Piante aromatiche

Cappero

Il Capparis spinosa L., il comune cappero utilizzato in cucina, è un suffrutice cespuglioso con fiori molto belli e appariscenti.

di Redazione

17 ottobre 2012

Caratteristiche della pianta

Il Capparis spinosa L., il comune cappero utilizzato in cucina, è un suffrutice cespuglioso, disordinato, spinoso e legnoso solamente alla base, alto circa un metro, con lunga radice vigorosa (capace di insinuarsi fra le spaccature di rocce e muri) e molti fusti ascendenti che partono dal colletto radicale. Le foglie sempreverdi sono alterne ovali, sub rotonde, brevemente picciolate, coriacee, intere, di consistenza carnosa e verdi, munite di due stipole spinose ricurve (come si può dedurre dal nome botanico). I fiori compaiono dall’inizio della primavera all’inizio dell’autunno e durano solo 24 ore. Sono solitari, molto belli e appariscenti, fuoriescono dall’ascella delle foglie e sono bianchi o leggermente rosati; la corolla è formata da quattro grandi petali. Il rosato dei petali fa risaltare il colore dei lunghi stami viola e delle antere purpuree. Il frutto è una bacca ovale globosa dapprima verde e poi rossa a maturità, contiene molti semi reniformi.

Coltivazione e origine

Probabilmente originario dell’Asia orientale si è naturalizzato nei posti più assolati e caldi della regione mediterranea e dell’Africa settentrionale, fino al Sahara. Spontaneo nelle scogliere, nelle spaccature delle rocce, nei muriccioli sassosi e nelle fessure dei vecchi muri della zone costiere e, sporadicamente, submontane dell’Italia centrale e meridionale. In quelle zone cioè che godono di un clima temperato. Cresce anche su terreni grossolani, molto permeabili e asciutti, quasi esclusivamente calcarei e sabbiosi. In coltivazione si preferiscono, per ovvie ragioni, varietà orticole con fusti inermi, cioè privi di spine. Nelle zone più calde si semina in piena terra nel mese di settembre, non appena i semi son maturi. Nelle zone più fredde invece si consiglia di seminare in vasi che andranno ricoverati durante l’inverno. Se si vuole coltivare la pianta per raccoglierne i capperi è opportuno concimare il terreno prima della semina e, in seguito, almeno due volte l’anno con un fertilizzante completo. Un metodo veloce è la propagazione tramite suddivisione di polloni radicali o tramite talee semilegnose ottenute da cespi che si vogliono riprodurre per sfruttarne nelle generazioni successive le caratteristiche della pianta madre. Il periodo ideale per queste operazioni inizia dopo la fioritura fino al termine dell’inverno. L’esposizione in coltura sarà verso sud, in pieno sole. Le irrigazioni saranno limitate ai soli periodi di siccità importante, in quanto ha esigenze idriche molto limitate. Parti utilizzate A scopo alimentare si usano i bottoni floreali (ossia i boccioli non ancora schiusi) opportunamente raccolti e lavorati, poiché se mangiati crudi non hanno alcun sapore e risultano amari. Infatti solamente con la lavorazione, intervengono quelle modificazioni organolettiche che donano al cappero il sapore che tutti noi conosciamo. A scopo fitoterapico, invece, si utilizza la corteccia della radice. Tecniche di raccolta I capperi si raccolgono a mano per tutta la primavera e l’autunno, poichè la pianta produce i boccioli a ciclo continuo. Si predilige raccogliere quelli più piccoli in quanto sono quelli che diverranno più saporiti. Poi si essiccano al sole, si salano per eliminare l’amaro e si sciacquano. Solo dopo si conservano in scatole o cassette al riparo dall’umidità dalla luce e dalla polvere, sotto sale o sotto aceto. Anche i piccoli frutti possono essere raccolti e conservati in salamoia. Prendono il nome di cuncunci. La radice, invece, si estirpa prima della comparsa dei fiori, quando cioè è ricca di sostanze destinate al fiore prima e al frutto poi.

Proprietà e uso nella storia

Da oltre duemila anni i boccioli chiusi della pianta del cappero, i capperi appunto, vengono utilizzati come condimento in cucina. Lo ritroviamo citato in testi dei più famosi edotti dell’antica Grecia e Roma: Ippocrate, Teofrasto, Dioscoride e Plinio il vecchio. I romani li utilizzavano insieme all’aceto (in cui erano stati conservati) per trattare le ferite. Univano, infatti, l’intrinseca proprietà disinfettante dell’aceto a quella cicatrizzante del cappero. Un tempo i medici impiegavano la scorza della radice, ritenendola diuretica, tonica e antispasmodica; la prescrivevano anche contro malattie del fegato e della milza, negli stati depressivi e nelle paralisi. Un infuso preparato con radici di cappero e germogli giovani era utilizzato in medicina popolare per alleviare i reumatismi. Principi attivi Contiene saponina, sali, olio essenziale, pectine, resine, bioflavonoidi, quercetina, rutina e capparidina, un glucoside con proprietà astringente, esclusivo della pianta del cappero. Sono presenti anche diverse vitamine, quali la A, B1 e B2, insieme all’acido pantotenico e ascorbico.

Benefici e avvertenze

È una pianta molto poco utilizzata in fitoterapia e nella medicina popolare. Viene indicata come diuretica, digestiva ed epatoprotettiva. La tradizione popolare la consiglia nella scarsità dei succhi gastrici e nell’atonia dello stomaco e dell’intestino sia per aumentarne il “tono”, sia per stimolare l’appetito. Molto efficace nelle difficoltà di orinazione e in alcune cistiti, così come nelle insufficienze renali e nei disturbi della milza. E’ un buon depuratore degli ossalati, antigottoso, antispasmodico intestinale, antivomitivo, vasocostrittore e depurativo. Contro i disturbi dei capillari (couperose) si applicano invece compresse di infuso di boccioli freschi. In nord Africa, i berberi hanno elaborato una sorta di crema contro l’invecchiamento e contro l’aridità della pelle, mischiando i capperi con del miele. Prodotti in commercio I capperi per uso culinario. Quasi impossibile trovare la corteccia della radice. Data la sua diffusione, in tal caso è possibile procurarsela da soli. Controindicazioni Nessuna controindicazione nota. Avvertenze Nessuna.

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Domande frequenti

  • Perché i capperi crudi sono immangiabili e come si trasformano?
    I boccioli floreali del cappero, raccolti allo stato fresco, presentano un sapore amarissimo e privo di carattere gustativo. Per renderli commestibili e dotarli del tipico sapore pungente e sapido, devono subire un processo di conservazione. Tradizionalmente, i capperi vengono essiccati al sole per ridurre l'umidità, quindi salati per eliminare l'eccesso di amaro e conservarli. Successivamente, prima del consumo, vanno accuratamente sciacquati per togliere il sale in eccesso. In alternativa, possono essere conservati sott'aceto, tecnica che ne acidifica il gusto rendendolo gradevole. Senza questi passaggi di lavorazione, il cappero rimane inutilizzabile in cucina.
  • Quali sono le principali proprietà fitoterapiche della radice di cappero?
    Nella medicina tradizionale, la parte utile a scopo terapeutico è la corteccia della radice, non i boccioli usati in cucina. La radice è riconosciuta principalmente per le sue proprietà diuretiche, utili per favorire l'eliminazione dei liquidi e depurare l'organismo dagli ossalati. Ha inoltre azione epatoprotettiva, sostenendo la funzionalità del fegato, e digestiva, stimolando l'appetito e migliorando la motilità intestinale in casi di atonia. Viene tradizionalmente impiegata anche come antispasmodico per alleviare crampi addominali e come agente antigottoso, aiutando a contrastare l'accumulo di acido urico. L'infuso di radici è spesso consigliato per supportare la salute renale e splenica.
  • Come si coltiva il cappero in giardino o in vaso?
    Il cappero ama il caldo e il sole pieno, prosperando in terreni calcarei, sabbiosi e ben drenati, tipici delle zone mediterranee. È fondamentale evitare ristagni idrici: le annaffiature devono essere scarse e limitate ai periodi di siccità prolungata. Per la moltiplicazione, si possono usare semi (semina in autunno nelle zone calde, in vaso protetto in quelle fredde) oppure talee semilegnose o divisione dei polloni radicali dopo la fioritura. Se coltivato per la produzione di capperi, è consigliabile concimare il terreno prima della semina e due volte l'anno successivamente. Nelle zone più fredde, la pianta va protetta dal gelo invernale, specialmente se coltivata in contenitori mobili.
  • Esistono utilizzi cosmetici o topici del cappero?
    Sì, il cappero trova applicazione anche nella cura della pelle. In Nord Africa, i Berberi preparano una crema anti-invecchiamento e idratante mescolando i capperi con miele, sfruttando le proprietà nutritive e antiossidanti della pianta. Inoltre, per problemi cutanei specifici come la couperose (rossore e fragilità capillare), si consiglia l'applicazione locale di compresse imbevute nell'infuso concentrato di boccioli freschi. Questa pratica aiuta a rinforzare i capillari superficiali e a calmare l'infiammazione della pelle. Grazie alla presenza di flavonoidi e vitamina C, il cappero contribuisce al mantenimento dell'integrità vascolare e alla protezione dai danni ambientali.
  • Cosa sono i 'cuncunci' e come si differenziano dai capperi?
    I 'cuncunci' sono i piccoli frutti della pianta del cappero, ovvero le bacche ovali che si formano dopo la fecondazione dei fiori. A differenza dei capperi, che sono i boccioli floreali non aperti, i cuncunci rappresentano lo stadio successivo dello sviluppo vegetale. Hanno un sapore diverso, generalmente meno intenso ma comunque aromatico, e possono essere raccolti e conservati in salamoia proprio come i capperi. Sono considerati una prelibatezza in alcune cucine tradizionali, offrendo una variante di gusto rispetto al classico cappero, mantenendo però le stesse modalità di conservazione e preparazione per renderli commestibili e gradevoli al palato.

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