![]() | Sentirsi bene. Il metodo per curare la depressione senza farmaci Prezzo: in offerta su Amazon a: 18,7€ (Risparmi 3,3€) |
Il termine radicali liberi è spesso associato a quello di invecchiamento della pelle. Questo binomio è stato determinato, oltre che dalla massiccia pubblicità televisiva per prodotti di cosmetica, anche dal fatto che in effetti la pelle è il tessuto più colpito da parte di questi radicali. Infatti essendo la barriera di separazione e difesa del corpo con il mondo esterno, essa viene attaccata non solo dall’interno ma anche dall’esterno, dove come detto sono presenti anche qui radicali liberi, come ad esempio inquinamento, fumo e raggi ultravioletti, solo per citare i più dannosi.
Lo stress ossidativo a cui è sottoposta la pelle, ovvero tutti gli attacchi da parte dei radicali liberi, comporta una alterazione dei compiti basali della cellula epiteliale determinando un invecchiamento precoce della pelle, non più capace di un fisiologico rinnovo.Per evitare, o almeno limitare al massimo i danni che i radicali liberi possono indurre nel nostro organismo, e non solo alla pelle, è bene assumere cibi e utilizzare prodotti che li neutralizzano: gli antiossidanti o scavanger ![]() | PILLOLE ECCEZIONALI PER PERDERE PESO | Per Pancia Cosce e Glutei | Per Uomo e Donna | Azione Forte e Rapida | 120 Capsule Prezzo: in offerta su Amazon a: 21,9€ |
Scavenger, antietà, anti radicali liberi o antiossidanti sono tutti termini che indicano il medesimo tipo di molecole, ovvero quelle capaci di neutralizzare il potere negativo dei radicali liberi, attraverso una loro “cattura”. Come spiegato in precedenza, i radicali liberi posseggono un elettrone spaiato, solitario, nel loro strato più esterno, che è la causa della loro reattività. Gli antiossidanti sono esattamente il contrario, sono delle molecole a cui manca un elettrone nel loro strato esterno e per questo poco reattivi. Per cui quando chi ha troppo e chi ha meno si incontrano… trovano l’equilibrio o si annullano.
Sono state inventate creme e lozioni in cui sono state inserite queste molecole antiossidanti il cui compito è quello di catturare i radicali liberi non appena questi vengano a contatto con la pelle, prima che però possa intaccarla. Similmente esistono dei cibi che posseggono queste molecole, che però possono “lavorare” dall’interno una volta assunti con il cibo. Tra gli scavenger naturali più conosciuti ci sono delle vitamine: la A, la E e la vitamina C.Le piante con poteri ansietà sono molto numerose e alcune di esse, come ad esempio la carota, non hanno più segreti e vengono utilizzate sia per le diete antiradicali liberi che per le creme anti-età.
Quelle che vi apprestate a leggere sono alcune tra le piante meno note, ma con una efficace attività di cattura di queste molecole reattive.La prima che introduciamo è la Ginko biloba, o il Ginko biloba. Una pianta abbastanza usata, soprattutto da un famoso bagnoschiuma. La sua attività, oltre che sulla pelle, si sviluppa anche all’interno dei vasi sanguigni, in modo principale, tanto che li ripulisce e protegge. Il ginko però è da utilizzarsi con cautela dato che ha effetti secondari importanti, come la fluidificazione del sangue (quindi proibito in caso di trattamenti con anticoagulanti o anti aggreganti piastrinici) e riduce l'azione degli antiepilettici beta bloccanti.Un’altra pianta ad azione interne ed esterna come scavenger è l’Epilopio. Gli studi effettuati sugli estratti di radici, foglie e fiori, hanno dimostrato che tutti e tre posseggono questa capacità sia che venga utilizzato per la fabbricazione di prodotti cosmetici che per la preparazione di tisane.Anche la Centaurea minore rappresenta un esempio di pianta antiossidante dal doppio tipo di utilizzo; inoltre essa ha la capacità di legare anche i metalli pesanti depurando cosi non solo sangue e reni, ma tutto l’organismo.Una indicazione più cosmetica è quella che si addice alla coclearia, che infatti viene impiegata per diverse creme e lozioni tra cui quelle anti- età, grazie alle grandi quantità di vitamina C che possiede.Tra le piante commestibili non molto usuali citiamo l’alchechengi, pianta la cui raccolta dello spontaneo è ormai proibita dato che si è rischiata l’estinzione per il prelievo massiccio che si è fatto del suo frutto, da cui si ricava una marmellata squisita e… scavanger. E le scure bacche di maqui, pianta cilena, che assomigliano al mirtillo nero, di cui ha anche la forma, ma con un sapore più vicino ad un mix tra mirtillo e sambuco.
COMMENTI SULL' ARTICOLO