Piante aromatiche

Eucalipto

L’Eucalyptus globulus Labill. è una delle piante più conosciute sia perché molto diffuse anche in Italia perché dalle sue foglie si estrae un olio essenziale dalla caratteristica fragranza balsamica.

di Redazione

12 gennaio 2013

Caratteristiche della pianta

L’Eucalyptus globulus Labill. è una delle piante più conosciute sia perché molto diffuse anche in Italia perché dalle sue foglie si estrae un olio essenziale dalla caratteristica fragranza balsamica. Il suo nome deriva dal greco e richiama la copertura del calice con un opercolo (eu = bene; calyptos = coperto); mentre globulus indica la forma tondeggiante del fiore. È una pianta massiccia della famiglia delle Mirtaceae, che può arrivare a raggiungere l’altezza di 150 metri (con base fino ai 30 metri di circonferenza) con il suo tronco eretto, di colore grigiastro esternamente, giallognolo internamente. Le foglie sono opposte, persistenti, picciolate (sessili negli esemplari giovani) e lungamente lanceolate. Presentano un margine intero e una superficie coriacea, un colore verde scuro e in controluce si possono notare dei piccoli puntini scuri, che sono le tasche schizolisigene che contengono l’essenza balsamica. Nelle foglie vecchie queste tasche risaltano sulla superficie della pagina della foglia. I fiori sono bianchi o leggermente rosati, crescono all’ascella delle foglie a cui sono attaccati tramite un breve peduncolo. Hanno un calice a 4 denti, ma non presentano la corolla. I boccioli floreali formano una specie di urna, una sorta di cappuccio, che scompare al fiorire, lasciando apparire numerosi stami. Il frutto, a cui rimane attaccato il calice, è una capsula legnosa, quadrangolare, che si apre solo all’apice, sprigionano il caratteristico odore. I semi sono piccoli e numerosi, di colore nero o brunastro, irregolarmente compressi.

Coltivazione e origine

È una albero originario dell’Australia, quindi si può dire di recente scoperta. Però è già diffuso in molte parti del mondo grazie alla sua capacità di acclimatarsi nelle regioni temperate: Europa meridionale, Sud America, ma anche California e Indocina. In Italia la sua diffusione è stata facilitata dalla falsa credenza che fosse un albero capace di bonificare naturalmente le zone paludose, data la sua avidità per l’acqua. Essendo una pianta proveniente da un paese particolarmente caldo, teme il freddo. Non ha particolari esigenze di terreno, ma predilige quelli paludosi o acquitrinosi. Spesso usato come albero frangivento per la sua rapida crescita, anche se svolge bene quel compito non è di certo la scelta migliore in quando tende ad impoverire il terreno, soprattutto di acqua. Parti utilizzate Si utilizzano le foglie delle piante ormai adulte, in quanto l’olio essenziale che se ne ricava risulta essere uguale da pianta a pianta, mentre nei giocavano esemplari, questo tende ad avere diverse percentuali dei componenti, prima di stabilizzarsi. Tecniche di raccolta Le tecniche di raccolta prevedono il taglio dei rami sui quali ci sono le foglie, che poi vengono staccate una ad una. Nell’operazione bisogna far attenzione a non rompere le foglie, o almeno il meno possibile, dato che in questa maniera si perde dell’essenza. Le foglie poi vanno lavorate con un distillatore in corrente di vapore per estrarne l’olio essenziale contenuto nei granuli intrafogliari. La sua presenza è quella di un liquido chiaro, da incolore a giallo paglierino, con un intenso e acre odore di eucaliptolo.

Proprietà e uso nella storia

Gli aborigeni australiani masticavano le radici di eucalipto per dissetarsi, dato il loro alto contenuto in acqua. A metà ‘800 circa, un equipaggio di una nave al largo delle coste australiane si ammalò, mostrando tra i sintomi una febbre alta. Vennero curati con infusi di eucalipto, e cosi in Europa si sparse la notizia che era febbrifugo. Ai primi del ‘900 era diffuso l’uso della pianta come febbrifugo, oltre che astringenti ed emostatiche, in modo particolare contro la malaria. Un esempio di ciò sono i padri trappisti che ne piantarono circa 200 mila nella vecchia zona di Roma chiamata “La Tomba di Roma” (perché infestata da casi di malaria), nei pressi della abbazia delle Tre Fontane, sulla via Laurentina. descrizione dei componenti La principale molecola dell’olio essenziale estratto dall’eucaliptus è 1-8 cineolo, ribattezzato eucaliptolo, che arriva a superare anche il 70% del contenuto. Si trovano anche monoterpeni e sesquiterpeni, come α e β pinene, canfene, globulolo; composti aldeidici come l’aldeide butirrica, l’aldeide valerianica e l’aldeide capronica; flavonoidi (rutina e quercetina), fitosteroli, acido glicolico, acido glicemico, acido ursolico, acido oleanolico e caffeico.

Benefici e avvertenze

Effetti e proprietà Espettorante L’azione principale e più conosciuta dell’eucaliptus è quella espettorante, balsamica. Viene frequentemente usato nelle affezioni delle vie respiratorie con o senza presenza di catarri, come nelle faringiti, bronchiti, raffreddori, riniti e asma.. Antibatterica La presenza dell’eucaliptolo conferisce anche una azione antibatterica, che si esplica negli stati infiammatori interni sia a livello bronchiale, unitamente all’azione espettorante – balsamica, ma anche al livello urogenitale. Sotto forma di pomate o olio diluito è efficace anche contro dermatiti e disinfezione generale della cute, lasciando poi una piacevole sensazione di freschezza. Prodotti in commercio In commercio è molto diffuso l’olio essenziale, che ricordiamo prima di essere utilizzato deve essere diluito. All’olio essenziale seguono, per utilizzo, gli alcoolati, gli estratti molle e fluido e la tintura. Poco usate le foglie triturate per infusi e tisane. E se anche non si dovessero trovare, vista l’ampia diffusione sul territorio di questa pianta, si possono facilmente andare raccogliere. Controindicazioni Non assumere se si sta seguendo una terapia ipoglicemizzante in quanto potrebbe andare a interferire sull’azione. Avvertenze Ad alte dosi e non diluito, l’olio essenziale risulta essere tossico e può portare a nausea, vomito, vertigini, ma anche dermatiti. L’ingestione di dosi superiori a 30 ml ha portato ad alcuni casi di morte.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici dell'eucalipto per le vie respiratorie?
    L'eucalipto è renowned principalmente per la sua potente azione espettorante e balsamica, ideale per contrastare le affezioni delle vie respiratorie. Grazie all'alta concentrazione di eucaliptolo (1-8 cineolo), aiuta a sciogliere il catarro e alleviare i sintomi di faringiti, bronchiti, raffreddori, riniti e asma. Inoltre, possiede spiccate proprietà antibatteriche che agiscono sugli stati infiammatori a livello bronchiale, offrendo un sollievo rapido e naturale durante i periodi freddi o in caso di infezioni lievi.
  • Come si utilizza correttamente l'olio essenziale di eucalipto?
    L'olio essenziale di eucalipto è estremamente concentrato e non va mai assunto puro o applicato direttamente sulla pelle non diluito, poiché può risultare tossico. Per l'uso topico, deve essere necessariamente diluito in un olio vettore o utilizzato sotto forma di pomate specifiche. Può essere impiegato per disinfettare la cute, trattare dermatiti o creare una sensazione di freschezza. Per le vie respiratorie, il metodo più sicuro è l'inalazione dei vapori o l'uso di diffusori ambientali, evitando sempre l'ingestione diretta senza supervisione medica.
  • Ci sono controindicazioni o rischi specifici nell'uso dell'eucalipto?
    Sì, l'uso dell'eucalipto richiede cautela. Non deve essere assunto da chi segue terapie ipoglicemizzanti, poiché potrebbe interferire con l'azione dei farmaci. L'olio essenziale, se ingerito ad alte dosi o non diluito, è tossico e può causare nausea, vomito, vertigini e dermatiti; l'ingestione di quantità superiori ai 30 ml è stata associata a casi fatali. Inoltre, l'albero, pur essendo utile come frangivento, tende ad impoverire il suolo sottraendo molta acqua, quindi va coltivato con consapevolezza ecologica.
  • Da dove proviene l'eucalipto e perché è così diffuso in Italia?
    Originario dell'Australia, l'Eucalyptus globulus è stato introdotto in Europa nel XIX secolo. La sua ampia diffusione in Italia, specialmente nelle zone costiere e temperate, nasce dalla falsa credità ottocentesca che potesse bonificare le zone paludose dalla malaria grazie alla sua forte avidità di acqua. Sebbene abbia contribuito a prosciugare alcune aree, oggi è apprezzato soprattutto per le sue foglie, da cui si estrae l'olio essenziale, e per la sua rapida crescita come pianta ornamentale o frangivento.

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