Piante aromatiche

Peperoncino

L’articolo che state per leggere riguarda non semplicemente una specie, che solitamente sarebbe già abbastanza specifico, ma in questo caso addirittura un serie di particolari cultivar, cioè determinate varietà, sottospecie. Tratteremo del peperoncino piccante (in generale), quel piccolo pezzetto rosso che si camuffa nella salsa di pomodoro, mandandoci in fiamme la bocca quando per sbaglio lo addentiamo.

di Redazione

25 febbraio 2013

Caratteristiche della pianta

L’articolo che state per leggere riguarda non semplicemente una specie, che solitamente sarebbe già abbastanza specifico, ma in questo caso addirittura un serie di particolari cultivar, cioè determinate varietà, sottospecie. Tratteremo del peperoncino piccante (in generale), quel piccolo pezzetto rosso che si camuffa nella salsa di pomodoro, mandandoci in fiamme la bocca quando per sbaglio lo addentiamo. Dobbiamo specificare peperoncino piccante in quanto la Specie Capsicum annuum L. è una pianta con moltissime varietà, che producono frutti dolci o piccanti, piccoli o grossi. Di questa Specie, ad esempio, fa parte anche il peperone dolce, la varietà longum. Si potrebbe quindi azzardare a dire che il tradizionale peperone dolce e il peperoncino piccante siano frutti della stessa pianta… Di peperoncino piccante, però, non ne esiste un solo tipo, ma sono molteplici le cultivar piccanti, a cui appartengono per esempio molti prodotti famosi per la loro piccantezza come anche il peperoncino di Cayenna e il peperoncino messicano jalapeño. Giusto per informazione, aggiungiamo che al Genere Capsicum appartengono altre Specie che producono frutti altrettanto piccanti, anzi spesso anche più forti: Capsicum baccatum Jacq., con l'Ají amarillo peruviano; il Capsicum chinense Jacq., con il peperoncino superpiccante habanero del Sudamerica (20 volte più piccante del tabasco); il Capsicum frutescens L. con il tabasco ; infine il Capsicum pubescens Ruiz & Pav., che include il rocoto anch’esso sudamericano. Quindi possiamo dire che con il termine generale peperoncino si indicano i frutti piccanti del Capsicum annuum, con l’unica eccezione dei prodotti commercialmente più famosi come appunto la cayenna e lo jalapeño. Grosso modo si adotta la stessa terminologia anche nelle lingue straniere, dove si utilizza genericamente il termine Chili o paprika, discostandolo dal loro effettivo significato (la paprika è una miscela di polveri di vari peperoncini). Appartenente alla Famiglia delle Solanacee, la pianta si presenta come erbacea o arbustiva, perenne o annua. In coltivazione comunque si tende a mantenere annuale anche quelle che non lo sono. La radice è cilindrica ed è completamente ricoperta da radichette secondarie fibrose. Il fusto è eretto, mediamente fino agli 80 cm, ma a volte e secondo la cultivar arriva anche sopra il metro. La sua ramificazione si presenta in sequenze dicotomiche, ovvero da un singolo ramo se ne originano due. Le foglie sono semplici, alterne e picciolate. La forma è ovale allungata con l’apice acuminato. Sono intere e a margine liscio. I fiori si presentano solitari, con un lungo peduncolo che comunque non è eretto ma pendulo. Crescono all’ascella delle foglie. La corolla è tubulosa con un lembo a 5 lobi oblunghi. Il frutto è una bacca dalla forma variabile, lunga o tondeggiante. È sempre indeiscente e con il calice persistente. La colorazione è la più varia immaginabile: giallo, verde, rosso, nero e le tonalità intermedie. Generalmente però il rosso è il colore predominante a maturità raggiunta. I semi sono sempre numerosi, discoidali.

Coltivazione e origine

È una pianta tipicamente Americana. Scoperta da Cristoforo Colombo e da lui importata in Europa, dove si è adattata straordinariamente tanto da dar origine a nuove “specie”, cultivar, poi re-importate in America durante la colonizzazione. Il Capsicum necessita di un terreno fertile e ben concimato sia a sali minerali, per lo più potassici, che concime organico. Bisogna non eccedere con l’irrigazione, perché oltre ai ristagni idrici, soffre anche una abbondanza. Meglio un terreno tendente al secco, dato che quanto ha nuovamente a disposizione acqua, la pianta si riprende senza sofferenze. La propagazione per seme è la più indicata e facile, visto che hanno una terminabilità molto elevata. Si può iniziare a fine autunno inizio inverno in semenzaio oppure direttamente in campo ad inizio primavera, quando la temperatura supera i 15 gradi. Facendo parte tutte le cultivar della stessa Specie, le diverse piante possono impollinarsi tra di loro dando origine a moltissimi ibridi. Parti utilizzate Si utilizzano i frutti maturi freschi o essiccati. tecniche di raccolta La raccolta dei peperoncini avviene a mano effettuando più passaggi tra le file delle piante per i diversi tempi di maturazione.

Proprietà e uso nella storia

Quando fu introdotta dal nuovo mondo, gli spagnoli speravano di aver scoperto un’altra proficua spezia, come lo zenzero o la noce moscata. Per loro sfortuna, la pianta si adattò talmente bene al clima europeo, ma anche africano, che anche la gente più povera poteva coltivarlo nel proprio orticello. Usata molto spesso per nascondere il sapore di carne andata a male o di piatti poco graditi. I medici del XVII secolo suggerivano il decotto per guarire dal mal di denti, mentre mischiare la polvere con del grasso di gallina serviva a far “maturare ogni tumore”. Nel 1800, invece, erano usato per favorire la digestione, dato il loro potere rubefacente e “riscaldante” lo stomaco. Però si sconsigliava l’abuso poiché si riteneva che danneggiasse il fegato. Amplia la gamma di problematiche che avrebbe risolto in associazione con la china: gotta, dispepsie con flatulenze, timpaniti, paralisi. descrizione dei principi attivi Il principio attivo contenuto nei frutti del Capsicum annuum è un alcaloide, la capsaicina, irritante nonché piccante al sapore. Inoltre è contenuto una olio resina, la capsicina o capsicolo, che tra i suoi composti annovera anche dei carotenoidi come la capsantina, che da la forte colorazione rossa, la capsorubina, la criptoxantina. Inoltre sono notevoli le quantità di vitamina PP, vitamina E, vitamina K, vitamina P, vitamina A, sali minerali come potassio, rame, ferro, zinco. Presente anche la vitamina C, ma solamente nei frutti freschi; scompare per degradazione in quelli secchi.

Benefici e avvertenze

Stomachica La capsaicina ha la proprietà di stimolare la mucosa gastrica favorendo la digestione. Questo avviene poiché il suo potere rubefacente si esplica anche a livello interno, richiamando sangue allo stomaco e quindi,come detto, favorendo la digestione. Rubefacente Sia l’olio resina che semplicemente sfregare il frutto sulla pelle comporta un rapido richiamo di sangue nella zona interessata provocando una sensazione di calore ma anche un arrossamento della pelle. Con gli opportuni accorgimenti è un ottimo espediente per trattare geloni, lombagie, sciatalgie o semplici torcicollo. Attenzione però a non applicarlo sulle mucose o sulle ferite poiché irriterebbe e brucerebbe in maniera insopportabile. “difesa personale” Il fatto che la capsaicina provochi forte irritazione sulle mucose è stata sfruttata per la creazione degli spray antiaggressione al peperoncino. Quei spray che vengono spruzzati negli occhi di un eventuale aggressore in caso di necessità. In Italia, però, usata a tale scopo, anche se per difesa, non è legali, in quando verrebbe considerata un’arma da offesa. Anticalvizie Spesso è considerato come un espediente per evitare la caduta dei capelli. Tecnicamente questa effetto non è stato dimostrato, anche se l’effettivo richiamo di sangue sul cuoio capelluto comporta una maggior e miglior apporto di nutrimento ai bulbi piliferi, che dovrebbero quindi essere più vitali e meno propensi alla caduta precoce (fattori genetici permettendo). Prodotti in commercio Scontata la vendita di polvere per condimenti alimentari, è possibile che questa venga anche inserita in capsule o compresse per uso erboristerico. Varie e numerose le formulazioni acquose o oleose rubefacenti indirizzate per lo più agli sportivi, sotto la generica dicitura di “riscaldanti” Rientra anche nella composizione di alcuni trattamenti per i capelli, in special modo quelli che prevedono un maggiore e migliore nutrimento del bulbo pilifero, cercando di posticipare una eventuale precoce calvizie. Controindicazioni Non utilizzarlo su ferite sanguinanti in quanto tenderebbe a richiamare sangue e rallentare la coagulazione, oltre a portare il solito intenso bruciore. Avvertenze Esagerare con l’uso può portare a gastriti, stitichezza, problemi renali.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del peperoncino per la salute?
    Il peperoncino, grazie alla capsaicina, offre diversi vantaggi terapeutici. Internamente, agisce come stomachica stimolando la mucosa gastrica e favorendo la digestione attraverso un effetto rubefacente locale. Esternamente, l'applicazione topica aumenta il flusso sanguigno nella zona trattata, risultando efficace contro dolori muscolari come lombalgie, sciatalgie, torcicolli e geloni. Inoltre, viene spesso utilizzato in ambito cosmetico per stimolare la circolazione nel cuoio capelluto, sebbene l'efficacia anticalvizie non sia scientificamente dimostrata. Ricco di vitamine (A, C, E, K, PP) e minerali, supporta anche il sistema immunitario.
  • Come si coltiva correttamente il peperoncino in orto o vaso?
    Il peperoncino predilige terreni fertili, ben drenati e ricchi di potassio e sostanza organica. Ama il caldo e la luce diretta, sviluppandosi idealmente quando le temperature superano i 15°C. La irrigazione deve essere moderata: la pianta soffre i ristagni idrici e preferisce un substrato che tenda all'asciutto, recuperando rapidamente dopo annaffiature. La moltiplicazione avviene principalmente per seme, da seminare in semenzaio a fine inverno o direttamente in campo in primavera. È fondamentale evitare l'eccesso di acqua, poiché il peperoncino tollera meglio la siccità rispetto alla troppa umidità.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso del peperoncino?
    Sì, l'uso eccessivo o improprio del peperoncino può causare problemi significativi. L'ingestione di grandi quantità può irritare la mucosa gastrica, portando a gastriti, acidità o stitichezza, e in casi gravi affaticare i reni. Topicamente, non va mai applicato su ferite aperte, ustioni o mucose, poiché provoca un bruciore intenso e ritarda la coagulazione del sangue. Chi soffre di ulcere gastriche, reflusso gastroesofageo o problemi epatici dovrebbe consultare un medico prima di assumerlo, dato che tradizionalmente si sconsigliava l'abuso per la presunta tossicità epatica.
  • Qual è la differenza tra peperoncino fresco e secco riguardo alle vitamine?
    La principale differenza nutrizionale risiede nella vitamina C. Nei frutti freschi, il peperoncino contiene buone quantità di vitamina C, essenziale per il sistema immunitario. Tuttavia, questa vitamina è termolabile e sensibile all'ossidazione: durante il processo di essiccazione e conservazione, la vitamina C si degrada quasi completamente. Al contrario, i peperoncini secchi mantengono intatti altri nutrienti stabili come le vitamine A, E, K, PP e i sali minerali (ferro, potassio, zinco), oltre ai potenti antiossidanti carotenoidi come la capsantina, responsabili del colore rosso.
  • Come si usa il peperoncino per alleviare i dolori articolari o muscolari?
    Per uso esterno, il peperoncino sfrutta la capsaicina per creare un effetto riscaldante e rubefacente. Applicando creme, oli o estratti contenenti capsaicina sulla zona dolente (es. schiena, ginocchia, collo), si induce un aumento del flusso sanguigno locale che aiuta a ridurre la rigidità e il dolore associato a condizioni come artrosi, reumatismi, torcicollo o stiramenti. È importante testare sempre una piccola area prima dell'uso e lavarsi accuratamente le mani dopo l'applicazione, evitando assolutamente qualsiasi contatto con occhi o mucose per prevenire irritazioni severe.

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