Piante aromatiche

Timo

Il timo, uno degli odori da cucina più conosciuti, ma dotato anche di proprietà erboristiche, per esempio come rimedio contro i catarri.

di Redazione

12 marzo 2013

Caratteristiche della pianta

Thymus vulgaris L, p Thymus durius Dod. che però non si usa mai, è una delle piante più conosciute. O meglio sarebbe dire, uno degli odori da cucina più conosciuti. Tutti lo conoscono perché è qui che ha i suoi usi maggiori, ma sono anche molti che lo conoscono per le sue proprietà erboristiche, spesso perché suggerito come rimedio contro i catarri, per esempio, dai più anziani. Magari loro non lo chiamano timo, ma peppolino, o peporino, piperella, tumau, ferrugera, tombari, capucustu, erba pevera, serapolla, satru o tummineddu. Nome simile a quello italiano è pure quello inglese, thyme, francese, thym, e stranamente pure tedesco, thymian. In questo caso è lo spagnolo che si differenzia chiamandolo tomillo. Fa parte della Famiglia delle labiate, come il rosmarino, con il quale condivide molti aspetti erboristici e metodologie d’uso. È una pianta suffrutice, con la base significata e alta fino a 50 centimetri. La radice è alquanto legnosa, contorta e ramificata. Le foglie sono fortemente aromatiche per la presenza di ghiandole infossate nella pagina fogliare inferiore; crescono opposte le une alle altre e non presentano picciolo, ovvero sono sessili. La loro forma è ovale-lanceolate, con margine intero, a volte revoluto verso il basso (ripiegato verso il basso). La pagina superiore è verde, quella inferiore è grigiastra. I fiori sono bianchi o rosa, raggruppati in glomeruli all’estremità dei rami. Classica forma la forma da labiata, con due labbri, di cui il superiore dritto e smarginato, mentre quello inferiore è trilobato.

Coltivazione e origine

È una pianta originaria dell’Europa, dove perde le sue radici nella notte dei tempi. Oggi è diffusa nelle zone temperato calde di tutto il mondo. In Europa la si trova sia nella zona mediterranea sia europea che africana che asiatica. La sua altitudine di crescita varia dal piano fino alle prime quote montane, quelle non troppo fredde, che teme in special modo. Ama prendere in appieno i raggi solari e questo ha fatto si che sia particolarmente adatto a climi e terreni asciutti, calcarei e leggeri. Le annaffiature quindi devono essere sporadiche e non abbondanti. Solitamente non ha bisogno di concimi, ma se vogliamo favorire lo sviluppo fogliare, prodotti a base azoto sono i più indicati. Quelli a base di fosforo vanno meglio nei primi anni di vita della pianta o quando è appena stata trapiantata in campo, per facilitare la sua crescita. La propagazione avviene sia per semina, preferibile in serra o semenzaio, o per talea. In questo caso saremo sicuri di aver un prodotto identico a quello di partenza, condizione fondamentale se si intende estrarre olio essenziale con caratteristiche sempre uguali. In alternativa si può usare la tecnica della divisione in cespi. Parti utilizzate Del timo si utilizzano le parte aeree, foglie e infiorescenze. Il tempo balsamico per la raccolta del timo è tra giugno e luglio, poco prima della fioritura. Non è ammessa la presenza degli steli. tecniche di raccolta La raccolta dello spontaneo avviene semplicemente tagliando le parti superiori della pianta con delle forbici da potatura. Nelle coltivazioni estensive invece si utilizzano i macchinari meccanici, che permettono i taglio e la raccolta in un unico passaggio, restando “comodamente” seduti a guidare il mezzo. Successivamente però va effettuata un’operazione di selezione tendente ad eliminare le parti non necessarie come gli steli.

Proprietà e uso nella storia

Nell’antichità, Galeno attribuiva al timo proprietà emmenagoghe, ma anche diuretiche. Un paio di secoli dopo di lui, Aezio lo consigliava per quei dolori che oggi definiamo articolari-reumatici: quindi dolori alle articolazioni, al torace, ai lombi e per la sciatica. Stranamente però affermava che fosse utili pure per le infiammazioni dei testicoli e della vescica e contro la gotta. Nel rinascimento, Castore Durante, medico e botanico dell’epoca, aveva individuato le proprietà balsamiche (“giova à gli asmatici”). Ma era anche un rimedio contro i vermi, il sangue rappreso, i veleni, i mestrui, per facilitare l’espulsione della placenta nelle partorienti. Anche lui lo consigliava in caso di “testicoli enfiati”. Nei recenti secoli il timo è stato usato per i suffumigi per liberare le vie aeree in caso di raffreddore, oltre ad essere una delle più ricorrenti spezie usate per cucinare. descrizione dei principi attivi Se si lavora il timo in corrente di vapore, si riescono ad estrarre discrete quantità di olio essenziale, responsabile dell’azione balsamica, di particolare colore giallo-rossastro o bruno-rossastro. Questo è formato essenzialmente da carvacrolo, borneolo, canfene, pinene, timolo, acido rosmarinico. In pratica molti dei componenti che formano gli oli essenziali estratti da altre labiate aromatiche. Sono stati trovati anche tannini, saponine, flavonoidi, acido caffeico e discrete quantità, fino al 10%, di mucillagini.

Benefici e avvertenze

Battericida -disinfettante bocca - gola Gli calcolati e gli idrolati con olio di timo sono degli ottimi disinfettanti, nonché rinfrescanti, per la cavità orale e il tratto oro faringeo, la gola. Questa loro caratteristica è data dalla presenza del timolo e dei fenoli, i quali però devono essere ben diluiti, in caso di utilizzo di olio essenziale, poiché possono causare irritazioni. L’industria cosmetica inserisce spesso il timo nei prodotti quali dentifrici e collutori. Saltuariamente escono sul mercato nuove lavande vaginali con questa fragranza. Disinfettante cutaneo La stessa azione battericida esercitata sulle mucose della bocca si ottiene se il timo viene passato sulla pelle. Si ottiene un risultato simile a quello che si ha quando ci si sfrega le mani con i prodotti simili all’amuchina. Sebbene la pelle abbia una maggior resistenza rispetto alle mucose della bocca, anche essa è irritabile e infiammabile se non si usano i giusti dosaggi. Non usare assolutamente se sono presenti delle ferite. Emolliente – anticatarro La presenza di tante mucillagini funge bene da emolliente delle prime vie aeree che si irritano in presenza di catarro e/o tosse. Al contempo stesso si sfrutta sempre l’effetto disinfettante che aiuta ad abbattere la carica batterica qui presente, facilitando il compito del sistema immunitario. Inoltre i suffumigi al timo sono un valido aiuto nei disturbi maggiori come nel caso di bronchiti e polmoniti, ma anche di asma, dove a livello polmonare aiuta ad aprire maggiormente i bronchi e gli alveoli polmonari. Prodotti in commercio La presenza del timo in commercio è considerevole, anche dal un punto di vista gastronomico. Sono innumerevoli le preparazioni anticatarro o antitosse nelle cui formulazione rientra anche questa pianta. Per lo più sono sciroppi composti, più raramente estratti acquosi o alcolici. Quasi inesistenti le preparazioni dove viene impiegata la polvere, come le compresse o le capsule, al contrario della presenza delle bustine filtro per la preparazione delle tisane. Queste sono forse il prodotto più diffuso e usato, sia con la droga secca che con quella fresca, dove reperibile. Controindicazioni Non assumere in caso di gravidanza Evitare l’uso in caso di ipertensione. Avvertenze Il timo può provocare un rialzo della pressione. L’olio essenziale è irritante e può causare infiammazioni e dermatiti se non viene diluito alle giuste concentrazioni.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali benefici del timo per la salute respiratoria?
    Il timo è renowned per le sue spiccate proprietà balsamiche ed espettoranti, ideali per contrastare catarro, tosse e infezioni delle vie aeree. Grazie alla presenza di mucillagini, agisce come emolliente calmante per le prime vie respiratorie irritate, mentre i suoi componenti attivi, come il timolo e il carvacrolo, esercitano un'azione battericida e antisettica. È particolarmente efficace sotto forma di suffumigi per liberare le vie respiratorie in caso di raffreddore, bronchiti o asma, aiutando ad aprire i bronchi e ridurre la carica batterica locale.
  • Come si utilizza il timo per disinfettare bocca e pelle?
    Grazie al suo potente potere battericida, il timo è eccellente per l'igiene orale e cutanea. Per la bocca, decotti o idrolati a base di timo rinfrescano e disinfettano gengive e faringe, motivo per cui è comune in collutori e dentifrici naturali. Sulla pelle, può agire come disinfettante topico simile agli amuchina, ma va applicato con cautela: la pelle è sensibile e i dosaggi devono essere corretti per evitare irritazioni. Non utilizzare mai su ferite aperte o cute infiammata senza supervisione professionale.
  • Esistono controindicazioni o effetti collaterali nell'uso del timo?
    Sì, l'uso del timo richiede precauzioni specifiche. È assolutamente sconsigliato durante la gravidanza a causa dei suoi effetti stimolanti. Inoltre, persone affette da ipertensione dovrebbero evitarne il consumo, poiché il timo può provocare un rialzo della pressione arteriosa. L'olio essenziale di timo è altamente concentrato e irritante: se non viene opportunamente diluito, può causare dermatiti, infiammazioni cutanee o irritazioni severe alle mucose. Consultare sempre un medico prima di iniziare terapie fitoterapiche prolungate.
  • Quali sono i principi attivi responsabili delle proprietà medicinali del timo?
    Le virtù terapeutiche del timo derivano principalmente dall'olio essenziale estratto per distillazione in corrente di vapore, ricco di composti fenolici come il timolo e il carvacrolo, che garantiscono l'azione antibatterica e balsamica. Sono inoltre presenti borneolo, canfene, pinene e acido rosmarinico. Oltre agli oli essenziali, la pianta contiene tannini, saponine, flavonoidi e acido caffeico. Una componente cruciale è rappresentata dalle mucillagini (fino al 10%), che svolgono un ruolo chiave nell'effetto emolliente e lenitivo sulle mucose irritate.
  • In quali forme commerciali si trova il timo per uso erboristico?
    Il timo è ampiamente disponibile in diverse forme farmaceutiche e alimentari. La forma più diffusa è la tisana, venduta in bustine filtro contenenti droga secca o fresca, ideale per infusi rilassanti o balsamici. Esistono inoltre sciroppi composti antitosse e antincatarrali che integrano il timo in formulazioni complesse. Meno comuni sono gli estratti acquosi o alcolici puri. Raramente si trovano compresse o capsule in polvere singola. In ambito cosmetico, è frequente trovare il timo in collutori, dentifrici e talvolta in lavande vaginali per le sue proprietà antisettiche.

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