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Il nostro organismo non è in grado di produrre in modo autonomo l'acido folico, che di conseguenza dovrà essere introdotto attraverso una dieta equilibrata che ne preveda le giuste quantità. L'alimentazione corretta è, infatti, il primo e più semplice sistema con il quale apportare le giuste quantità all'organismo degli individui e, in particolare, delle donne incinte. L'acido folico si può trovare prevalentemente nelle verdure a foglia larga (le quali, appunto, danno il nome all'alimento), soprattutto se di stagione e se coltivate in modo biologico. Tali alimenti non sono comunque gli unici: in percentuale, maggiori quantità si trovano negli agrumi, in particolare nelle arance e nei mandarini. In generale, frutta e verdura sono un'ottima fonte di acido folico, mentre minori quantità possono essere contenute nella carne. Kiwi, fragole, banane e meloni sono doppiamente benefici per la donna in gravidanza, in quanto ricchi sia di acido folico sia di antiossidanti; sono, inoltre, una importante fonte di vitamine. Le verdure a foglia larga saranno ancora più efficaci se consumate cotte, in quanto in tale modo i folati in essa contenuti sono più facilmente assimilabili. Una dieta ricca di acido folico sarà legata, di conseguenza, ad un elevato consumo di frutta e verdura, meglio se in diverse porzioni distribuite in modo equilibrato nel corso della giornata.
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Fare attenzione all'alimentazione è il primo, fondamentale passo per garantire alle donne in gravidanza il giusto apporto di acido folico. Tuttavia, talvolta la dieta può non essere sufficiente: in tal caso è molto importante ricorrere agli integratori, per evitare di far correre gravi rischi al feto. Va tenuto presente che la carenza di acido folico è particolarmente diffusa durante il periodo di gravidanza, anche da parte di donne che non hanno mai avuto prima questo problema: le quantità necessarie, infatti, aumentano considerevolmente durante il periodo di crescita della nuova vita all'interno del grembo materno. La carenza, inoltre, può portare anemia, aggravando la situazione di rischio sia per la madre sia per il nascituro. In media, la quantità giornaliera di assunzione si aggira intorno ai 200 microgrammi per un individuo adulto, mentre sale a 400 microgrammi nel primo trimestre di gravidanza: questo periodo, dunque, è particolarmente importante, ma occorre tenere sotto controllo i livelli durante tutta la fase della gravidanza, assumendo, se necessario, gli integratori idonei a ripristinare l'equilibrio ottimale sulla base delle esigenze dei diversi periodi della gestazione.
Negli ultimi anni si è fatta sempre più diffusa la consapevolezza che l'assunzione di quantità sufficienti di acido folico sono importantissime per le donne in gravidanza, ma un recente studio pone l'accento sul ruolo del padre, che finora non era stato preso in considerazione: secondo quanto dimostrato dai ricercatori della McGill University, lo sperma dell'uomo è in grado di conservare una traccia dello stato di salute del padre, derivante anche dallo stile di vita: un alto tasso di folati trasmesso dal padre sarebbe dunque in grado di ridurre ulteriormente il rischio di malformazione nei nascituri. Per coloro che decidono di diventare genitori, quindi, si rivela una scelta d'amore la decisione di mantenere una dieta sana e ricca di folati sin dal periodo precedente la ricerca del figlio, al quale verranno trasmesse, come visto, anche le conseguenze dello stile di vita dei genitori precedente il concepimento e non soltanto durante la fase della gravidanza. Senza dimenticare, poi, che uno stile di vita sano e una dieta equilibrata non porterà benefici soltanto al nascituro, ma sarà in primis una scelta d'amore nei confronti di se stessi e del proprio corpo.
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