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L’origine della pianta è sicuramente afro-arabica; più precisamente della parte orientale dell’Africa, quella che confina con l’Arabia.
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Sono poche le notizie storiche sulla Senna, per lo più di tradizione orale. È indubbio però che il suo impiego è sempre stato quello di tipo lassativo – purgante.
“La sena è ripiena di sali lisciviosi, che purgano benissimo l’umore malinconico, che è contenuto nelle parti basse, perché queste forti di rimedi discendono sempre”, così veniva descritto l’effetto dei decotti di Senna nel secolo scorso. Sempre in quel periodo veniva suggerito un rimedio purgante che veniva chiamato “decotto cattolico”.descrizione dei principi attiviLe Senna ha l’onore di possedere dei principi attivi particolarmente caratteristici, da non solo avergli dato il proprio nome, ma di averne battezzato anche la classe: i sennosidi.Nella Cassia senna se ne riscontrano diversi e sono stati chiamati semplicemente sennoside A, B, C e D. Questi sono dei glucosidi antranoidi molti simili a quelli che si ritrovano in altre piante purganti come l’Aloe, il Rabarbaro e la Cascara.È alta anche la percentuale di glucosidi, in modo particolare del pinitolo. Poi sono stati riscontrate presenze di flavonoidi, mucillagini (le responsabili dei dolori addominali causati dalla Senna) e ossalati di calcio.Purgante
L’effetto principale, nonché unico, ascritto a questa pianta è quello purgante. In dosi molto ridotte si può ottenere anche un effetto lassativo, meno potente, ma molto dipende anche dalla reazione personale che ogni individuo manifesta. La Senna esplica la sua azione a livello dell’intestino crasso, stimolando la peristalsi e così l’avanzamento del contenuto. La peristalsi però è dovuta all’azione irritante che gli antrachinoni della senna esercitano sulla mucosa dell’intestino. Praticamente l’effetto si sviluppa a causa di una vera e propria irritazione sull’intestino che conseguentemente spinge per espellere la sostanza irritante.OmeopatiaAnche in omeopatia si fa uso della Senna, ma per questa medicina alternativa la tintura madre non si usa per ottenere un effetto lassativo, ma quello riequilibrante per problemi digestivi. In modo particolare va a curare le crisi di acetonemia, meglio noto come acetone, che si manifesta nei bambini.Prodotti in commercioSebbene sia una pianta azione energica e drastica, il suo uso erboristico e farmaceutico in caso di stipsi è molto diffuso. I principali preparati erboristici sono infusi, decotti e marmellate. Spesso sono composti da una miscela contenente altre piante lassative come aloe, manna o frangola e altre che ne modificano il sapore, rendendolo più gradevole (fragola, malva e liquirizia).Come specialità mediche, invece, sono più usate invece le compresse, ma ancor di più le capsule, che permettono di nascondere il sapore ed essere deglutite più facilmente. Per chi avesse problemi di deglutizione, invece, sono disponibili gli sciroppi. ControindicazioniÈ controindicata in caso di blocchi intestinali, emorroidi, cistiti, gravidanza, allattamento e infiammazioni del colon. In questi casi sarebbe opportuno prediligere piante purganti con una azione più leggere e meno irritante.AvvertenzeDato il modo di agire irritante della senna è sconsigliato un uso prolungato o l’uso elevato di prodotti a base di senna.Perché la droga mantenga la sua efficacia è necessario che venga conservato al riparo dalla luce e dall’umidità.È una pianta che può ricadere sia come uso farmaceutico che erboristico. La limite tra le due viene determinato sulla quantità di eterosidi idrossiantracenici (sennoside B): oltre il 2,5% è per uso farmaceutico, al di sotto può essere venduto in erboristeria.
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