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Originario dell’Europa orientale e Asia occidentale, dove lo si trova facilmente allo stato spontaneo lungo le siepi, ai bordi delle strade e dei sentieri, si è rapidamente diffuso in tutte e due i continenti, arrivando anche in nord Africa.
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La più famosa e rinomata scuola medica del Medioevo, quella Salentina, non aveva individuato nel sambuco alcun particolare potere specifico tanto che lo consigliava di unirlo con un tuorlo , ginsestra e zafferano per ottenere una schiuma da passare sui capelli per renderli lucenti e rossi…
Qualcun medico, controcorrente, consigliava ai cantanti i fiori secchi immersi nel vino, e bevuti ogni mattina, per schiarire la voce.Nel 1800, la pianta assunse già più connotati medici, quando fiori, frutti e corteccia erano indicati come calmanti, refrigeranti, purgativi.descrizione dei principi attivii vari organi utilizzati contengono alcune molecole comuni e altre proprie. Fattore comune in tutti è la presenza, sotto varie forme, di molecole contenenti cianuro, che rendono il sambuco potenzialmente mortale. La molecola che si riscontra più frequentemente in tutti quanti è la sambucigrina o sambunigrina, un glucoside cianidrico, che per effetto dell’idrolisi si scinde in acido cianidrico, aldeide benzoica e glucosio. Un’altra molecola a base di cianuro isolata nel sambuco è la sambucina, un alcaloide.Nei fiori poi sono stati isolati un olio essenziale particolarmente denso a causa dell’alta concentrazione di acidi grassi liberi, di cui l’acido palmitico rappresenta il più abbondante. Flavonoidi come la rutina, il campferolo, la isoquercitina,olacidi, tannini, pectine, triterpeni, steroli, e vari acidi organici.Nei frutti, invece, glucosio, minime tracce di olio essenziale, resine, mucillaggini, flavonoidi, antociani coloranti come il cianidolo, acidi organici, vitamina C, sali minerali, e nitrati di potassio, sambucina.Foglie: flavonoidi, fitosteroli, triterpeni, tannini, sambunigrina e sambucina.Corteccia: tannini, sambucina, resina lassativa, sambucigrina e nitrato di potassio.Diaforetico – sudoriparo
Gli infusi molto caldi a base di fiori di sambuco, spesso associati con quelli del tiglio, vengono bevuti per favorire la sudorazione nelle malattie da raffreddamento con febbre. Si pensa che riescano a sensibilizzare maggiormente le ghiandole sudoripare alla temperatura alta, cosicché queste producano più sudore per cercare di raffreddare il corpo.Non essendo stata trovato il principio attivo si ritiene che tale attività sia data solamente dalla bevanda calda.SecretolicaGli estratti di sambuco vengono consigliati anche nei casi di presenza di muco, in quanto hanno la capacità di renderlo più fluido e facilitarne l’eliminazione.LassativoUn uso popolare assai usato nel passato ma oggi caduto in disuso per la preferenza verso altre migliori piante con tale azione. A tale scopo veniva usata la corteccia, in decotto.I frutti, e in modo particolare il loro succo concentrato, esplicano una azione lassativa – purgativa, quindi bisogna far attenzione a non strafare con le scorpacciate di marmellata fatta con le bacche.AlimentareI frutti del sambuco posseggono il cianidolo, un antociano con un potere colorante molto forte, che viene sfruttato dall’industria alimentare per colorare i cibi di rosso.Prodotti in commercioLe bustini o la droga secca sfusa per la preparazione di tisane sono la forma che si può trovare più facilmente rispetto agli estratti, ma anche questa non risulta cosi diffusa data la caduta in disuso del sambuco.ControindicazioniNon sono note interazioni farmacologiche con i principali farmaci.AvvertenzeÈ possibile utilizzare il sambuco solo se il contenuto in acido cianidrico viene rilevato sotto lo 0,0025%.La presenza di composti cianidrici rendono il sambuco una pianta potenzialmente velenosa e mortale. Le intossicazioni da frutti di sambuco, non inattivati per via termica, comportano nausea, vomito e diarrea; disturbi gastrointestinali in generale.
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