cosa è l'angina pectoris
L’angina pectoris è una sindrome a carico del cuore che provoca un dolore che si sviluppa nel torace, denominato anche dolore retrosternale, e che spesso si irradia per tutta la cassa toracica. Si manifesta con un formicolio che inizia nel braccio sinistro, fino a diventare un intorpidimento. Si ha poi un crescendo di intensità fino a raggiungere il suo apice per tutta la cassa toracica e quindi scemare fino a scomparire; il tutto nell’arco di una quindicina di minuti. Il nome di questa patologia deriva dal latino angor, restringimento, e pectoris, “del petto” ma in questo caso si adatta meglio il senso figurativo che indica cuore. Quindi traducendo: restringimento del cuore. Cosa che effettivamente avviene, anche se non è esattamente il cuore a restringersi. Infatti l’angina pectoris è il restringimento di una o più arterie coronarie, le arterie che avvolgono il cuore con il compito di apportagli sostanze nutritive e ossigeno. Nel mondo sono milioni le persone che ne soffrono, in Italia sono ne soffre circa il 10% della popolazione.
Differenze dall'infarto
L’angina pectoris non è una patologia, ovvero una malattia, ma più che altro un insieme di sintomi che determinano un determinato quadro clinico, ovvero una situazione nella quale può essere poi definita come malattia. Fortunatamente l’angina è una situazione passeggera e reversibile, ma non è assolutamente da sottovalutare. È infatti il campanello dall’allarme per un ben più grave attacco di cuore, l’infarto. Entrambi si presentano nella stessa maniera, con gli stessi sintomi, ma l’infarto procura un dolore più intenso e duraturo. Inoltre la medicazione e il riposo non danno sollievo al cuore. La differenza primaria, e fisiologica, sta proprio nel fatto che l’ostruzione dell’angina è momentanea, mentre quella dell’infarto è permanente poiché vi è stato un blocco troppo prolungato delle coronarie che ha portato alla morte (necrosi) con conseguenza interruzione di scambio ossigeno-anidride carbonica delle cellule cardiache. Dunque il passaggio da angina a infarto è veramente breve, sia durante l’attaccato di angina sia nel sussiego della vita dopo l’attacco. Infatti anche più attacchi di angina possono comportare un infarto del miocardio.
Esami diagnostici
È possibile prevedere se si è soggetti ad attacchi di angina. Innanzitutto può essere ereditaria. Se un bisnonno o un nonno, ma anche un genitore, o più di uno, hanno sofferto di angina è probabile che questa passi alle generazioni successive. Con un ECG, elettrocardiogramma, soprattutto se fatto sotto sforzo, il cardiologo è in grado di valutare come il cuore e le coronarie lavorino ad alti ritmi e quindi vedere se vi è una anomalia nel tracciato, che rappresentano i battiti cardiaci. A questo può essere associato un ecocardiogramma, che altro non è che una ecografia al cuore, per studiarne la struttura e quindi vedere fisicamente se vi è una ostruzione o un restringimento, e non solo questi, a carico delle coronarie. Più sofisticati e precisi sono la diagnosi nucleare e l’angiografia. Con la prima si inietta una sostanza di contrasto in vena. Una volta che ha raggiunto le coronarie, queste verranno fotografate da un apposito macchinario che metterà in evidenze le zone ostruite. Questo tipo di esame che permette di visualizzare il flusso sanguigno è utilizzato anche per altre organi e apparati. La precisione maggiore la si raggiunge con l’angiografia che come dice il nome è l’esame specifico per ’angina (i restringimenti). Funziona similmente alla diagnosi nucleare, con la differenza che viene inserito un catetere nell’arteria femorale dell’inguine o nel braccio, e viene guidata fino a cuore. Qui viene iniettato del colorante direttamente nelle arterie coronariche. Vengono quindi scattate delle “fotografie”, che possono mostrare le arterie del cuore ostruite.
Prevenzione
Poiché farmaci e chirurgia non curano l’angina, l’unica valida “cura” è la prevenzione. La causa primaria del restringimento delle coronarie che scatena l’angina, ma anche l’infarto, sono le placche arteriosclerotiche dovute da accumula eccessivi di colesterolo. Questo significa che mangiare in modo squilibrato e cibi troppo grassi, come ad esempio i fritti, aumenta in modo considerevole la percentuale di un possibile insorgenza di angina. Per evitare che ciò accade, si deve ricorrere ad uno stile di vita sano ed equilibrato, come sempre viene consigliato per evitare il corpo ne risenta. Perdere peso, fare attività sportiva, tenere sotto controllo la pressione e colesterolo, sarebbero solo alcune delle linee guida da seguire, a cui andrebbero associati i ben più radicali tagli al fumo, attivo e passivo, all’alcol e zuccheri.
Cure
Le cure per l’angina non porteranno mai una perfetta guarigione, ma serviranno solamente a tenere sotto controllo la situazione attraverso l’aumento del flusso sanguigno diretto al cuore o diminuendo la richiesta di ossigeno del cuore. La nitroglicerina è il rimedio immediato durante un attacco di angina. Quando entra in circolo, la nitroglicerina determina una dilatazione delle grosse vene riducendo cosi il ritorno del sangue al cuore, che a sua volta lavora meno e quindi richiede meno ossigeno. A livello coronarico, invece, migliora la perfusione grazie a vasodilatazione coronaria, favorendo la redistribuzione del flusso ematico nelle zone ipossiche e ischemiche del cuore. Per un’azione immediata durante un attacco può essere somministrata in pastiglia da sciogliere sotto la lingua o spray sempre sottolinguale oppure in cerotti transdermici a rilascio controllato per mantenere sotto controllo l’angina. Purtroppo la nitroglicerina ha un effetto molto breve, venti massimo trenta minuti, il tempo necessario per recarsi al pronto soccorso o dal medico.
Domande frequenti
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Qual è la differenza fondamentale tra angina pectoris e infarto?La distinzione principale risiede nella durata e nella natura dell'ostruzione coronarica. Nell'angina pectoris, il restringimento delle arterie è temporaneo e reversibile; il dolore, solitamente retrosternale, cessa con il riposo o l'uso di nitroglicerina entro pochi minuti. Al contrario, l'infarto comporta un'ostruzione permanente che blocca il flusso sanguigno, causando la necrosi (morte) delle cellule cardiache. Sebbene i sintomi iniziali possano sembrare simili, il dolore dell'infarto è più intenso, persistente e non si allevia con il riposo. L'angina funge da campanello d'allarme cruciale: ignorarla aumenta significativamente il rischio di sviluppare un infarto miocardico.
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Come si effettua la diagnosi di angina pectoris?La diagnosi si basa su esami strumentali che valutano il funzionamento e la struttura del cuore. L'elettrocardiogramma (ECG) sotto sforzo è fondamentale per rilevare anomalie nei battiti cardiaci quando il cuore lavora ad alto ritmo. Spesso viene abbinato un ecocardiogramma, un'ecografia che visualizza la struttura cardiaca e eventuali restringimenti. Per una precisione maggiore, si ricorre alla diagnosi nucleare, che utilizza un mezzo di contrasto per fotografare il flusso sanguigno nelle coronarie, o all'angiografia. Quest'ultima è l'esame più preciso: inserendo un catetere direttamente nelle arterie coronarie, permette di identificare con esattezza le zone ostruite tramite immagini radiografiche dettagliate.
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Quali sono i principali fattori di rischio e come prevenire l'angina?La causa primaria dell'angina è l'aterosclerosi, ovvero l'accumulo di placche di colesterolo sulle pareti delle arterie coronarie. I fattori di rischio includono una dieta squilibrata ricca di grassi saturi e fritti, sedentarietà, obesità, ipertensione, fumo (attivo e passivo), consumo eccessivo di alcol e zuccheri. La prevenzione si fonda su uno stile di vita sano: perdere peso in eccesso, praticare attività fisica regolare e monitorare costantemente pressione e livelli di colesterolo sono interventi essenziali. Poiché farmaci e chirurgia gestiscono i sintomi ma non eliminano la causa radicale, la modifica dello stile di vita rimane l'unica vera strategia preventiva efficace contro il restringimento coronarico.
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Come agisce la nitroglicerina durante un attacco di angina?La nitroglicerina è il farmaco di primo intervento per alleviare rapidamente i sintomi di un attacco di angina. Agisce dilatando le grandi vene, riducendo così il volume di sangue che torna al cuore. Di conseguenza, il cuore pompa meno sangue e riduce la propria richiesta di ossigeno. Contemporaneamente, dilata le arterie coronarie, migliorando il flusso sanguigno verso le aree del cuore private di ossigeno (ischemiche). Viene somministrata per via sublinguale (pastiglie o spray) per un'azione immediata, oppure tramite cerotti transdermici per un controllo protratto. Tuttavia, il suo effetto dura solo 20-30 minuti, rendendo necessaria la consulenza medica urgente per escludere un infarto.


