Piante aromatiche

Cartamo

È un’erba annuale, della famiglia delle Asteracee, il cui nome Carthamus tinctorius L., fu dato a questa specie da Linneo in riferimento al suo antico utilizzo come colorante.

di Redazione

14 novembre 2012

Caratteristiche della pianta

Il nome Carthamus tinctorius L., fu dato a questa specie da Linneo in riferimento al suo antico utilizzo come colorante. È chiamato anche cartamo, cardo capraio, cardone o zafferanone. È un’erba annuale, della famiglia delle Asteracee, che raggiunge anche 1,5 metri di altezza. La radice è fittonante, fusiforme, con numerosi radichette laterali filiformi. Le foglie sono alterne e sessili, e avvolgono quasi completamente il caule. Quelle superiori presentano delle spine, assenti invece in quelle inferiori. I fiori, tutti tubulosi gialli - arancio, sono riuniti in capolini solitari a corolla gamopetala. La loro fioritura varia tra agosto e settembre. Grazie alla loro colorazione, e alla capacità colorante, sono usati per ravvivare i colori dei cibi e come sofistificante per lo zafferano. Il frutto è un achenio, lucido e ovoidale.

Coltivazione e origine

La sua origine è sconosciuta, ma ha un’ampia diffusione che va dalla pianura alla collina, correndo per tutta l’Europa e in Asia, per lo più in India e Cina. In Africa è coltivato nelle zone mediterranee. Molto comune anche negli Stati Uniti Occidentali e in Cile. Allo stato spontaneo si può trovare in luoghi aridi e soleggiati, ruderi, terreni sassosi, ma anche campi coltivati. In coltivazione, per ottenere una maggiore resa, è preferibile sfruttare i terreni argillosi, con buona struttura, ma che siano esenti da ristagni idrici. Il pH deve essere neutro o al massimo poco alcalino. Come concimazione abbisogna di molto potassio e azoto a copertura, mentre sono bassi i fabbisogni di fosforo. L’alta salinità è tollerata, ma questa riduce notevolmente la quantità di olio nei semi. A paragone, il cartamo tollera la stessa salinità dell’orzo. Di solito è seminato alla fine di aprile o all'inizio di maggio. Questa coltura ha difficoltà se piantata dopo maggio (solitamente scende la resa di olio). Le giovani piantine emergono in 8 a 15 giorni. Nei campi coltivati a zafferanone non è improbabile che crescano delle erbacce. Queste si sviluppano più velocemente della nostra coltivazione, quindi sarà possibile falciarle, altresì è possibile utilizzare dei diserbanti adatti alla specie infestante. Parti utilizzate Le parti utilizzate sono i fiori e i semi. I fiori, che vengono raccolti in agosto-settembre, sono usati per estrarre un colorante, la cartamina, usata per colorare gli alimenti. I semi, raccolti a settembre-ottobre, sono usati per estrarre un olio essenziale usato per lo più nell’industria farmaceutica. Tecniche di raccolta La raccolta viene effettuata con mietitrebbiatrici. Per evitare l'intasamento della macchina dai residui vegetali, la velocità di setacciamento deve essere maggiore di quella utilizzata per i grani piccoli. La velocità dell'aria per il soffiaggio, invece, dovrebbe essere sufficiente per rimuovere i soli semi vuoti, la paglia.

Proprietà e uso nella storia

Pare che il Carthamus tinctorius venisse sfruttato dagli antichi Egizi per tingere le bende delle mummie. L'azione colorante dei suoi fiori è stata sfruttata da sempre per la tintura degli abiti. Principi attivi Tra i suoi composti troviamo diverse sostanze amare, un olio essenziale volatile, resine, molti grassi, gomme, sali organici e pure la vitamina E. L’olio essenziale è ricco di acidi insaturi, soprattutto linoleico 75% e oleico 10%. Quantità paragonabili al mais, alla soia, agli arachidi e addirittura all’olio di oliva, che ne farebbero un ottimo sostituto.

Benefici e avvertenze

Tinteggiatura È principalmente utilizzato per la tintura della seta, dove si sfruttano le due colorazioni possibili, il giallo e il rosso, con quest’ultima più pregiata, che da la possibilità di creare varie sfumature di rosa e scarlatto. Cosmetica Mescolandolo con la polvere di talco, si sfrutta il suo colorante rosso per la formazione della nota sostanza chiamata “rouge”, molto sfruttata in campo cosmetico per la produzione di rossetti e fondo tinta. Lassativo – diaforetico I fiori sono la parte utilizzata per avere un’azione lassativa e diaforetica. Nell’uso domestico, questi fiori sono utilizzati per la cura dei bambini e dei neonati. In modo particolare per il morbillo e la febbre. Per l’azione diaforetica si usa l'infuso caldo di 14 grammi di fiori messi in mezzo litro di acqua molto calda (non bollente altrimenti si fa un decotto). Come azione topica risulta utile nel trattamento delle dermatiti ed degli eczemi della pelle. Calmante A volte è anche stato utilizzato per il suo effetto calmante nei casi di isteria, come quello associato a clorosi. Lenitivo I semi polverizzati vengono trasformati in un impiastro e poi sono utilizzati per alleviare le irritazioni dei capezzoli, o del seno più in generale, durante e dopo l’allattamento. Anti ittero I fiori di questa pianta sono utili per regolare la quantità di bilirubina nel sangue e quindi limitare l'itterizia. Alimentare In campo alimentare viene spesso utilizzato come colorante naturale per ravvivare i colori degli alimenti, delle bibite e dei liquori. Per l’alto contenuto di acidi insaturi e per la sua termostabilità sarebbe un ottimo olio da cucina per tutti i tipi di frittura, dalle patatine al frittura di pesce. Pur risultando uno tra i più sani, il suo utilizzo in questa maniera rimane improponibile perchè risulta avere un costo troppo elevato. Industriale Al pari dell’olio di colza, potrebbe sostituire il carburante per le auto, ma anche in questo caso non sarebbe economicamente vantaggioso. Sempre poi petrolieri e Governo permettendo… Zootecnica Ciò che rimane dopo l'estrazione dell’olio, è utilizzato come integratore proteico per il cibo degli animali: contiene circa il 24% di proteine e fibre. I semi sono anche utilizzati per la produzione di mangimi per volatili. Prodotti in commercio Sono pochi i prodotti in commercio, ma si possono trovare polveri, spesso spacciate per zafferano. In filtri per infusi, più che altro per dare colore alla bevanda. Controindicazioni Non sembra avere controindicazioni. Avvertenze Spesso utilizzato per sostituire o adulterare lo zafferano (Crocus sativa L.), poiché dona un ugual colore giallo, ma da solo risulta essere senza sapore.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra lo zafferano vero e il cartamo?
    Il cartamo (Carthamus tinctorius) viene spesso confuso con lo zafferano (Crocus sativus) perché entrambi conferiscono una colorazione gialla intensa alle pietanze. Tuttavia, il cartamo è privo del caratteristico aroma e sapore dello zafferano, fungendo principalmente da colorante economico. Mentre lo zafferano è uno spezia pregiata e costosa, il cartamo è un'erba annuale delle Asteracee, noto storicamente anche come 'zafferanone' proprio per questa somiglianza visiva. È fondamentale distinguere le due piante: il cartamo non possiede le proprietà organolettiche uniche dello zafferano autentico.
  • A cosa serve l'olio estratto dai semi di cartamo?
    L'olio di semi di cartamo è ricco di acidi grassi insaturi, in particolare acido linoleico (circa il 75%) e acido oleico, rendendolo nutriente quanto l'olio d'oliva o di soia. Sebbene sia tecnicamente adatto alla cottura e alla frittura grazie alla sua stabilità termica, il suo alto costo lo rende attualmente poco competitivo rispetto ad altri oli alimentari comuni. Oltre all'alimentazione, l'olio trova impiego nell'industria farmaceutica e cosmetica. Storicamente, i semi macinati erano usati anche come impasto lenitivo per le irritazioni cutanee, specialmente durante l'allattamento.
  • Come si utilizzano i fiori di cartamo a scopo terapeutico?
    I fiori secchi di cartamo sono tradizionalmente impiegati per preparare infusi caldi, agendo come diaforetico e lassativo. Una preparazione tipica prevede l'infusione di 14 grammi di fiori in mezzo litro di acqua calda (senza farla bollire per non trasformarla in decotto). Questo rimedio era storicamente usato per favorire la sudorazione in caso di febbre o morbillo nei bambini. Inoltre, l'azione topica dei fiori è indicata per trattare dermatiti ed eczemi, mentre le proprietà antitterogene aiutano a regolare i livelli di bilirubina nel sangue, supportando la funzionalità epatica.
  • Esistono controindicazioni o rischi nell'uso del cartamo?
    In generale, il cartamo non presenta gravi controindicazioni documentate quando usato nelle dosi tradizionali. Tuttavia, bisogna prestare attenzione alla qualità del prodotto acquistato: il cartamo è frequentemente utilizzato per adulterare lo zafferano, offrendo un colore simile ma nessun beneficio reale. Chi cerca specifiche proprietà curative dello zafferano potrebbe rimanere deluso dall'effetto placebo nullo. Inoltre, come per molte piante officinali, è consigliabile consultare un professionista prima di usarlo durante la gravidanza o l'allattamento, sebbene il testo non segnali tossicità diretta. La cautela è d'obbligo per evitare scambi involontari con altre spezie.

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