Piante aromatiche

Lippia

E' una pianta che attraverso le sue foglie emana un inteso odore di limone. Conosciuta anche con i nomi di limoncina, verbena odorosa (da non confondere con la Verbena, erba luigia e maria luisa.

di Redazione

15 novembre 2012

Caratteristiche della pianta

La Lippia citriodora Kuntze, della famiglia delle Verbanacee, è una pianta che, se vengono sfregate le sue foglie, emana un inteso odore di limone. È conosciuta anche con i nomi di limoncina, verbena odorosa (da non confondere con la Verbena officinalis, detta semplicemente verbena), erba luigia e maria luisa. È un arbusto, che può arrivare all’altezza di due metri e mezzo, grazie al suo fusto, che da giovane è verde e flessibile, il che gli conferisce un portamento quasi prostrato, ma quando invecchia diventa legnoso e gli permette di sollevarsi da terra in maniera arbustiva. Le foglie, che sono sessili, si trovano inserite in verticilli di tre o quattro ciascuno, ovvero a gruppi di tre foglie sullo stesso punto del fusto. Tutte sono sessili, lanceolate e ruvide al tatto in quanto nella lamina sono inseriti una sorta di granuli contenenti le gocciole di olio essenziale. Quelle che tramite sfregamento si rompono ed emanano il profumo di limone. In estate, sui vertici degli steli, spuntano delle infiorescenze a spiga, nelle quali sono inseriti dei fiorellini bianchi violacei, a volte totalmente viola, di forma tubulosa. La corolla è bilabiata con il labbro superiore a due lobi, mentre quello inferiore è trifido. Il frutto è una drupa secca con due logge, contenenti i piccoli semi nerastri.

Coltivazione e origine

La lippia è originaria del sud America, e più precisamente del Cile, Perù e Argentina. Fu scoperta dai conquistatori spagnoli nel XVIII secolo, ma solo nel 1780 circa si è acclimatata alle nostre condizioni atmosferiche, più esattamente a quelle del bacino mediterraneo, lungo le coste della Spagna, Italia e Grecia. Da noi è diffusa per lo più nelle regioni centro-meridionali, dove le temperature sono più miti anche in inverno. È una pianta che non tollera le basse temperature e vuole sempre la presenza del sole per riscaldarla. Un terreno drenante, soffice e leggero, composto da torba, terriccio e pomice è un buon substrato per coltivarla. Non bisogna dimenticare di aggiungere anche un poco di fertilizzante a base di azoto o potassio. Lo si può fare mescolato già alla terra, ma è meglio se viene somministrato assieme all’acqua. Se si parte dal seme, bisogna che la temperatura non sia inferiore ai 15 gradi, e la lenta crescita farà si che si potrà porla in campo solamente alla fine del primo anno-inizio secondo. Più facile la propagazione per talea poiché ha un radicamento più facile. Parti utilizzate Della Cedrina si raccolgono le foglie nei mesi tra luglio e ottobre; il loro utilizzo avviene sia da fresche che da secche, e in questo caso l’essicazione va fatta all’aria aperta ma all’ombra, altrimenti si rischia che si rovi l’olio essenziale in esse contenuto. Tramite distillazione in corrente di vapore, dalle foglie si può estrarre l’olio essenziale aromatico (sempre al sentore di limone). tecniche di raccolta La raccolta si effettua cercando di sfregare le foglie il meno possibile per non perdere le essenze. A volte si riesce anche ad effettuare due tagli all’anno: uno poco prima della fioritura e l’altro ad inizio dell’autunno, prima che la pianta vada in riposo vegetativo.

Proprietà e uso nella storia

L’infuso delle foglie, in passato, veniva aggiunto all’acqua per lavare i pavimenti nelle case di tolleranza clandestine ed eliminare eventuali olezzi. Altro tipico uso della cedrina, ancora oggi utilizzato da molte industrie, è quello di usare la sua tipica fragranza al limone per la creazione di saponi profumati al limone o sacchetti deodoranti per armadi ed ambienti. Principi attivi La composizione dell'olio essenziale è alquanto simile a quello estratto da molte altre piante aromatiche. L’analisi strumentale ci dice che sono presenti il citrale, il limonene, alcol terpenici quali linalolo, terpineolo geraniolo, sesquiterpeni; il più abbondante è il cariofillene. Flavonoidi (salvigenina, eupafolina, ispidulina) e acidi idrossicinnamici come l’acido rosmarinico, completano il quadro dei composti.

Benefici

Digestiva La Lippia è molto utilizzata nella preparazione delle tisane rilassanti e digestive. Il suo sapore al limone, dolce ma non aspro come l’agrume, conferisce un gusto molto gradito e ricercato. Spesso si utilizza per fare un liquore. Oppure si aggiunge in modo fraudolento al limoncello per correggerne il gusto di limone. Carminativa La particolare composizione dell’olio della Lippia, permette il suo impiego nei casi di earogastria e meteorismo in quando riesce a far assorbire e limitare i gas nell’apparato digestivo a partire dallo stomaco fino all’intestino. Contro l’alitosi Come infuso di foglie secche o fresche si può utilizzare per fare i gargarismi per eliminare alitosi. Rilassante L’olio essenziale è indicato per ridurre lo stress e la stanchezza mentale. Basta porne alcune gocce in un bagno profumato oppure mettere il contenitore aperto nella doccia (in modo tale che il calore lo faccia evaporare) che subito si sarà pervasi da una gradevole sensazione di leggerezza e riposo. Insaporente L’uso in cucina è ormai assai diffuso. Usato per insaporire olio o aceto, a volte è usata nei gelati o le gelatine. Sorprendente la richiesta da parte dell’industria che frutta la sua caratteristica fragranza per farne profumi e saponi, ma anche l’olio in sé per estrarne singoli composti (limonene e citrale su tutti) da usare in altre composizioni quali creme, bagnoschiumi e shampoo.

Prodotti ed avvertenze

Prodotti in commercio Tra i prodotti in commercio troviamo delle confezioni con il solo olio essenziale di Lippia, o in miscela con altri; le foglie triturate sfuse da usare in infusi e tisane, o anche già incluse in bustine preconfezionate. Nel caso dell’infuso, le dosi consigliate sono di due o tre tazzine al giorno di una infusione di 15 minuti al 2% (2g. di lippia su 1 litro di acqua). È possibile acquistare anche l’estratto fluido (in questo caso sono consigliate una o due gocce al dì), la tintura madre (30 - 40 gocce) e la polvere ( uno o due grammi). Nel reparto liquori, si trovano degli alcolici a pura base di Lippia o come suo ingrediente. Controindicazioni Nessuna. Avvertenze Un utilizzo prolungato e regolare può provocare indigestione o mal di stomaco.

Naviga per:

Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici della Lippia citriodora per la salute?
    La Lippia citriodora, nota anche come verbena odorosa, è apprezzata principalmente per le sue proprietà digestive e carminative. Grazie alla presenza di oli essenziali ricchi di citrale e limonene, aiuta a contrastare gonfiore addominale, meteorismo e fastidi gastrici, facilitando la digestione. Inoltre, possiede effetti rilassanti sul sistema nervoso, risultando utile per alleviare lo stress e la stanchezza mentale quando utilizzata sotto forma di infuso o aggiunta al bagno. Un altro beneficio noto è l'azione rinfrescante contro l'alitosi: un semplice sciacquo o gargarismo con il suo infuso contribuisce a mantenere un alito fresco e pulito.
  • Come si prepara correttamente l'infuso di Lippia per sfruttarne le proprietà?
    Per preparare un infuso efficace di Lippia, si consiglia di utilizzare 2 grammi di foglie secche per ogni litro d'acqua, ottenendo una concentrazione del 2%. Versare acqua bollente sulle foglie e lasciare in infusione per circa 15 minuti, coprendo il recipiente per evitare la dispersione degli oli essenziali volatili. Una volta filtrato, è possibile consumare due o tre tazze al giorno, preferibilmente dopo i pasti principali per favorire la digestione. Le foglie possono essere reperite fresche o secche presso erboristerie specializzate; assicurarsi che siano state essiccate all'ombra per preservare integrità aromatica e terapeutica.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso della Lippia?
    Generalmente la Lippia è ben tollerata, ma l'articolo segnala cautela riguardo a un uso prolungato e regolare. Un consumo eccessivo o continuativo potrebbe provocare indigestioni o disturbi allo stomaco, probabilmente legati alla forte azione stimolante degli oli essenziali sull'apparato digerente. Non sono riportate specifiche controindicazioni gravi per la popolazione generale, ma è sempre prudente moderare le quantità. Donne in gravidanza, donne che allattano e bambini dovrebbero consultare un medico prima di assumere preparati a base di Lippia, come per qualsiasi altra pianta officinale, per escludere interazioni o sensibilità individuali non previste.
  • In cosa differisce la Lippia dalla Verbena officinalis?
    Nonostante siano spesso confuse per via dei nomi comuni simili, la Lippia citriodora (verbena odorosa, limoncina) e la Verbena officinalis (verbenella) sono piante distinte appartenenti a famiglie botaniche diverse e con profili chimici differenti. La Lippia è caratterizzata da un intenso aroma di limone dovuto all'alto contenuto di citrale, mentre la Verbena officinalis ha un profumo più erbaceo e lieve. Le loro proprietà medicinali variano: la Lippia è prediletta per problemi digestivi e rilassanti, mentre la Verbena officinalis è tradizionalmente usata per le sue proprietà sedative e antispasmodiche. È fondamentale distinguere le specie per garantire l'efficacia terapeutica desiderata.
  • Come si può utilizzare la Lippia in ambito domestico oltre che in tisane?
    Oltre all'uso interno in tisane, la Lippia trova ampia applicazione domestica grazie al suo potente profumo di limone. Le foglie fresche o secche possono essere inserite in sacchettini di tessuto per profumare cassetti e armadi, allontanando le tarme e mantenendo un ambiente fragrante. In cucina, le foglie sono eccellenti per aromatizzare oli, aceti, dolci, gelati o liquori, aggiungendo una nota agrumata delicata. Esternamente, l'olio essenziale può essere aggiunto al bagno caldo per un effetto rilassante, oppure posto vicino alla doccia dove il calore ne favorirà l'evaporazione, purificando l'aria e migliorando l'umore.

Potrebbe interessarti anche