Mononucleosi

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Mononucleosi

La mononucleosi è una patologia di origine virale: alla terapia farmacologica possono essere affiancati alcuni rimedi naturali per favorire il decorso

di Redazione

23 febbraio 2014

Mononucleosi

La mononucleosi è una malattia virale nota anche come “la malattia del bacio”, in quanto caratterizzata dalla trasmissione prevalentemente tramite saliva. La mononucleosi è una malattia non sempre facile da diagnosticare, dal momento che i sintomi possono venire inizialmente confusi con quelli della normale influenza. Si tratta di una malattia di origine virale, che si trasmette soprattutto tra i più giovani e che è originata dal virus Epsen Barr (EBV), appartenente alla famiglia degli herpes, proprio come la varicella. In presenza di casi in famiglia o nella cerchia di amici, è importante evitare gli scambi di piatti e bicchieri in uso per limitare le possibilità di contagio. Il decorso della malattia può essere lungo, anche in base alla precocità con la quale essa viene diagnosticata e con la quale viene messa in atto una adeguata terapia. La terapia farmacologica è fondamentale per contrastare la mononucleosi, ma ad essa, in accordo con il proprio medico, possono venire affiancati dei rimedi naturali utili a favorire il più rapido decorso e ad alleviare il fastidio dei sintomi durante tutto il periodo di decorrenza della malattia.

Sintomi

I sintomi della mononucleosi possono essere difficili da riconoscere, perché possono venire scambiati con influenza o un semplice periodo di stanchezza. La loro persistenza, però, e la compresenza, sono solitamente i primi fattori che portano al sospetto della malattia. I sintomi più comuni comprendono un generale senso di stanchezza e spossatezza, mal di gola che non scompare nonostante i trattamenti e il passare dei giorni, ingrossamento dei linfonodi. Prima di questi, però, solitamente la malattia si manifesta con leggeri cefalee, dolori muscolari e articolari, inappetenza: questi sintomi lasciano solitamente pensare, appunto, ad una normale influenza e la diagnosi è più probabile che venga ricercata nella fase successiva. Ulteriori sintomi sono riscontrabili soltanto attraverso analisi del sangue: una lieve insufficienza epatica, ma anche l'aumento del numero dei globuli bianchi. Se non curata, la mononucleosi può aggravarsi fino a causare danni a cuore e polmoni, nonché, in alcuni rari casi, al sistema nervoso centrale, nonché dell'apparato circolatorio, con l'insorgenza di anemia. Tuttavia, se riconosciuta e debitamente trattata, solitamente la mononucleosi non lascia conseguenze permanenti, mentre nei più piccoli la mononucleosi può anche verificarsi in assenza di sintomi evidenti.

Contagio

Dal momento che la mononucleosi è una malattia difficile da riconoscere, soprattutto nei primi stadi, quando i sintomi sono pochi e generici, il timore delle possibilità di contagio è giustificato: tuttavia, la diffusione della mononucleosi avviene in modo modesto e la maggior parte delle persone sviluppano anticorpi specifici pur senza avere mai manifestato i sintomi della malattia. La mononucleosi colpisce circa il 50% dei giovani tra i 15 e i 25 anni nei Paesi industrializzati, mentre nei Paesi in via di sviluppo l'età media della contrazione della mononucleosi è più bassa. Non tutti, però, riconoscono la malattia e non tutti gli adulti sanno di averla contratta: i sintomi della mononucleosi, infatti, sono più evidenti se il corpo è debilitato o se si viene colpiti durante la presenza di un'altra malattia, mentre in un soggetto sano o molto giovane la malattia può svilupparsi e seguire il suo naturale decorso senza che nessun sintomo appari manifesto e, di conseguenza, senza che vengano eseguiti controlli specifici a riguardo. La mononucleosi si trasmette prevalentemente attraverso la saliva: questo significa che i baci sono il principale viatico di diffusione, ma anche la condivisione di bicchieri, bottigliette e stoviglie. Nel caso dei bambini, il contagio può avvenire anche attraverso lo scambio di giocattoli che vengono messi in bocca. La malattia, inoltre, si trasmette attraverso rapporti sessuali o trasfusioni di sangue.

Terapie farmacologiche e rimedi naturali

La mononucleosi deve essere trattata farmacologicamente, ma i sintomi possono essere alleviati anche attraverso il ricorso ad alcuni prodotti naturali. Innanzitutto, integratori ad ampio spettro possono favorire la ripresa rapida, in particolare se contenenti Magnesio, Zinco, Vitamina C e Selenio. Alcune piante possono aiutare a contrastare il dolore del mal di gola e l'infiammazione in corso: è il caso della Belladonna, l'Echinacea, la Perilla e la Pulsatilla. Si possono assumere sotto forma di olio essenziale: poche gocce diluite in acqua sono sufficienti per poter sfruttare al meglio le proprietà benefiche di tali piante e per poterne trarre sollievo. Anche il the verde può portare sollievo: non solo in quanto bevanda calda da sorseggiare che protegge la gola, ma anche perché valido aiuto contro la febbre alta. Tali rimedi, tuttavia, non possono sostituirsi in toto alla terapia farmacologica ed è bene stabilire con il proprio medico le modalità di intervento per la cura della mononucleosi in modo tale da seguirne il decorso senza effetti collaterali a lungo termine.

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Domande frequenti

  • Quali sono i principali sintomi della mononucleosi e come distinguerla dall'influenza?
    La mononucleosi, spesso chiamata 'malattia del bacio', presenta sintomi iniziali simili all'influenza come cefalea, dolori muscolari e stanchezza. Tuttavia, si differenzia per la persistenza di questi disturbi e per la comparsa di mal di gola intenso che non migliora nel tempo, ingrossamento dei linfonodi e possibile ingrandimento di fegato e milza. A differenza dell'influenza comune, i sintomi tendono a durare più a lungo. L'unica conferma certa arriva dalle analisi del sangue, che mostrano un aumento dei globuli bianchi e possibili alterazioni epatiche. È fondamentale consultare un medico se i sintomi persistono oltre i tipici giorni influenzali.
  • Come si trasmette il virus Epstein-Barr e quali precauzioni adottare?
    Il virus Epstein-Barr (EBV) si trasmette principalmente attraverso la saliva. Questo rende i baci il veicolo di contagio più comune, da cui il nomignolo 'malattia del bacio'. Tuttavia, il contagio può avvenire anche condividendo bicchieri, posate, bottigliette d'acqua o stuzzicadenti. Nei bambini piccoli, lo scambio di giocattoli portati alla bocca rappresenta un altro rischio significativo. Meno frequentemente, la trasmissione può avvenire tramite trasfusioni di sangue o rapporti sessuali. Per prevenire il contagio, specialmente in presenza di casi confermati, è consigliabile evitare lo scambio di oggetti personali a contatto con la bocca e lavarsi spesso le mani.
  • Esistono rimedi naturali efficaci per alleviare i sintomi della mononucleosi?
    Sì, alcuni rimedi naturali possono supportare il decorso della malattia, pur non sostituendo la terapia medica. Per il mal di gola e l'infiammazione, si possono utilizzare oli essenziali di Belladonna, Echinacea, Perilla o Pulsatilla, diluiti in acqua. Integratori contenenti Magnesio, Zinco, Vitamina C e Selenio aiutano a sostenere il sistema immunitario e favoriscono la ripresa fisica. Inoltre, bere tè verde caldo può apportare sollievo alla gola e contribuire a controllare la febbre. Questi approcci complementari vanno sempre concordati con il medico curante per garantire la sicurezza del paziente e l'assenza di interazioni con eventuali farmaci prescritti.
  • Quanto dura la convalescenza dalla mononucleosi e ci sono rischi a lungo termine?
    Il decorso della mononucleosi può essere piuttosto lungo, variando da alcune settimane a diversi mesi, a seconda della precocità della diagnosi e dello stato di salute generale. La stanchezza persistente è uno dei sintomi che richiede più tempo per risolversi completamente. Nella maggior parte dei casi, se la malattia viene riconosciuta e gestita correttamente, non lascia conseguenze permanenti. Tuttavia, in rari casi non trattati o complicati, potrebbero insorgere problemi cardiaci, polmonari o al sistema nervoso. Una volta superata la fase acuta, il virus rimane latente nell'organismo, ma solitamente non causa ulteriori problemi in soggetti sani.

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