Piante medicinali

Noce vomica

La noce vomica è caratterizzata dalla presenza di stricnina, il cui margine tra dose terapeutica e dose letale è estremamente ravvicinato tanto che è scarsamente utilizzata.

di Redazione

21 marzo 2013

Caratteristiche della pianta

La noce vomica, che in botanica viene chiamata Strychnos nux vomica, è una particolare pianta del genere Strychnos, caratterizzata dalla presenza di stricnina, e della Famiglia delle Loganiacee, il cui margine tra dose terapeutica e dose letale è estremamente ravvicinato tanto che è scarsamente utilizzata. Per questo fatto è anche una pianta che agli erboristi non è concesso trattare, ma medici e farmacisti sono i soli autorizzati al suo commercio e prescrizione. La Strychnos nux vomica è un albero di medie dimensioni con un tronco breve ma grosso, molto somigliante ad un melo per la sua corteccia: liscia e di colore grigio-giallastra. I rami sono biforcati e con nodi rigonfi. Le foglie sono persistenti e spicciolati. Di forma ovale ma con un apice appuntito. I fiori sono di colore bianco verdastro, sono raccolti in grappoli e fioriscono durante la stagione fredda. Purtroppo hanno un odore sgradevole. Il frutto ha le dimensioni di una mela ma l’esterno (l’esocarpo) è duro e spesso, di colorazione rosso o arancione. L’interno invece è gelatinoso e biancastro, con un numero variabile di semi, da 2 a 10. I semi sono duri, grossi, piatti e con i bordi ispessiti; assomigliano a delle monete. Una delle due facce risulta concava, mentre l’altra è convessa. Caratteristico è l’ilo centrale prominente da cui parte una cresta radiale detta rafe. Sono poi ricoperti da una peluria sericea piccoli fiori, verde-bianco, imbuto forma, in cime terminali di piccole dimensioni, che fiorisce nella stagione fredda e con un odore sgradevole. Frutto delle dimensioni di una grossa mela con crosta liscia e dura o guscio che a maturazione è un bel colore arancio, riempito con un morbido bianco polpa gelatinosa contenente cinque semi coperti con un panno morbido di lana sostanza simile, bianco e cornea internamente. I semi vengono rimossi quando maturi, puliti, essiccati e ordinati, sono esportati da Cochin, Madras e altri porti indiani. I semi hanno la forma di dischi appiattiti densamente coperto di peli satinati strettamente appressed, irradia dal centro dei lati appiattiti e dando ai semi una lucentezza caratteristica, sono molto difficili, con un grigio scuro endosperma corneo in cui l'embrione è piccolo incorporato, nessun odore, ma un sapore molto amaro.

Coltivazione e origine

L’origine della pianta è generalmente indicata come indo-asiatica poiché non è stata stabilita con precisione. È infatti spontanea dell’India, ma anche dell’isola di Giava, del Vietnam, del Siam, del Laos e della Thailandia. Oggi si trova facilmente anche in Africa e in Australia. In Europa e in America non è presente allo stato spontaneo data la predilezione del clima tropicale, ma è possibile trovare delle coltivazioni di appassionati che con cure adatte sono riusciti ad farla crescere al di fuori del suo habitat naturale. Parti utilizzate La droga che si ricava dalla pianta sono i semi che però non vengono usati cosi come sono. Una volta raccolti, questi devono essere sottoposti a macinazione per poterne ricavare una polvere che poi verrà ulteriormente lavorata per la preparazione del prodotto finale.

Proprietà e uso nella storia

L’uso principale che si è fatto della noce vomica è quello di ratticida. La stricnina presente nei semi non da scampo ai topi, che muoiono per asfissia per blocco muscolare. Tale impiego mortale non è mancato ad essere applicato anche agli uomini. Non è stato raro l’utilizzo della polvere dei semi di noce vomica per avvelenare individui indesiderati, fossero essi re o coniugi gelosi. Sono stati riportati anche alcuni casi in cui tali semi sono stati impiegati quali stimolanti o per indurre il vomito. L’efficacia di tali cure con questa pianta, grazie alle conoscenze che abbiamo oggi, si può definire come un vero e proprio “terno al lotto”. descrizione dei principi attivi Il più rilevante principio attivo presente nei semi di noce vomica è il ben noto alcaloide indolico stricnina, come suggerisce il nome stesso della pianta, che va a costituire ben il 5% degli alcaloidi totali (compresi tra il 3 e il 5 %). Gli altri alcaloidi presenti sono la brucina, anch’essa presente in alte concentrazioni, l’ alfa e la beta colubrina,la icaiina, la vomicina e la novacina. Un altro importante costituente, questa volta un glucoside iridoide, è la longanina. È stata anche riscontrata la presenza di acido clorogenico, di grasso, di proteine ed di un olio fisso.

Benefici e avvertenze

Ratticida I semi della noce vomica sono stati sfruttati per la fabbricazione di prodotti destinati all’eliminazione degli animali molesti, in modo particolare all’eliminazione dei topi. Omeopatica Mentre in erboristeria e nella medicina tradizione la noce vomica non viene impiegata, questa trova utilizzo nei prodotti omeopatici. In questo tipo di medicina sono usati i semi, che vengono essiccati e poi messi a macerare in alcool. Il prodotto ottenuto viene poi lavorato per ottenere poi preparati a diversi CH. Il prodotto finito risulta essere un rimedio costituzionale ed è uno dei principali poliresti (che ha ampia azione; un’azione generale riequilibrante usata per varie patologie) Infatti viene prescritto dai medici omeopatici per tantissimi problemi, che vanno dal sistema nervoso a quello scheletrico, dai problemi di fegato a quelli della testa, dall’apparato cardiovascolare a quello riproduttore. Potenziali medici I semi in polvere sono impiegati nella dispepsia atonica, mentre la tintura è spesso usata in miscele con cascara e altri lassativi per la stimolazione della peristalsi intestinale in casi di stipsi cronica per atonia intestinale. In bocca agisce come amaro, eupeptico, aumentando l’appetito e la produzione del succo gastrico. I sensi di olfatto, tatto, udito e visione sono resi più acuti, migliora il polso e aumenta la pressione sanguigna ed è di grande valore come tonico per il sistema circolatorio in caso di insufficienza cardiaca e shock chirurgico. Usata come antidoto contro gli avvelenamenti da cloralio o cloroformio. Prodotti in commercio Sono presenti esclusivamente farmaci omeopatici in quanto qualsiasi altra commercializzazione è proibita. Le forme in commercio sono soprattutto quelle della tintura madre e dei granuli, reperibili in diversi CH di diluizione. Controindicazioni Una dose contenente tra i 30 e i 90 milligrammi di polvere di semi di noce vomica risulta mortale. Avvertenze È una pianta che solo farmacisti e medici possono trattare. Inoltre non è consentito il suo impiego per la produzione di integratori alimentari o erboristico. La dose letale e quella terapeutica sono estremamente vicine tra di loro per cui l’uso amatoriale e casalingo di tale pianta è decisamente sconsigliato. Tetano, respirazione spasmodica, rapidi cambiamenti nella pressione sanguigna, asfissia sono alcuni dei sintomi che appaiono per sovradosaggio

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Domande frequenti

  • Perché la Noce Vomica è considerata così pericolosa e perché non si trova negli integratori?
    La Noce Vomica contiene stricnina, un alcaloide tossico il cui margine tra dose terapeutica e dose letale è estremamente ridotto. Una quantità compresa tra 30 e 90 mg di polvere può risultare fatale, causando tetano, arresto respiratorio e morte per asfissia. A causa di questo alto rischio, la normativa vieta rigorosamente il suo impiego nella produzione di integratori alimentari o prodotti erboristici da banco. Solo medici e farmacisti autorizzati possono gestirla per fini strettamente specifici, rendendo impossibile l'acquisto di preparati a base di Noce Vomica nelle comuni erboristerie o online.
  • Quali sono i sintomi di un avvelenamento da stricnina?
    L'avvelenamento da stricnina si manifesta rapidamente con sintomi neurologici gravi. Tra i primi segnali ci sono ansietà, ipersensibilità agli stimoli esterni (luce, suono, tocco) e contrazioni muscolari involontarie. Questi progressivamente evolvono in forti spasmi tetanici che coinvolgono tutto il corpo, portando a posizioni arcuate dolorose. La condizione peggiora con rapida alterazione della pressione sanguigna, tachicardia e difficoltà respiratorie fino all'asfissia completa. Poiché la coscienza rimane lucida durante gli attacchi, il paziente vive il dolore in modo intensissimo. Si tratta di un'emergenza medica immediata che richiede intervento ospedaliero urgente.
  • Come viene utilizzata la Noce Vomica in omeopatia nonostante la sua tossicità?
    In omeopatia, la Noce Vomica è impiegata sotto forma di preparati altamente diluiti (CH), dove il principio attivo originale è quasi completamente assente, eliminando il rischio di tossicità diretta. Viene classificata come rimedio costituzionale e poliresto, ovvero utile per un'ampia gamma di disturbi legati a uno stile di vita stressante, eccessi alimentari o alcolici. I medici omeopatici la prescrivono per riequilibrare il sistema nervoso, migliorare la digestione atonica, alleviare crampi muscolari e supportare funzioni epatiche o cardiovascolari deboli, agendo come tonico generale piuttosto che come farmaco diretto.
  • Quali sono i principi attivi contenuti nei semi di Noce Vomica?
    Il componente principale e più noto è la stricnina, un alcaloide indolico che costituisce circa il 3-5% del totale degli alcaloidi presenti nei semi. Altri alcaloidi significativi includono la brucina, l'alfa-colubrina, la beta-colubrina, l'icaiina, la vomicina e la novacina. Oltre agli alcaloidi, i semi contengono un glucoside iridoide chiamato longanina, acido clorogenico, grassi, proteine e un olio fisso. Questa complessa composizione chimica contribuisce all'intensa amarezza del seme e alla sua potente attività biologica, sebbene sia principalmente la stricnina a determinare gli effetti farmacologici e tossicologici.
  • È vero che la Noce Vomica era usata come veleno o ratto-cida?
    Sì, storicamente la Noce Vomica è stata tristemente famosa per questi usi. La stricnina blocca i muscoli provocando asfissia, effetto letale efficace contro roditori come i topi, motivo per cui è stata a lungo utilizzata come ratticida. Purtroppo, la stessa proprietà tossica è stata sfruttata in passato per avvelenare persone, inclusi casi storici di omicidi o suicidi. Anche se talvolta veniva menzionata in antichi testi per stimolare il vomito o agire come stimolante, l'efficacia era incerta e il pericolo di overdose mortale era altissimo. Oggi questi usi sono vietati e considerati crimini o pratiche mediche obsolete e pericolose.

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