Piante aromatiche

Isoppo

L’issopo, Hyssopus officinalis L., è una pianta un po’ contraddittoria nel panorama erboristico. Ampiamente utilizzata nella medicina popolare, ma dagli studi scientifici non risulta confermata la sua efficacia, con l’unica esclusione di essere tossica ad alte dosi.

di Redazione

12 febbraio 2013

Generalità della pianta

L’issopo, Hyssopus officinalis L., è una pianta un po’ contraddittoria nel panorama erboristico. Ampiamente utilizzata nella medicina popolare, ma dagli studi scientifici non risulta confermata la sua efficacia, con l’unica esclusione di essere tossica ad alte dosi, che possono anche essere letali se superiori ai due grammi. Hyssopus officinali è una pianta polimorfa della famiglia delle Labiate. Comunemente nota con il nome di Issopo; nelle accezioni regionali viene definita come isopiglio, pericò, soleggio, ippese, erba sopu, erba ssopu, locasi. Anche all’estero ha nomi assonanti a quello latino, e ovviamente italiano: hyssope in francese, hyssop in inglese, ysop in tedesco mentre gli spagnoli la chiamano hisopo. La pianta perenne si presenta come un suffrutice in parte legnoso, con un radice corte ma robusta e fibrosa. Il corto fusto legnoso è caratterizzato dalla presenza di numerosi rami che dalla base si innalzano fino circa 60 centimetri, con la parte basale legnosa mentre quella superiore si presenta flessibile. Le foglie sono disposta in maniera opposta, dalla cui ascella spuntano altre due foglioline, decisamente più piccole. Sono foglie sessili e intere, lanceolate e prive di peluria, con un margine intero ma leggermente revoluto. Caratterizzate anche da un deciso ma gradevole odore. A fioritura, presenta lunghi spicastri terminali e unilaterali dove sono inseriti moltissimi piccoli fiorellini di colore blu violaceo, anche se occasionalmente possono essere bianchi-rosati. La struttura dei fiori è bilabiata con il labbro superiore a due lobi e l’inferiore a tre. Il calice, gamosepalo, presenta delle striature in rilievo e 5 denti terminali. I quattro stami sono uniti a due a due, didinami, con le antere a quattro logge. Il frutto è un tetra achenio ovoidale.

Origine e coltivazione

Ha un’origine non determinata, dato che è sempre esistita un po’ ovunque. La ritroviamo spontanea o coltivata in tutta l’area mediterranea, da altezze che fanno dal submontano al montano, ma bisogna considerare che con l’aumento dell’altitudine, diminuisce la resa in olio essenziale che è possibile ricavare. Facendo parte della famiglia delle labiate, preferisce terreni calcarei ed asciutti, che siano ben esposti al sole, anche durante le caldi estati. La presenza di terreni sassosi non è un problema che le impedisce di crescere, mentre lo può essere un terreno troppo argilloso, che tende a trattenere acqua e formare ristagni idrici. Poco esigente in concimazione, si consiglia però di apportare un leggero aiuto alle piante con del concime organico in primavera e di irrigare almeno una volta dopo il taglio. Parti utilizzate Si utilizzano le foglie e i fiori, che vengono raccolti poco prime e durante la fioritura, tra luglio e agosto. tecniche di raccolta Si raccolgono le parte aeree e parti di rami con uno sfalcio che arriva a 15 cm da terra. In questa maniera si pota anche la pianta aiutandola per la ricrescita. Successivamente si passa il tutto in un formo, che oltre a dare un primo passaggio di essiccamento, permette poi una più facile separazione, a mano o con delle macchine, di fiori e foglie dai rami. Dopodichè si procede con un ulteriore passaggio nel forno per terminare l’essiccazione.

Proprietà e uso nella storia

Curiosamente troviamo tracce storiche dell'uso dell'isoppo nella Bibbia, esattamente nel Levitico 14:2-4, dove viene indicata come pianta da utilizzare nella cura dei lebbrosi. “Questa è la legge da applicare per il lebbroso per il giorno della sua purificazione. Egli sarà condotto al sacerdote. Ordinerà che si prendano, per la persona da purificare, due uccelli vivi, mondi, legno di cedro, panno scarlatto e issopo”. Descrizione dei principi attivi Il profumo dell’issopo deriva dal particolare olio essenziale che contiene,dove prevalgono sostanze chetoniche terpeniche come il pinocanfone el’isopinocanfone, oltre al pinene, canfora, tujone e issopina, una molecola molto simile alla esperidina, un vasoprotettore che si trova nella buccia degli agrumi e dal quale deriva la neoesperidina, un dolcificante semiartificiale. La qualità di quest’olio varia a seconda della subspecie coltivata ( indiana, canadese o francese). Tra gli altri componenti troviamo tannini, diosmina e tracce di silice.

Benefici ed avvertenze

Tonico stomachico – digestivo La leggera presenza dei tannini donano all’issopo un sapore amaro che stimola la fame nei casi di inappetenza ma che aiuta lo stomaco anche nei momenti di particolare difficoltà digestiva, come nelle dispepsie. Antitussivo – espettorante Nelle affezioni delle vie respiratorie, in modo particolare dopo gli attacchi influenzali, quando l’organismo comincia produrre catarro e di conseguenza attacchi tossivi per eliminarlo, l’issopo risulta utile nell’attenuare i colpi di tosse. Inoltre esplicherebbe anche un’azione espettorante nelle affezioni bronchiali. Disinfettante cavità orale In soluzione alcolica o idroalcolica è possibile applicarlo per la disinfezione della bocca e gola, tramite gargarismi, anche in presenza di piccole ferite come morsicature o bruciature dovute a disattenzione nel mangiare. Disinfettante esterno L’azione disinfettante si può sfruttare anche per uso esterno, per le ferite delle pelle, ma sempre quando queste sono sempre di piccole dimensioni. liquoristica Largamente usato nelle miscele di erbe per la creazione di liquori per la sua tonalità di amaro. In modo particolare per la preparazione dei vermounths. Prodotti in commercio Le forme che si trovano in commercio sono quasi esclusivamente estratti. Poco diffuse sono invece le parti essiccate e triturate in solitario, mentre è più probabile che entrino a far parte nella formulazione di miscele per infusi. Sciroppo e estratto fluido sono i più comuni. Lo sciroppo molto pratico per l’uso antitussivo ed espettorante, mentre l’estratto fluido trova una sua migliore applicazione nella disinfezione come collutorio e stomachico. Controindicazioni È una pianta controindicata alle gestanti e chi ha stati infiammatori in atto. Avvertenze La pianta può provocare tremori e convulsioni, in modo particolare l’utilizzo dell’olio essenziale. A dosi superiori di 2 grammi può risultare nociva. Utilizzare la pianta solo sotto controllo medico, in caso contrario preferire altre piante con medesima azione, ma non potenzialmente nocive.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici terapeutici attribuiti all'issopo?
    L'issopo è tradizionalmente utilizzato principalmente come tonico stomachico e digestivo, grazie ai tannini che stimolano l'appetito e facilitano la digestione in caso di dispepsia. Un altro impiego comune riguarda le vie respiratorie: agisce come antitussivo ed espettorante, aiutando a ridurre la tosse e favorire l'eliminazione del catarro dopo infezioni influenzali. Inoltre, le sue proprietà disinfettanti lo rendono utile per gargarismi nella cura di gengiviti, mal di gola o piccole ferite orali, nonché per la disinfezione esterna di lievi lesioni cutanee.
  • È sicuro assumere issopo durante la gravidanza o l'allattamento?
    No, l'assunzione di issopo è assolutamente sconsigliata durante la gravidanza. La pianta contiene composti attivi, in particolare nell'olio essenziale, che possono provocare contrazioni uterine e presentare rischi tossici. Inoltre, è controindicata in presenza di stati infiammatori acuti. Data la potenziale pericolosità, specialmente ad alte dosi, non dovrebbe mai essere utilizzata senza il rigoroso controllo medico. Per le donne in stato interessante o in allattamento, è preferibile optare per rimedi naturali alternativi privi di questi rischi.
  • Quali sono i sintomi di intossicazione da issopo e qual è la dose massima sicura?
    L'issopo diventa tossico a dosi elevate, con un limite critico stabilito intorno ai due grammi. Superare questa quantità può causare effetti neurologici gravi, inclusi tremori, convulsioni e, nei casi più severi, persino il decesso. L'olio essenziale è particolarmente concentrato e pericoloso. Pertanto, l'uso della pianta deve avvenire esclusivamente sotto supervisione medica qualificata. Chiunque presenti sensibilità individuale o condizioni pregresse dovrebbe evitare il suo utilizzo, preferendo altre erbe dalle azioni simili ma dal profilo di sicurezza nettamente superiore.
  • Come si riconosce l'issopo e quali sono le sue caratteristiche botaniche?
    L'issopo (Hyssopus officinalis) è una pianta perenne della famiglia delle Labiate, alta fino a 60 cm, con fusti legnosi alla base e ramificati. Presenta foglie opposte, lanceolate, intere e prive di peluria, dotate di un aroma forte e gradevole. I fiori, tipici delle labiate, sono piccoli, bilabiati e generalmente di colore blu-viola, talvolta bianco-rosati, riuniti in spighe terminali. Cresce spontaneamente nell'area mediterranea prediligendo terreni calcarei, asciutti e ben esposti al sole, resistendo bene anche in ambienti sassosi.
  • In quali forme commerciali si trova l'issopo e come va assunto?
    In commercio l'issopo si trova prevalentemente sotto forma di estratti fluidi, sciroppi o come ingrediente in miscele per infusi, essendo raro trovarne le parti essiccate in forma pura. Gli sciroppi sono ideali per l'uso expectorante e antitussivo, mentre gli estratti fluidi sono spesso impiegati come collutori diluiti per la disinfezione orale o come stomachici. Data la variabilità della concentrazione attiva, soprattutto negli estratti, è fondamentale seguire attentamente i dosaggi indicati sulla confezione o prescritti dal professionista sanitario per evitare sovradosaggi.

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