Dieta metabolica

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Dieta metabolica

La dieta metabolica punta alla perdita di peso tramite il controllo dei carboidrati assunti: ecco come affrontarla in modo sicuro.

di Redazione

20 maggio 2015

I principi della dieta metabolica

La dieta metabolica è un regime alimentare volto alla riattivazione del metabolismo e alla perdita di peso, messa a punto dal medico canadese di origini italiane Mauro di Pasquale. Si tratta di un sistema messo a punto in periodi recenti, che punta alla rapida perdita di peso. Non si tratta, dunque, di un sistema volto al mantenimento sul lungo periodo, ma un metodo pensato per essere assunto durante un arco temporale limitato. La dieta metabolica si basa sulla distinzione tra carboidrati e grassi, quali principali fonti di energia per il nostro organismo e punta a individuare la giusta combinazione di entrambi, calibrata sulle richieste del nostro organismo stesso. Si tratta, dunque, di un regime alimentare da mettere in atto secondo più fasi, per individuare soluzioni personalizzate e su misura. Alla base di questa dieta vi è la considerazione del fatto che lo stile di vita attuale spinge il nostro corpo a consumare prevalentemente carboidrati, accumulando invece i grassi. Dunque, se con la nostra alimentazione introdurremo prevalentemente grassi e pochi carboidrati, potremo abituare il nostro organismo a bruciare i grassi e a diminuire, così, il loro accumulo. Tutto questo, però, senza eliminare i carboidrati del tutto, in quanto fondamentali per la nostra salute e il nostro benessere: ecco, dunque, la necessità di individuare le esatte quantità da consumare.

Applicare la dieta metabolica

La dieta metabolica si basa, dunque, su diverse fasi. La prima prevede una durata di circa quattro settimane ed è la più impegnativa da affrontare, in quanto si basa sull'eliminazione dei carboidrati dalla dieta. In questo modo, si passa poi alla progressiva reintroduzione dei carboidrati in modo graduale e fino ad arrivare al livello considerato ottimale, ovvero privo di sintomi e segnali di carenza. Infatti, il primo periodo di privazione di carboidrati si accompagna ad una serie di sintomi ed effetti collaterali, che possono essere: nausea, stanchezza, fame, capogiri, cefalea. Questa fase dura quattro settimane, durante le quali si avvicendano diversi cicli: dodici giorni denominati "fase di scarico", durante la quale si assumono molti grassi e pochissimi carboidrati, e due giorni denominati "fase di ricarica", caratterizzati dall'assunzione di molti carboidrati. Questo mese è caratterizzato da un percorso per tentativi, durante il quale, di volta in volta, si innalzano lievemente le quantità di carboidrati ingeriti durante le fasi di scarico, fino a raggiungere la completa scomparsa dei sintomi. Si arriva così, secondo il metodo individuato dal dottor Di Pasquale, ad individuare le quantità di carboidrati necessarie per la buona salute dell'individuo, sulla base di soluzioni del tutto personalizzate.

Quantità di carboidrati durante il giorno

La dieta metabolica, come visto, presenta dei fattori di notevole varietà, per poter essere adattata alle esigenze dei singoli individui. Tuttavia, vi sono delle disposizioni generali da rispettare. In particolare, la dieta metabolica prevede, nei dodici giorni considerati di scarico, il mantenimento di proporzioni il più possibile vicine a queste: 50 - 60% di grassi, 30 - 40% di proteine, 30 grammi di carboidrati. Invece, nel periodo di ricarica si passa alle seguenti proporzioni: 25 - 40% di grassi, 15 - 30% di proteine, 35 - 55% di carboidrati. Anche il periodo di scarico può essere variabile, a seconda del metabolismo delle singole persone. Può capitare, infatti, che vi sia necessità di ridurre il periodo di scarico a dodici ore o anche meno, in base alla propria tendenza ad accumulare grassi. Tuttavia, non occorre allarmarsi eccessivamente se si vede il proprio peso lievitare durante questi giorni di ricarica: potrebbe trattarsi di ritenzione idrica, fortemente accentuata dall'assunzione di carboidrati. In tal caso, l'eliminazione dei liquidi in eccesso dovrebbe avvenire rapidamente nei giorni immediatamente successivi.

Effetti collaterali e controindicazioni

Nonostante la recente vasta diffusione della dieta metabolica, rapidamente nota nel mondo, vi sono molti effetti collaterali e possibili controindicazioni che la rendono oggetto di critiche e polemiche. Le principali riguardano lo squilibrio sulla quale si basa il regime alimentare, soprattutto nelle fasi iniziali, quando l'individuo viene spinto ad assumere ampie quantità di grassi e pochi alimenti ricchi di carboidrati. Ne può derivare un calo di fibre, importanti per la salute e per la regolarità dei processi intestinali, così come rischi cardiovascolari legati, appunto, ad un'alimentazione eccessivamente ricca di grassi. Inoltre, i bassi livelli di carboidrati non sono affatto esenti da rischi: il glucosio, ad esempio, è fondamentale per il buon funzionamento del sistema nervoso centrale. Sostanziali differenze possono essere percepite da parte di coloro che compiono regolare attività fisica, in quanto i grassi danno a disposizione meno energie rispetto ai carboidrati. Essendo molto variabile a seconda della giornata, questo regime favorisce inoltre gli sbalzi insulinici ed ormonali, per far fronte all'ingestione di grandi quantità di carboidrati in breve tempo a spezzare periodi di forte carenza.

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Domande frequenti

  • Quali sono le fasi principali della dieta metabolica e quanto durano?
    Il protocollo si articola in cicli brevi, tipicamente di 14 giorni, alternando una 'fase di scarico' di 12 giorni a una 'fase di ricarica' di 2 giorni. Durante le prime quattro settimane, dette di induzione, l'obiettivo è trovare il giusto equilibrio personale eliminando quasi totalmente i carboidrati nelle fasi di scarico e reintroducendoli gradualmente. Nella fase di scarico si privilegiano grassi e proteine, mentre nella ricarica si aumentano i carboidrati. Questo schema ciclico mira a riadattare il metabolismo all'utilizzo dei grassi come fonte energetica principale, evitando l'accumulo adiposo.
  • È vero che la dieta metabolica causa effetti collaterali negativi?
    Sì, specialmente nelle prime settimane, l'astinenza dai carboidrati può provocare sintomi simili all'influenza, noti come 'keto flu'. Tra i disturbi più comuni figurano nausea, stanchezza cronica, mal di testa, vertigini e una fame persistente. Questi effetti sono dovuti al cambiamento metabolico improvviso e alla carenza di glucosio immediato. Solitamente scompaiono dopo il periodo di adattamento iniziale, ma la loro intensità varia da persona a persona e richiede attenzione per garantire il benessere generale durante il percorso dimagrante.
  • Quali sono i rischi per la salute associati a questo regime alimentare?
    Le criticità principali riguardano l'eccessivo apporto di grassi e la drastica riduzione delle fibre, che possono compromettere la salute intestinale e aumentare i rischi cardiovascolari. Inoltre, la mancanza di carboidrati limita il glucosio necessario al corretto funzionamento del sistema nervoso centrale. L'alternanza brusca tra carenza e abbondanza di zuccheri può causare picchi glicemici e squilibri ormonali, inclusi quelli insulinici. Per chi svolge attività fisica intensa, la scarsità di carboidrati può tradursi in minore disponibilità energetica e prestazioni ridotte rispetto a regimi più bilanciati.
  • Quanti carboidrati si devono assumere durante la fase di scarico?
    Durante i dodici giorni di scarico, il fabbisogno giornaliero di carboidrati è fissato a un massimo di 30 grammi. Il resto delle calorie deve provenire principalmente dai grassi (50-60%) e dalle proteine (30-40%). Questo limite rigoroso serve a mantenere l'organismo in uno stato in cui non utilizza gli zuccheri semplici come combustibile immediato, costringendolo a attingere alle riserve di grasso corporeo. È fondamentale leggere attentamente le etichette degli alimenti per evitare che piccole quantità nascoste di zuccheri superino questa soglia minima.
  • Perché il peso aumenta durante i giorni di ricarica?
    L'aumento di peso osservato nei due giorni di ricarica è quasi esclusivamente dovuto alla ritenzione idrica e non all'accumulo di tessuto adiposo. I carboidrati immagazzinati sotto forma di glicogeno nei muscoli e nel fegato legano a sé una grande quantità di acqua: ogni grammo di glicogeno trattiene circa tre grammi di liquidi. Questo fenomeno è fisiologico e temporaneo; i chili recuperati verranno eliminati rapidamente nei giorni successivi di scarico, quando il corpo smaltirà le scorte di glicogeno e i liquidi associati.

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