Piante aromatiche

Plantago

Con il termine piantaggine vengono comunemente indicate tutte quelle piante appartenenti al Genere Plantago; quella trattata dall’erboristerie è nello specifico la Plantago lanceolata L., anche se soprattutto in Italia, spesso si utilizza la Plantago major L..

di Redazione

26 febbraio 2013

Caratteristiche della pianta

Con il termine piantaggine vengono comunemente indicate tutte quelle piante appartenenti al Genere Plantago; quella trattata dall’erboristerie è nello specifico la Plantago lanceolata L., anche se soprattutto in Italia, spesso si utilizza la Plantago major L.. Detta anche arnoglossa o piantaggine femmina (la piantaggine maschio è la Plantago major), appartiene alla Famiglia delle Plantaginaceae. Il nome deriva dal fatto che le foglie di alcune specie hanno l’aspetto della pianta del piede . I nomi volgari sono tra i più vari che possiamo trovare, poche volte simili tra loro nelle differenti zone d’Italia: cinquenervi, lingua canina, , orecchio d’asino, sinquenui, cinque coste, lengua de can, lansairoera, cutèla, erba coltella, lanzòla, erba cabruna. In inglese è la ribwort, in francese semplicemente plantain lanceole. In tedesco spitz-wegerich mentre in spagnolo è la lansolada. È una pianta erbacea biennale o perenne. Si presenta con una rosetta basale di foglie che sono lunghe fino a 20 centimetri, lanceolate, come suggerisce il nome, e parallelinervie (ovvero le 3 o 5 nervature, le strie, sulla pagina fogliare scorrono parallele tra di loro, dalla base verso l’apice). Il loro margine è intero. Il rizoma è breve e grosso. Lo scapo floreale si erge nudo ed eretto dalla base della rosetta fin oltre le foglie. Questo porta una inforescenza a spiga con fiori poco appariscenti di colorazione marroncina. Caratteristici gli stami giallastri molto sporgenti e la corolla monopetala con 4 lobi. Il frutto è una cassula con due semi scuri di forma ellittica e lisci.

Coltivazione e origine

È una pianta tipicamente europea, dato che la conosceva e la cita anche Dioscoride. La sua diffusione è si estende fino all’Asia centrale e settentrionale, ma non troppo eccessivamente al nord per via delle temperatura troppo basse. Il substrato ideale è un terreno limoso-sabbioso, con una presenza non troppo elevata di argilla. Deve anche essere fertile, con dell’humus e non troppo secco. Ideale una concimatura di fondo a base organica prima della semina, mentre durante la crescita è indicata quella a base azotata per favorire lo sviluppo fogliare. La sua propagazione avviene per semina, che avviene direttamente in campo in primavera. Ovviamente la distanza tra le fila è maggiore se si prevede l’uso di macchinari meccanici, più ravvicinato se sarà una raccolta a mano. Parti utilizzate Si usano indipendentemente sia le sole foglie che le foglie comprese di parti aeree. tecniche di raccolta Nelle coltivazioni estensive si raccoglie con l’ausilio di macchinari motofalciatrici che tagliano foglie e parti aeree (ma non gli scapi fiorali che non devono essere comparsi); è possibile solamente se il terreno è adatto al passaggio di tali mezzi. Poiché scarseggiano le coltivazioni estensive, la maggior parte della raccolta di questa pianta avviene per lo più tra lo spontaneo delle campagne incolte. Qui la tecnica di raccolta avviene a mano con forbici o falcetti e dato che vanno bene anche le parti aeree, non bisogna prestare particolare attenzione a ciò che si taglia, ma sempre escludendo gli scapi.

Proprietà e uso nella storia

Conosciuta sin dall’antica Grecia, Dioscoride la suggeriva per diversi rimedi per i quali andava preparata in maniera differente. Ad esempio consigliava di cuocerla con aceto e sale per curare la dissenteria, mentre se la si cucinava con le lenticchie era la cura per l’epilessia. Plinio, invece, nell’epoca della Roma imperiale del I secolo, la definì addirittura un’erba magica. Era credenza che la pianta che cresceva sui cigli delle strade, guardasse gli uomini mentre camminavano. Per questo gli si attribuivano proprietà capaci di guarire qualsiasi acciacco derivante dal camminare: dalle distorsioni al semplice mal di piedi. Nel Medioevo, quando era diffusa la stregoneria, i filtri d’amore o gli incantesimi amorosi venivano neutralizzati con l’utilizzo di pozioni contenenti piantaggine. Gli indigeni americani, i quali non la conoscevano perché sconosciuta in quel continente, capivano di essere in prossimità dell’ “uomo bianco” quando rilevavano la presenza di questa pianta, che da loro fu importata. Nel 1600, veniva inserita nelle ricette dedicate alla cura della pelle delle damigelle del tempo. descrizione dei principi attivi Tra i componenti più attivi troviamo un glicoside iridoide, l’aucubina. Questa è responsabile sia del colore nero della droga mal essiccata, sia dell’azione antibatterica. Più specificatamente è il suo aglicone, l’aucubigenina, che separandosi dal glucoside per un’azione di glucosidasi (l’enzima che separa l’aglicone dal glucoside) determina appunto l’azione antibatterica. Sono presenti anche il circa 6-7% di mucillagini, tannini, acidi fenolcarbossilici come l’acido clorogenico. Luteina, apigenina, acido salicilico, saponine con probabile azione emolitica e sali minerali completano i componenti a maggior concentrazione.

Benefici e avvertenze

Emolliente La gran quantità delle mucillagini riveste un ruolo primario nell’azione emolliente, sedativa dell’irritazioni del vie aeree dovuto alla presenza di catarri che innescano colpi di tosse irritanti la gola. All’effetto coprente ed protettivo tipico delle mucillagini, si aggiunge anche quello dei tannini, potenziandone quindi l’azione. Antibatterico – batteriostatico L’aucubigenina che si libera naturalmente infonde alla piantaggine un’azione batteriostatica o nei casi in cui la concentrazione è più elevata, ma anche a seconda dei batteri, addirittura battericida. Ciò significa che i livello dei batteri non aumenta (batteriostatica) e quindi una eventuale infezione non si propaga; oppure che riesce in qualche modo uccidere un quantitativo maggiore di batteri rispetto a quello del loro moltiplicarsi (battericida o antibatterico). Queste due azioni sono presenti solamente nei preparati a freddo come gli estratti fluidi o il succo di pianta fresco, ciò perché nei preparati a caldo, infusi e decotti, il calore distrugge l’enzima responsabile della scissione dell’aglicone antibatterico. Medicina popolare - lenitivo Nella tradizione italiana, le foglie fresche, messe a macerare in acqua bollita, vengono poi applicate sulla pelle per lenire i pruriti e i bruciori dovuti a punture di insetti e piaghe. Inoltre viene esplicato anche una leggera azione antibatterica (però parte del calore dell’acqua distrugge gli enzimi che liberano l’aglicone antibatterico). Prodotti in commercio Nel mercato erboristico italiano la Plantago lanceolata è poco presente. Spesso viene arbitrariamente sostituita con la Plantago major, forse perché questa specie rientra in alcune ricette del formulario nazionale della Farmacopea Ufficiale. Ben più presente nel mercato tedesco, da sempre all’avanguardia in campo erboristico, dove si trovano sia le bustine filtro che succhi freschi. Controindicazioni Non sono presenti controindicazioni. Sebbene l’aucubina pura procuri gastroenteriti, il fitocomplesso che riesce ad estrarre l’acqua non procura quest’effetto. Avvertenze Nelle dosi consigliate nelle prescrizioni non vi sono avvertenze particolari.

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Domande frequenti

  • Qual è la differenza principale tra Plantago lanceolata e Plantago major?
    Sebbene entrambe appartengano allo stesso genere e condividano molte proprietà terapeutiche, la distinzione botanica è netta: la Plantago lanceolata, detta anche 'piantaggine femmina', ha foglie lanceolate e strette, mentre la Plantago major, o 'piantaggine maschio', possiede foglie più larghe e ovali. In Italia, la Plantago major è più comune e talvolta sostituisce la lanceolata nei prodotti commerciali per convenienza o per figurare nelle farmacopee ufficiali. Tuttavia, in erboristeria specialistica, la Plantago lanceolata è considerata la specie di riferimento per le sue specifiche caratteristiche chimiche e medicinali.
  • Come funziona l'azione antibatterica della piantaggine e qual è il principio attivo responsabile?
    L'efficacia antibatterica della piantaggine dipende dall'aucubina, un glicoside iridoide presente nelle foglie. Quando la pianta viene elaborata a freddo (come negli estratti fluidi o nel succo fresco), un enzima chiamato glucosidasi scinde l'aucubina liberando l'aucubigenina, la sostanza attiva con potere batteriostatico o battericida. Attenzione: il calore distrugge questo enzima. Pertanto, infusi e decotti preparati con acqua bollente perdono gran parte della loro capacità antibatterica diretta, mantenendo però altre proprietà come quella emolliente grazie alle mucillagini.
  • Perché la piantaggine è efficace contro la tosse e le irritazioni della gola?
    La piantaggine agisce principalmente grazie all'elevato contenuto di mucillagini (circa 6-7%) e tannini. Le mucillagini, una volta a contatto con le mucose, formano un velo protettivo e lenitivo che riduce l'infiammazione e calma l'irritazione causata dal catarro. I tannini potenziano questo effetto grazie alle loro proprietà astringenti. Questa combinazione rende la pianta ideale per sedare la tosse secca e irritativa, proteggendo la gola dai colpi di tosse continui e favorendo il comfort respiratorio senza sopprimere completamente il riflesso tossigeno necessario per espellere le secrezioni.
  • Come si può utilizzare la piantaggine fresca per le punture di insetto?
    Nella medicina popolare, le foglie fresche di piantaggine sono un rimedio immediato per punture di insetti, pruriti e piccole piaghe. Un metodo tradizionale consiste nel far macerare le foglie in acqua bollita per alcuni minuti, lasciando raffreddare il liquido, e poi applicare la soluzione sulla zona interessata. Tuttavia, va notato che l'uso di acqua calda può degradare parzialmente gli enzimi responsabili dell'azione antibatterica. Per un effetto massimo, si consiglia spesso di applicare direttamente la foglia fresca schiacciata sulla pelle, sfruttando così il succo vegetale intatto ricco di aucubigenina.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso della piantaggine?
    Generalmente, la piantaggine è considerata sicura e priva di controindicazioni significative quando utilizzata nelle dosi consigliate. Sebbene l'aucubina pura possa causare gastroenteriti, il fitocomplesso estratto con metodi acquosi non provoca tale effetto. Non ci sono avvertenze speciali per l'uso esterno o interno moderato. Tuttavia, come per ogni integratore o rimedio naturale, è buona norma consultare un professionista sanitario in caso di gravidanza, allattamento o assunzione di farmaci specifici, per evitare interazioni imprevedibili, anche se il profilo di sicurezza della pianta è ampiamente riconosciuto.

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