un comune sciroppo contro la tosse, chiamato capillare, che restò in uso sino al XIX secolo. Altre indicazioni, lo vedevano rientrane anche nelle preparazioni per la regolatazione delle mestruazioni, se non addirittura anche come abortivo. Era usato anche come vermifugo sia umano che per la cura dei prati. Nei secoli scorsi, quando i rifornimenti di the scarseggiavano, era utilizzato come suo succedaneo. Principi attivi I suoi costituenti non sono stati isolati tutti. Rimane ancora una pianta alquanto sconosciuta dal punto di vista della composizione fitochimica. Si sa però che contiene mucillagine, tannini, acido gallico, zuccheri, vari principi amari, capillarina, tracce di olio essenziale.

Benefici e avvertenze

Emolliente - espettorante Ha spiccate proprietà decongestionanti, emollienti ed espettoranti. Non solo ma anche decongestionante, espettorante e sedativo bronchiale. Insomma gli impieghi abituali del Capelvenere sono tutti quelli inerenti le affezioni delle prime vie aeree dovute a raffreddamento e conseguente produzione di catarro. Emmenagogo Da alcuni autori ritenuto anche induttore del ciclo mestruale, tanto che in passato oltre che essere usato per tale scopo, era somministrato nelle gravidanze indesiderate come abortivo. Antitussivo Ai bambini viene dato come bechico, contro la tosse prodotta dai raffredamenti. Inoltre risulta essere anche leggermente antireumatico, astringente e fluidificante biliare. Anti calvizia In cosmetica viene utilizzata nella formulazione di preparati, per lo più shampoo e lozioni, per il trattamento conto la forfora e contro la caduta dei capelli, più in generale nella cura dei capelli grassi. Prodotti in commercio È una pianta poco usata in erboristeria, forse perché poco conosciuta. Si possono comperare alcuni prodotti per fare dei decotti oppure tinture. Come estratto, tra gli ingredienti in shampoo e lozioni per capelli. Controindicazioni Non si registrano particolari controindicazioni per un uso secondo le dosi. Evitare l’uso in caso di sospetto o accertato stato di gravidanza. Avvertenze Consultare sempre il medico e l’erborista, specie in concomitanza di terapie farmacologiche. Non eccedere le dosi consigliate. Attenzione a non confonderla con il falso capelvenere (Asplenium trichomanes) che ha fronde strette, una sola volta pennate e composte da lobi arrotondati.

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Domande frequenti

  • Quali sono le principali proprietà medicinali del Capelvenere?
    Il Capelvenere (Adianthum capillus-veneris) è noto principalmente per le sue spiccate proprietà emollienti, espettoranti e decongestionanti delle vie respiratorie. Viene tradizionalmente utilizzato per alleviare la tosse grassa, il catarro e le infiammazioni delle prime vie aeree grazie ai suoi effetti sedativi bronchiali. Oltre all'uso interno per problemi respiratori, presenta azioni lievemente antireumatiche, astringenti e fluidificanti biliari. In ambito cosmetico, è apprezzato per le sue proprietà anticalvizia e contro la forfora, rendendolo un ingrediente comune in shampoo e lozioni per capelli grassi.
  • Come si coltiva correttamente il Capelvenere in casa?
    Per coltivare il Capelvenere in appartamento, posiziona i vasi in zone luminose ma mai sotto la diretta照射 dei raggi solari, preferendo ambienti freschi e ombreggiati. La pianta richiede un'atmosfera costantemente umida: mantieni il terriccio sempre leggermente umido annaffiando sistematicamente, ma evita assolutamente i ristagni idrici che potrebbero danneggiare le radici. Un substrato ricco di materia organica, torba e foglie è ideale. Ogni 30-40 giorni, apporta un fertilizzante completo solubile in acqua. Se noti la presenza di cocciniglie o ragnetti rossi, interveni tempestivamente con specifici trattamenti antiparassitari.
  • È sicuro assumere Capelvenere durante la gravidanza?
    No, l'assunzione di Capelvenere è sconsigliata durante la gravidanza. Storicamente, questa pianta era talvolta impiegata come emmenagogo, ovvero per stimolare il flusso mestruale, e in passato veniva persino utilizzata come agente abortivo. Per questi motivi, esiste un rischio concreto di interferire con il decorso fisiologico della gestazione. Chiunque sia in dolce attesa o sospetti una gravidanza deve evitare rigorosamente l'uso di preparati a base di Capelvenere, sia per via orale che topica, e consultare sempre un medico prima di intraprendere qualsiasi terapia erboristica.
  • Come riconoscere il vero Capelvenere dal falso Capelvenere?
    Per distinguere il vero Capelvenere (Adianthum capillus-veneris) dal falso Capelvenere (Asplenium trichomanes), osserva attentamente la struttura delle fronde. Il vero Capelvenere presenta foglioline verdi, quasi flabellate e cuoriformi, disposte su piccioli sottili, coriacei, lucidissimi e di colore brunastro/nero. Al contrario, il falso Capelvenere ha fronde più strette, pennate una sola volta, composte da lobi arrotondati e privi della caratteristica lucentezza nera dei piccioli del vero esemplare. Questa differenza morfologica è cruciale per evitare errori di identificazione durante la raccolta o l'acquisto.
  • In quali forme farmaceutiche si trova il Capelvenere in commercio?
    Nonostante sia una pianta poco utilizzata rispetto ad altre, il Capelvenere è reperibile in diverse forme in erboristeria e nei negozi specializzati. Le forme più comuni includono erbe secche per preparare decotti o infusi, tinture madri e estratti liquidi concentrati. In ambito cosmetico, è spesso presente come ingrediente attivo in shampoo, lozioni e prodotti specifici per il trattamento della forfora e della caduta dei capelli. Data la sua scarsa diffusione commerciale rispetto ad altre piante officinali, potrebbe essere necessario cercare presso erboristi qualificati o siti specializzati in fitoterapia tradizionale.

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