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E' molto diffusa la credenza che l'unica fonte soddisfacente di ferro sia la carne, in particolare la carne rossa: in realtà, molti altri alimenti si rivelano ricchi di tale minerale e le corrette associazioni alimentari possono aiutare ad evitare i rischi di carenza di ferro anche per le persone vegetariane o vegane.
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Per porre rimedio ad una eventuale carenza di ferro, è possibile ricorrere a diversi tipi di integratori. Le dosi e il periodo di somministrazione dovrebbero essere concordati insieme al proprio medico, proprio per evitare rischi di eccessi di ferro o una integrazione inferiore alle reali necessità. Gli integratori possono essere di vario tipo: è possibile selezionare integratori naturali, per prodotti volti ad evitare controindicazioni, nonché di origine interamente vegetale. Queste soluzioni, in particolare, vanno incontro alle esigenze di coloro che scelgono di abbracciare uno stile di vita vegano o vegetariano.
Gli integratori possono comportare più sostanze in combinazione tra loro, oppure essere integratori unicamente di ferro: a determinare la migliore soluzione dovrà essere il medico, in seguito ad una attenta analisi delle necessità dell'individuo. Per aumentarne l'efficacia, alcuni integratori prevedono l'assunzione all'interno di una spremuta d'arancia. L'assunzione concomitante o comunque ravvicinata degli agrumi è, in effetti, una buona pratica quando si necessita di integrare il ferro, dal momento che la vitamina C di cui questi frutti sono ricchi ne facilita l'assorbimento e l'assimilazione da parte del nostro organismo.Si sente spesso parlare della carenza di ferro nel sangue e delle eventuali conseguenze che si legano a questa condizione: sebbene questo sia il caso di alterazione più frequente, non va dimenticato che esistono anche casi di eccesso di ferro. La presenza di ferro in quantità eccessive nel sangue può comportare problemi per la salute, pertanto occorre tenere sotto controllo i livelli in tal senso ed evitare di assumere un numero eccedente di integratori per contrastare eventuali carenze, rischiando il problema contrario.
In particolare, l'eccesso di ferro è una condizione che colpisce maggiormente gli uomini dai 40 anni in su. Si parla di eccesso quando la concentrazione di ferro supera i 5 grammi. Negli uomini, il più chiaro segnale di eccesso di ferro è l'ipogonadismo, ovvero un'alterazione ormonale, mentre nelle donne i segnali più evidenti sono l'alterazione del ciclo mestruale e disfunzioni della tiroide. Inoltre, i problemi legati alla presenza del ferro comportano anche dei sintomi più generici e di meno facile individuazione, ma che possono aiutare a destare sospetti se presenti in concomitanza tra loro e con i sintomi precedentemente elencati. Si tratta, in questo caso, di affaticamento cronico, dolori agli arti, disturbi cardiaci, sbalzi d'umore, colore della pelle spento e opaco.
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