Pelle

Bruciature

Le bruciature, per quanto piccole possano essere, provocano sempre, in qualunque parte del corpo avvengano, un dolore intenso, che può essere solo istantaneo o permanere a lungo.

di Redazione

09 luglio 2013

Le bruciature

Un proverbio dice: “chi gioca con il fuoco, si brucia”. Il significato di tale detto, cioè a rischiare troppo poi ci si fa molto male, è ben evidente anche senza doverlo interpretare più di tanto. Ma quello che fa poi male non è tanto il fuoco, quanto la scottatura che ne consegue, e chi si è mai bruciato con il fuoco, ben sa quanto dolore ne può scaturire. Le bruciature, per quanto piccole possano essere, provocano sempre, in qualunque parte del corpo avvengano, un dolore intenso, che può essere solo istantaneo o permane a lungo nel tempo, fintanto che la ferita non è del tutto guarita. Esse non sono altro che una lesione a carico del tessuto epidermico, il quale può essere colpito solo superficialmente oppure essere danneggiato fino in profondità, e allora si parla più propriamente di ustioni.

Classificazione

Le bruciature o ustioni sono classificate in gradi, dal primo al terzo, e ciascuno di essi indica la gravità del danno. Nei casi più gravi quando sono colpiti anche i muscoli si può parlare di quarto grado, ma in questo articolo non ce ne occuperemo in quanto vanno ben oltre la bruciatura. Iniziando dal terzo grado, queste sono le ustioni più gravi che ci si possa procurare, ma paradossalmente sono anche quelle in cui non si sente dolore. Il danno è cosi profondo che vengono distrutti anche i recettori del dolore, che quindi non possono trasmettere la sensazione al cervello. Inoltre, sempre a causa della profondità del danno, sulla superficie della pelle non compaiono nemmeno le vesciche, tipiche di un’ustione di secondo grado. La guarigione è la più lunga tra tutte. Spesso il paziente deve trascorrere parte gran parte della prima fase della degenza in una camera sterile per evitare che ossa contrare infezioni, le quali, dato il suo stato, potrebbero ucciderlo. Una volta guarito, il paziente porterà per sempre i segni di tale incidente poiché si formano delle particolari cicatrici, detti cheloidi. Quasi sempre richiedono un intervento di chirurgia plastica poiché sono antiestetiche, se non deturpanti. Le bruciature di secondo grado sono facilmente riconoscibili. Oltre all’intenso dolore che provocano e che permane fino alla guarigione completa, portano anche alla comparsa di vesciche sierose. Curare questo tipo di danno richiede tempo e particolare attenzione per evitare che la ferita si infetti. In questi casi, la comparsa di cicatrici è quasi certa, sebbene non siano cosi vistose come quelle di terzo grado. Infine ci sono le bruciature di primo grado,quelle più leggere e meno preoccupanti. Ad essere danneggiata è la sola parte superficiale della pelle, che produce immediatamente un arrossamento più o meno intenso, senza vesciche, ma che fortunatamente sparisce in pochi giorni.

Cosa provoca la bruciatura

La bruciatura è una lesione delle pelle causata da per la maggior parte delle volte da una fonte di calore particolarmente intensa, un oggetto rovente o un liquido bollente. Tra le cause primarie troviamo il contatto con una fiamma libera, come quella dei fuochi da cucina o del caminetto; latte, caffè o olio bollenti; bruciature a ferro da stiro o da caffettiera. La gravità della bruciatura è data non solo dalla temperatura dell’oggetto surriscaldato, che comunque incide non poco, ma anche dalla durata di contatto con la pelle. Un altro elemento che provoca bruciature è la corrente elettrica. Basti pensare a come si cuoce la carne al grill o al forno elettrico. Più di un’intuizione di ciò la si ha quando si prende una scossa elettrica e subito dopo si sente un odore di bruciato e un bruciore nella parte che è andata a contatto con la fonte elettrica. Altri tipi di bruciature molto comuni sono quelle estive causate dal sole e dalla pigrizia di doversi spalmare la crema protettiva con il filtro solare. In estate i raggi solari arrivano on una inclinazione diversa, sono più diretti e la loro intensità è tale da “cuocere” la pelle dell’uomo, anche con una sola esposizione prolungata per quattro ore. Ci sono poi le ustioni da sostanze chimiche, acidi o basi. Le più comuni in casa sono quelle date da acido muriatico o da soda caustica, prodotti usati per le pulizie, che se non vengono maneggiati con cautela, meglio se indossando guanti di plastica, a contato con la pelle provocano bruciature ed ustioni. Esistono anche le ustioni da freddo, come quelle causate da ghiaccio, ma in questi casi si parla di geloni o congelamento, ma sempre di lesioni dell’epidermide si tratta.

Cosa fare – cosa non fare

Bisogna subito dire che nei casi di bruciature terzo grado è obbligatorio recarsi al più vicino pronto soccorso o chiamare un’ambulanza fornendo quanti più dettagli possibili affinché al loro arrivo i paramedici sappiano già cosa troveranno e porteranno un aiuto tempestivo. Quando invece sono presenti le vesciche, quindi è di secondo grado, sarebbe consigliato il pronto soccorso, ma potrebbe bastare il consulto con il medico di famiglia, che valuterà con precisione la gravità della lesione e consiglierà la cura e le medicine più indicate. Per le bruciature di primo grado invece non c’è bisogno di chiamare l’ambulanza in quanto si può trattare l’infortunio da se. Un’azione dannosa, ma che spesso si sente suggerire come rimedio infallibile della nonna, è quello di cospargere la parte di olio di oliva. Come detto da evitare, in quanto l’olio forma una patina, un film lipidico che trattiene il calore invece di aiutare a dissiparlo, tanto che ciò potrebbe aggravare la bruciatura. Utile invece è immergere la parte in acqua fredda, meglio ancora se sotto l’acqua corrente di un rubinetto, in modo da raffreddare la parte, bloccare il dolore e ridurre l’eventuale gonfiore.

Rimedi erboristici

Per le piccole bruciature di primo grado, si può ricorrere all’ausilio di alcune piante. Su tutte l’Aloe vera. Tagliarne una foglia e tamponare la parte bruciata con la polpa succosa che si trova all’interno ha un effetto paragonabile a quello della ben più nota pomata gialla Foille. Questo trattamento risulta utile anche per le scottature estive alle spalle, e non solo. Se l’uso dell’olio di oliva come rimedio della nonna è sbagliato, non lo è un'altra cura della nonna, quella della patata. Sin dai tempi remoti infatti su usa la patata sbucciata e a fettine, per coprire una maggior superficie e per una più facile applicazione. Il tubero favorisce la dissipazione del calore e i suoi costituenti aiutano la ricostruzione degli strati epidermici bruciati. Altre piante da usare in cataplasmi da applicare sulle bruciature sono le foglie fresche di Agrimonia, Ortica, Consolida, o di Tossillagine. Si possono usare abbinate tra di loro o singolarmente. Per tutte, comunque, bisogna pestarle fino a ridurle in una poltiglia succulenta, che poi va applicata per una decina di minuti per due o tre volte al giorno.

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Domande frequenti

  • Qual è il primo intervento immediato da fare su una bruciatura?
    L'intervento più efficace e immediato per qualsiasi bruciatura, specialmente di primo e secondo grado, è raffreddare la zona interessata. È fondamentale immergere la parte in acqua fredda o tenerla sotto un getto continuo di acqua corrente del rubinetto per diversi minuti. Questa azione aiuta a disperdere il calore residuo nei tessuti, blocca l'escalation del danno cellulare, riduce significativamente il dolore e limita il gonfiore. Al contrario, è assolutamente sconsigliato applicare oli vegetali, come l'olio d'oliva, poiché creano una barriera che intrappola il calore all'interno della pelle, aggravando la lesione e ritardando la guarigione.
  • Come si distinguono i vari gradi di bruciatura?
    Le bruciature si classificano in base alla profondità del danno tissutale. Il primo grado colpisce solo l'epidermide superficiale, causando arrossamento e dolore ma nessuna vescica, guarendo in pochi giorni. Il secondo grado coinvolge strati più profondi, presentando intense bolle piene di liquido (vesciche) e dolore persistente, con alto rischio di cicatrici. Il terzo grado è il più grave: distrugge completamente gli strati cutanei e i recettori del dolore, quindi spesso non fa male, non presenta vesciche e lascia cicatrici profonde (cheloidi) che richiedono chirurgia plastica. In caso di terzo grado, è urgente rivolgersi al pronto soccorso.
  • L'Aloe Vera è un rimedio valido per le scottature solari?
    Sì, l'Aloe Vera è uno dei rimedi naturali più efficaci per le bruciature lievi, incluse le scottature solari di primo grado. La polpa interna della foglia fresca, una volta estratta e tamponata sulla pelle, agisce come un potente antinfiammatorio e idratante naturale. I suoi principi attivi favoriscono la rigenerazione dei tessuti epidermici danneggiati e alleviano rapidamente il bruciore e il rossore. L'effetto rinfrescante e lenitivo è paragonabile a quello di creme farmacologiche specifiche, rendendola ideale per trattare piccoli incidenti domestici o esposizioni solari eccessive senza effetti collaterali.
  • Si possono usare le patate crude per curare le scottature?
    Assolutamente sì, l'uso della patata cruda è un antico rimedio della tradizione popolare molto valido per le bruciature. Sbucciando la patata e tagliandola a fette sottili, è possibile applicare direttamente il tubero sulla zona ustionata. La patata favorisce la dissipazione del calore residuo grazie alla sua elevata percentuale di acqua e struttura porosa. Inoltre, i suoi costituenti naturali supportano la ricostruzione degli strati epidermici lesionati. Questo metodo permette di coprire ampie superfici in modo semplice e confortevole, offrendo sollievo immediato dal dolore durante l'applicazione.
  • Quali altre piante officinali possono essere usate per le bruciature?
    Oltre ad Aloe e Patata, diverse piante officinali possono essere utilizzate sotto forma di cataplasmi per trattare le bruciature lievi. Foglie fresche di Consolida, Agrimonia, Ortica e Tussilago (colombina) sono eccellenti per le loro proprietà rigenerative e antinfiammatorie. Per preparare il rimedio, le foglie devono essere pestate finché non diventano una poltiglia succulenta, che viene poi applicata sulla pelle per circa dieci minuti. Questo trattamento può essere ripetuto due o tre volte al giorno. L'uso combinato di queste piante potenzia l'efficacia nel favorire la guarigione e nel proteggere la cute danneggiata.

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